La vendetta segreta di Adriano Roma

Dicono che ci sia lui dietro al successo di Gianluca Quadrini. Che stia combattendo una guerra non dichiarata all’interno di Forza Italia. Che ci sia lui dietro al ko politico di Ceccano. Adriano Roma, ex coordinatore provinciale di Forza Italia, consigliere regionale per un giorno, vice nel Pdl potentissimo, nega tutto. Ma nessuno gli crede.

Il Pd vi ha messo all’opposizione: lei chiedeva da tempo di andarci. Contento?
No. Dovevamo andare noi all’opposizione. Farci mandare dagli altri è stata una sconfitta.

Perché è una sconfitta?
E’ chiaro: eravamo noi di Forza Italia a dover dire che non ci riconoscevamo nelle poli-tiche del Pd, come dimostra la loro posizione sul caso Acea. Invece, così, sono stati loro che ci hanno usati e poi messi all’angolo.

E’ normale, dal momento che avete perso le elezioni
Alle provinciali Forza Italia ha ottenuto un risultato buono, eleggendo un consigliere in più rispetto alla volta scorsa, è cresciuta nel voto ponderato, ha aumentato le prefe-renze singole.

Però il Pd ha preso più voti di voi
Mario Abbruzzese ha ragione quando avverte il Pd che il sorpasso è solo rimandato. E pure quando sottolinea che Antonio Pompeo e il Pd hanno tradito i patti.

A proposito di traditori, in Forza Italia ce ne sono stati: sono mancati un po’ di voti alle Provinciali.
E’ un’evidenza, la matematica non è un’opinione.

Chi ha tradito?
Posso immaginarlo. In qualche caso posso comprendere. Ma se esiste ancora un sen-so della Politica ed esiste una disciplina di Partito, non posso condividere.

Antonello Iannarilli aveva posto il problema della candidatura di Addesse, cioè avrebbe dovuto votare chi gli ha fatto perdere le Comunali. (leggi qui)
Non sono al corrente della cosa: il Coordinamento Provinciale non è stato investito del-la questione.

Avrebbe dovuto esserlo?
Si, avrebbe dovuto.

Dicono che ci sia lei dietro al successo di Gianluca Quadrini.
No. Dietro al successo di Gianluca Quadrini c’è il suo lavoro sul territorio e la sua ca-pacità di dare risposte ai sindaci che gli chiedono soluzioni ai problemi. E’ la politica di una volta.

Dietro Quadrini c’è Roma?
Dietro Quadrini c’è Quadrini. Semmai, posso augurarmi che Roma sia davanti a lui: nel senso che il prossimo risultato sia la vittoria alle Regionali.

Quadrini andrebbe candidato?
Lui e Danilo Magliocchetti si sono contati: in altri tempi, la candidatura sarebbe stata un fatto automatico per entrambi. Hanno dimostrato di avere consenso in tutte le fasce di popolazione. A dimostrazione che esiste ancora una Forza Italia capace di andare in mezzo ai sindaci, cioè a quelli che ti portano i problemi della gente da risolvere, ascoltando i loro bisogni e trovandogli una via d’uscita.

Questo è quanto andrebbe fatto. Ma il Partito lo farà?
Non credo. Penso che realisticamente candiderà Antonello Iannarilli. Che, se è intelligente, non accetterà: ma in lui prevale più la passione che il ragionamento politico.

Perché non dovrebbe candidarsi?
Perché deve dare alla gente il tempo di rimpiangerlo

In che senso?
Tra poco arriverà la Tosap che noi avevamo tolto. La gente si accorgerà che l’unico vero rivale di Acea è stato il Centrodestra ed il primo in assoluto è stato il ‘nostro’ centrodestra. Bisogna dare alle cose il tempo di maturare.

Nei giorni scorsi ha detto che questo “E’ lo spirito originario di Forza Italia, quello che ha portato alcuni di noi a non mollare mai in “battaglie” come quella sul servizio idrico”. Allora qualcuno ha mollato?
Confermo: solo alcuni hanno mantenuto quello spirito berlusconiano. In questo partito si parla molto ma solo pochi danno risposte ai cittadini, agli amministratori, al territorio. E parlano soprattutto quelli che i voti non li hanno. E quelli che non hanno dimostrato ancora niente. Troppe chiacchiere e poca politica. Manca l’umiltà.

