La lezione di Sidi: la fame passa, la dignità persa non torna (di E. Ferazzoli)

La lezione di Sidi, migrante del Mali, analfabeta: trova in via Matteotti a Ceccano un portafogli pieno di soldi, con bancomat e pin. Fa di tutto per restituirlo. Nonostante la fame. Perché la fame passa, la dignità perduta non torna

Elisa Ferazzoli

Giornalista in fase di definizione

Sidi ha un sorriso infantile e sincero, gli occhi smarriti e persi nel vuoto. Capita spesso di incrociare occhi come i suoi. Sono gli occhi di chi è arrivato troppo tardi a stringere una penna fra le mani.

La sua firma assomiglia ad un triangolo sbilenco, il tratto è indeciso e tremolante, niente che rimandi al nome vero e proprio. È solo un segno, sempre lo stesso, privo di significato per tutte le lingue del mondo. Il tentativo di insegnargli a collegare le lettere ai suoni è vano ed estenuante. Dovrebbe tornare bambino, non far parte di quel 70% di maliani analfabeti, avere la fortuna di sopravvivere ai gruppi armati che controllano il nord del Mali e che reclutano i bambini per farne dei soldati.

Strano che abbia deciso di partire per l’Europa.

 

È educato Sidi. Talmente educato che sembra invisibile. E sabato 7 luglio se ne andava in giro per via Giacomo Matteotti a Ceccano con la solita aria composta e smarrita. Nessuno lo avrà notato, invisibile com’è, mentre da terra raccoglieva un portafoglio contenente 240 euro ed un bancomat con tanto di codice pin.

 

Il Mali è uno dei paesi più poveri al mondo con un reddito procapite pari a 780 dollari. E quel denaro avrebbe assicurato a sua moglie e ai suoi due figli una boccata d’aria dalla povertà per almeno 4 mesi. E forse, per la prima volta dopo un anno e mezzo, Sidi avrebbe tenuto per sé i due terzi di quel pocket money – 50 euro – che invece invia alla propria famiglia.

 

E benché avesse tutte le ragioni del mondo per appropriarsi di quel denaro, non ha mai pensato di volerlo fare. Ha chiamato l’operatrice di struttura – che ha raccontato quanto fosse stato insistente prima nel cercare di contattarla e poi nel volerlo restituire al più presto – e denunciato il ritrovamento del portafoglio presso la caserma dei Carabinieri, i quali il giorno successivo hanno riconsegnato documenti e soldi al legittimo proprietario.

 

È così che Sidi, richiedente asilo, maliano e analfabeta, non è venuto a “rubare” a casa nostra ma ad impartirci una lezione d’umanità che molti faticano a ricordare. Proprio lui che non sa nemmeno scrivere il proprio nome e che per mesi mi ha fissato col suo sguardo smarrito ha dato a tutti una grande lezione:

 

“La fame viene e passa, ma la dignità una volta persa non torna più”.

E nemmeno l’umanità.

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