I sindaci: «Multa milionaria ad Acea: doveva prendere gli impianti di Cassino»

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Cornuto e mazziato: non se la prenda l’ingegnere Paolo Saccani, autorevole presidente ed amministratore delegato di Acea Ato 5. E’ un modo di dire che si usa da queste parti e rappresenta in modo perfetto quello che rischia di accadere tra qualche ora alla sua azienda. Tanto quanto non se la prenda l’ingegnere Carlo Maria D’Alessandro, tecnicissimo sindaco di Cassino.

Uno dei due, tra qualche ora finisce cornuto e mazziato.

Accade durante l’assemblea dei sindaci convocata per mezzogiorno nel palazzo della Provincia per esaminare le richieste di aumento delle bollette Acea (leggi qui il precedente). I sindaci stanno per votare il documento messo a punto dal consulente al quale loro stessi si sono rivolti per controbattere alla richiesta di 80 milioni avanzata dal gestore.

Pagato 25mila euro, il Consulente ha comunque messo a punto un documento che spezza le gambe ad Acea e taglia le pretese del gestore riducendole da 80 milioni a ‘soli’ 40 milioni di euro.

Una parte di quei 40 milioni l’ha segata dicendo in sostanza ‘Cara Acea, manda direttamente ad Equitalia le bollette non pagate dai cittadini ciociari: dal momento che lo puoi fare procedi e non spalmare su tutti gli utenti le somme che non ha incassato come invece avevi proposto’. (leggi qui il precedente)

L’altra parte segata la si scopre solo ora, leggendo bene i documenti proposti da Cesidio Vano su La Provincia quotidiano. E qui scatta il cornuto e mazziato.

In pratica, dice il Consulente, Acea deve essere multata di 11 milioni di euro.
Perché il servizio è scadente? No. Perché le tubazioni si rompono spesso? No. Perché ha tardato a fare i lavori? no. Perchè tarda a riparare le rotture? No. Per il suo call center dove non sanno manco dove sta Frosinone? No. E allora perché deve essere multata? Perché – tra le altre cose – non ha preso gli impianti che sono nelle mani del Comune di Cassino e non ha tolto la gestione dei depuratori al Consorzio Asi.

In pratica, secondo il Consulente pagato dai sindaci (compreso quello di Cassino), il Comune di Cassino deve consegnare per sentenza i suoi acquedotti ad Acea. E siccome Acea non si è presa ancora quegli impianti gli vanno scalati 11 milioni dagli 80 che chiede. E la battaglia legale che sta facendo il povero Carlo Maria contro il severissimo vice prefetto Ernesto Raio? E la genialata fatta da Francesco De Angelis che ha speso un po’ di soldini per affidare quel servizio ad una società interna insieme all’Asi di Rieti, ricavandone pure degli utili? (leggi qui il precedente)

Le indiscrezioni dicono che i sindaci sono orientati a votare a favore di quella proposta: perché sega della metà le pretese del gestore. E poi chissenefrega che approvando quel documento dicono “Manda ad Equitalia le bollette dei nostri concittadini“. Tanto, come sempre, sulla carta intestata c’è scritto Acea. E chissenefrega della battaglia di Cassino per mantenere gli acquedotti e l’acqua ad un prezzo più basso. Problemi di Carlomaria e Mario Abbruzzese.

Forse, i cornuti e mazziati, rischiano di essere in tanti.

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