Cosa manca a questo Partito?
Essere un Partito

Non lo è?
In certi momenti ho l’impressione che sia l’ombra di un Partito. Ho conosciuto stagioni in cui c’era più sostanza. Qui c’è paura di far crescere il Partito: mancano figure chiave. Manca il raccordo tra chi detta la linea politica e chi la deve applicare. Nei Partiti seri si chiamava Responsabile Organizzazione. In questa Forza Italia è più importante preoccuparsi di organizzare le sagre che di organizzare le fila.

Chi è Pasquale Ciacciarelli?
Il Commissario provinciale di Forza Italia nominato legittimamente da Claudio Fazzone

Ma è vero che all’ultimo Coordinamento ha chiesto di sapere chi fossero i componenti?
A voi chi lo ha detto?

Funziona che uno fa le domande e l’altro da risposte…
Si ho chiesto di sapere chi fossero i componenti: vedo troppa gente intorno al carro dei vincitori e ne ho vista pochissima quando bisognava montare i palchi, sistemare le bandiere, raccogliere le firme…

Un Coordinamento ad assetto variabile può essere strategico: varia a seconda delle necessità
Se guardiamo alla tattica, agli accordi, alle poltrone, all’apparenza e non alla sostanza, non andiamo da nessuna parte. E non vale solo per il Coordinamento.

Ma anche per…
Vale per tutto. Il nostro popolo ci deve riconoscere in modo chiaro. Chi deve riflettere, rifletta. La politica delle alleanze va bene, ma il partito di maggioranza siamo noi e quindi il confronto è auspicabile, ma nessuno può pensare di utilizzarci come un a-scensore elettorale. Antonio Pompeo ha preso l’ascensore, è diventato presidente del-la Provincia, si è sistemato per bene e poi ha rimandato giù l’ascensore. Non funziona così.

Funziona che chi vince governa e chi perde resta a contare
La questione non è vincere o perdere. Ma è che Forza Italia non deve avere nulla a che fare con un Pd che guarda ai poteri forti, che non riesce ad amministrare nulla, che pensa solo ad incarichi e consulenze. Benissimo ha fatto Mario Abbruzzese quando ha annunciato che darà battaglia al Pd in qualunque amministrazione siamo assieme.

Sarà rappresaglia al Pd o solo alla parte di Scalia? (leggi qui)
Per me è tutto Pd, non faccio differenze

E Abbruzzese, fa differenze?
Chiedetelo a lui

Intanto il Pd festeggia
Ripeto quello che ho detto nei giorni scorsi ai vostri colleghi. Sinceramente non capisco cosa festeggi Antonio Pompeo. Se confrontiamo i dati delle Provinciali di 2 anni fa con quelli attuali, il Pd ha perso 12 punti percentuali. L’unico ad aver vinto realmente è l’altra “ALA” del PD, davanti al quale il presidente della Provin-cia dovrà “mettersi sull’attenti” se vuole governare per i prossimi due anni.

Dicono che a Ceccano sia stato lei a non far eleggere Ginevra Bianchini
Maldicenze

Intanto però fanno riunioni di maggioranza senza invitare tutti
Problemi interni. Non interferisco. Dico solo che la politica ha le sue regole e le sue liturgie. E’ come quando ci si mette a tavola: se non si mastica bene poi tutto resta sullo stomaco ed è quella la differenza tra un buon pranzo ed un’indigestione.

Massimiliano Mignanelli, già presidente del Consiglio comunale di Cassino per il vostro Partito, partecipa alla festa
E fa bene: si è candidato nel Pd e pure lui ha vinto; lo ha detto chiaramente Francesco De Angelis, ormai tutti lo considerano il ‘Compagno Mignanelli’.

I voti però non glieli ha portati il Pd
I voti sono tutti di Massimiliano, lui è uno di quelli che le risposte le sa dare. Forza Italia dovrebbe domandarsi perché queste forze si sono allontanate.

Uno che non si è mai allontanato è Antonio Tajani
Un vero gentiluomo. Senza se e senza ma. Ma io sono solo un vicesindaco di campagna e non sono all’altezza di parlare di certe cose.

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