Salera-Fardelli, tutta colpa dei cinghiali

Rottura tra Luca Fardelli e l'amministrazione Salera. Colpa dei cinghiali. Non quelli che pascolano liberi in città. Ma una cena a base di cinghiale avvenuta un mese fa. Nella quale...

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

Tutta colpa dei cinghiali. Non quelli vivi, che non di rado, ancora negli ultimi giorni, imperversano per le strade di Cassino e provocano incidenti. In questo caso si tratta delle prelibatezze degli ungulati, servite al piatto. Sembra che il sindaco di Cassino, Enzo Salera, ci vada pazzo.

Per questo l’altra sera, quando è stato invitato a Caira insieme al suo fedelissimo Danilo Grossi e ad altri esponenti della maggioranza – che qualcuno definirebbe del “cerchio magico” – gli è stata servita una cena a base di cinghiale. Buon vino ad accompagnare la carne.

Un amaro per Fardelli

Luca Fardelli

Tra i commensali riuniti al tavolo di un’abitazione della popolosa frazione di Cassino, alcuni ex amministratori della Città Martire. Il vero menù non poteva quindi che essere a base di politica.

Si è parlato della situazione attuale, degli scenari futuri. Tenere a mente una data: questa cena risale a un mese fa. Quando il rapporto tra la maggioranza di Centrosinistra e il consigliere indipendente Luca Fardelli sembrava idilliaco, tant’è che il fratello del difensore civico della Regione Lazio, aveva dato il suo voto favorevole anche al Consuntivo 2021.

Tra una portata e l’altra della cena il discorso non poteva che avere il punto di caduta sul consigliere comunale di Caira in marcia di avvicinamento alla maggioranza. E tutti, quasi tutti, avrebbero consigliato al sindaco di non stringere alleanze future, di lasciare tutto così com’è, senza andare troppo oltre. Il motivo? Porterebbero voti, i fratelli Fardelli, è innegabile. Ma in tanti non seguirebbero più Enzo Salera, sarebbe snaturata la sua attuale squadra. Musica per le orecchie Fabio Vizzacchero del Pd, consigliere comunale di maggioranza di Caira. Ogni volta che sente ipotesi di accordo tra Salera e Fardelli va su tutte le furie.

Digestione difficile

Enzo Salera e Luca Fardelli

Dopo quella cena, il rapporto di collaborazione tra Luca Fardelli e il sindaco si è incrinato, fino ad arrivare alla rottura ormai quasi definitiva che si è consumata in questo weekend.

Andiamo con ordine. Dieci giorni fa si è riunito il Consiglio comunale per approvare il Previsionale 2022. Luca Fardelli aveva presentato una serie di emendamenti. Preso atto del fatto che sarebbero stati respinti, al momento del voto è uscito dall’Aula con il resto dell’opposizione. Un gesto poco apprezzato dalla maggioranza, dal momento che un canale di dialogo era stato comunque aperto nei mesi scorsi. Ma nessuna vera rottura si era consumata. (Leggi qui: Il Bilancio passa, la polemica resta).

A rinfrescare la memoria al sindaco ci ha pensato due giorni  fa Luca Fardelli. Rispondendo a un intervento fatto dal capogruppo dem Gino Ranaldi che in veste di consigliere provinciale ha fatto approvare un importante provvedimento per migliorare la viabilità alla Folcara tra il Campus e gli istituti scolastici; Fardelli ha ricordato che lui stava facendo pressing sulla Provincia già dai tempi dell’amministrazione di centrodestra del sindaco Carlo Maria D’Alessandro. E poi ha messo il dito nella piaga della maggioranza, ricordando che se Gino Ranaldi oggi siede a Palazzo Iacobucci è anche grazie al suo voto.

I conti non quadrano

Gino Ranaldi

E qui la maggioranza è andata in fibrillazione: perché Ranaldi alle scorse provinciali ha ottenuto 15 voti su 16 della maggioranza. Tutto regolare perché Bruno Galasso di Demos aveva già comunicato che avrebbe fatto un’altra scelta.

Ma se si unisce il voto di Fardelli, significa che c’è almeno un franco tiratore tra gli altri 15 della maggioranza che hanno giurato di aver votato Ranaldi. Per questo il consigliere provinciale ribatte: “Caro Luca, adesso basta, lo sappiamo che alle Provinciali non mi hai votato“.

A quel punto, lo strappo diventa definitivo. E il fratello del difensore civico della Regione Lazio lancia il guanto di sfida: “Il voler mettere in dubbio una realtà, un dato di fatto che anche il sindaco conosce bene e di cui mi ha sempre dato atto ringraziandomi, significa non stare bene con la propria coscienza. Offro la mia disponibilità sin da ora ad un confronto pubblico con il sindaco ed il consigliere Ranaldi al fine di ristabilire la verità. Anche sulla vicenda del voto alle scorse elezioni provinciali ben consapevole che “la riconoscenza è il sentimento del giorno prima”. Attendo la comunicazione dell’ora e del luogo. Io sono pronto“.

Silenzio, c’è lo strappo

Enzo Salera, Gino Ranaldi e Luca Fardelli

Enzo Salera e Gino Ranaldi non rispondono più. Sono arrivati dove forse volevano: consumare lo strappo con Luca Fardelli. O forse è stato il consigliere indipendente a centrare il suo obiettivo visto che solo dopo sei mesi ha ufficialmente detto di aver votato per Gino Ranaldi e sapeva di aprire crepe nella maggioranza, tant’è che Demos ha già chiesto un vertice urgente.

L’interrogativo sia per Salera che per Fardelli è: cui prodest? Perché raffreddare i rapporti proprio ora che, dopo tre anni di alti e bassi, si stava costruendo una proficua sinergia tra la maggioranza di governo e l’ex del Pd? E’ scappata la frizione ad entrambi o il tentativo di rompere e tornare a tre anni fa è stato voluto? E se così fosse: Luca Fardelli andrà a fare opposizione dura e pura insieme a Benedetto Leone come prima faceva con Salvatore Fontana?

Difficile da immaginare, visto il lavoro certosino che stava compiendo la federazione provinciale del Pd e in particolar modo Sara Battisti per mettere fine alle ostilità con la maggioranza di Enzo Salera. Ma il lavoro diplomatico di mesi, è stato annullato in men che non si dica. Tutta colpa dei cinghiali. Forse!

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