Roma, alla guerra dei rifiuti: la Sindaca, il Governatore e il Capitano

Foto: © Imagoeconomica, Benvegnu' e Guaitoli

Tra pochissimo Nicola Zingaretti firmerà l’ordinanza per risolvere l’ennesima emergenza immondizia nella Capitale. Virginia Raggi continua come se nulla fosse avvenuto, incurante del fatto che sono gli impianti delle province del Lazio a risolvere la situazione. Sempre. Matteo Salvini guarda alle comunali e alle regionali, per vincere.

La situazione è talmente drammatica che non bisognerebbe fare politica sull’argomento. Però è proprio la dimensione dell’emergenza a introdurre il tema politico. Tra pochissimo il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che è anche segretario del Partito Democratico, emanerà un’ordinanza con la quale fronteggiare il caos rifiuti di Roma.

La Grande Bellezza non esiste più, c’è una situazione che nessuna Capitale occidentale conosce. Zingaretti disporrà che gli impianti del Lazio, tra i quali quello di Colfelice, lavorino al massimo delle loro possibilità. Poi probabilmente ci saranno una serie di prescrizioni per Ama e sicuramente verranno elencate le azioni che il Comune di Roma non ha fatto e doveva invece mettere in essere.

Ieri lo scambio di battute al vetriolo, l’ennesimo, tra Virginia Raggi e Nicola Zingaretti. Il presidente della Regione indica il modello amministrativo di Roma come il peggiore possibile, sottolineando quindi il fatto che i Cinque Stelle al governo (dal nazionale al locale) semplicemente non sono all’altezza. (leggi qui Top & Flop * Giovedì 4 luglio 2019)

Alle ore 12.30, presso la sala giunta della Regione, Nicola Zingaretti, insieme all’assessore al ciclo dei rifiuti Massimiliano Valeriani, illustrerà i contenuti dell’ordinanza.

Virginia Raggi, dal canto suo, è sostanzialmente isolata nei Cinque Stelle. Nonostante la blindatura da parte del fondatore Beppe Grillo. A parte le critiche alla luce del sole di Roberta Lombardi, nel Movimento i big non vanno oltre una difesa di ufficio. D’altronde è davvero chiedere troppo considerando le immagini di questi giorni che hanno letteralmente sconvolto i turisti e i mass media stranieri.

La conquista di Roma doveva rappresentare per i Cinque Stelle il fiore all’occhiello di un nuovo modo di amministrare. Invece è diventato un biglietto da visita impresentabile. In ogni caso sia il Pd che i Cinque Stelle non spingono affatto per elezioni anticipate a Roma, anche perché manca poco a quello a scadenza. La ragione è che entrambi temono una possibile vittoria della Lega.

E infatti Matteo Salvini, vicepremier, ministro dell’Interno e capo del Carroccio, ha accomunato nel giudizio il Comune e la Regione, la sindaca Virginia Raggi e il Governatore Nicola Zingaretti. Salvini sa che potrebbe prendersi tutto il piatto, vale a dire Campidoglio e Pisana se si andasse alle urne. Lo scenario nazionale sembra più stabile adesso e allora neppure il Capitano vuole accelerare. Ci vorranno giorni, forse settimane, per levare tutti i rifiuti da terra e nei cassonetti a Roma.

Le polemiche e la puzza si sposteranno altrove. Fino alla prossima emergenza, perché i fatti di questi anni dicono che la Raggi nulla ha fatto per risolvere il problema.

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