L’esercito del signor No in servizio permanente (di C. Trento)

Foto: copyright Stefano Strani

Troppo facile dire no a tutto. In questo modo nessuno trova una soluzione. E sui cittadini della provincia di Frosinone rischia di abbattersi il caos rifiuti. I sindaci sapevano tutto: gli aumenti li hanno creati loro con il bilancio 2014. Ma ora fanno finta di non saperlo. Dicendo no.

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Come dovrebbe finanziarsi la Saf secondo i sindaci di questo territorio, che peraltro sono soci? La domanda si impone dopo quello che si è verificato nelle ultime settimane. Con una serie di “no” a tutto. No all’aumento della tariffa, peraltro diventato operativo con quattro anni di ritardo, guardando alle richieste che erano state fatte.

 

Osservando la cosa da un’ altra prospettiva, magari manageriale, si potrebbe dire che la società ha lavorato quattro anni in perdita. Perché l’adeguamento della tariffa per il conferimento dell’immondizia a Colfelice (da 102,94 a 138,68 euro) fu parametrato da elementi relativi ai bilanci della Saf e ai relativi costi di gestione, riferiti al documento contabile 2014, approvato dall’ assemblea dei soci (i sindaci) nel corso del 2015.

La retroattività del conguaglio nasce da questo, ma pure su tale versante è stato detto “no”.

 

Sulle barricate pure quando si accenna alla possibilità che l’impianto tratti l’immondizia di altri Comuni. Come è successo per Roma.

 

Un tema che naturalmente non fa piacere a nessuno, ma che a volte diventa necessario. Peraltro, quei quantitativi sono stati importanti per garantire il pieno funzionamento di un impianto “tarato” su volumi maggiori, che oggi non possono più provenire dalla sola provincia di Frosinone.

No a qualunque idea o proposta quindi, anche a quelle che si conoscevano da tempo e che appaiono indispensabili.

 

Poi emerge però che la Società Ambiente Frosinone vanta qualcosa come 21 milioni di crediti verso enti che non hanno corrisposto quello che dovevano. La lista dei morosi è lunga e la somma “ importante”. Con quella somma davvero il conguaglio retroattivo si poteva abbattere facilmente.

Vero anche che la Saf dovrebbe corrispondere ai Comuni i benefit ambientali. Ma come si fa se non entrano risorse e quindi non c’è liquidità di cassa?

Peraltro si innesca un corto-circuito perché la società non riesce a pagare i fornitori. E tutto il resto. Perciò, cosa propongono i sindaci per mandare avanti la Saf?

 

L’eterno e sterile gioco delle parti ha stancato tutti

In realtà la questione continua ad essere principalmente politica, perché “intestarsi” una battaglia contro gli aumenti (sapendo che sono stati già disposti) è facile e magari serve ad ottenere anche qualche consenso in più.

Ma lo si sta continuando a fare perfino in una fase delicata. Perché l’approvazione del bilancio ancora “balla”. E se alla fine non ci sarà il via libera al documento contabile, allora arriverà la messa in liquidazione.

Con i Comuni che a quel punto non potranno far altro che corrispondere subito le morosità arretrate.

 

Eppure, nonostante tutti conoscano alla perfezione i possibili scenari di un fallimento politico ed amministrativo senza precedenti, si continua a danzare su un filo. Senza rete.

Con una sfilza di “no” senza però avanzare un’ipotesi diversa. Fra l’altro proprio quando la Saf, accogliendo le richieste arrivate da molti sindaci, si appresta a presentare il Piano industriale per il rilancio dell’impianto di Colfelice.

 

E anche su questo punto adesso si profilano diversi “no”. Perché contestare è semplice, costruire richiede invece la voglia di mettersi in gioco. E il coraggio di assumere delle scelte, pure impopolari.

 

 

La Lega avanza Forza Italia sulla difensiva

Altri amministratori locali in settimana hanno aderito alla Lega. Provenendo anche da liste civiche, ma comunque da un mondo politico che per anni ha rappresentato il “serbatoio” di Forza Italia.

La voglia di saltare sul Carroccio (dei vincitori) si sta moltiplicando e nei Comuni, pure a Frosinone, si formano i gruppi consiliari. Gli “azzurri” faticano a rispondere.

Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani l’altro giorno ha partecipato al vertice ristretto a Palazzo Grazioli voluto da Silvio Berlusconi. Si va verso una nuova svolta. Ma dove?

Al centro, nell’area dei moderati. Perché Forza Italia dove è stata finora?

 

La sensazione è che gli “azzurri” fatichino a rispondere sul piano politico. Continuando a non prendere atto che dopo il 4 marzo il centrodestra non è più quello andato avanti dal 1994 ad oggi.

Oltre all’esplosione della Lega c’è anche il consolidamento di Fratelli d’Italia. In Ciociaria Forza Italia non può non ripartire dal piano locale, dagli amministratori, dai Comuni. Altrimenti i passaggi in direzione Lega (e Fratelli d’Italia) continueranno.

È più di una questione di rapporti di forza.

 

 

L’asse trasversale resiste

Il nodo Provincia. Non è come lo si immagina. Francesco De Angelis e Mario Abbruzzese non hanno neppure più bisogno di incontrarsi per definire le strategie. Il leader del Pd la prima volta è stato eletto presidente del Consorzio Asi grazie al voto decisivo del Comune di Frosinone, guidato da Nicola Ottaviani. La regia fu di Mario Abbruzzese, allora consigliere regionale di Forza Italia.

Pochi giorni fa Mario Abbruzzese è stato eletto presidente del Cosilam, il Consorzio industriale del sud della provincia. Non aveva bisogno dei voti del centrosinistra, ma il punto non è questo.

Il punto è che tutti gli altri che mugugnano non hanno oggi i numeri per far saltare l’asse trasversale. E non ce l’hanno perché a De Angelis e Abbruzzese fanno riferimento la maggioranza dei sindaci che Partito Democratico e Forza Italia esprimono in questa provincia.

 

Non potranno esserci alternative fin quando non cambieranno gli equilibri interni.

Ma se nel centrosinistra, al netto dei mal di pancia, nulla si muove, nel centrodestra qualcosa sta cambiando. Il senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) non fa mistero di voler mutare il quadro del centrodestra. E il deputato Francesco Zicchieri (Lega) è sulla stessa lunghezza d’onda.

Il banco di prova sarà quello delle elezioni provinciali: il Carroccio vuole concorrere con una propria lista, Fratelli d’Italia sta definendo le strategie con grande attenzione.

L’unità del centrodestra al momento è un rebus. Che potrebbe lasciare campo libero al presidente Antonio Pompeo.

 

 

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