Sondaggio Swg: Centrodestra con il vento in poppa

I risultati del sondaggio Swg per il Tg di Enrico Mentana (La 7) danno un quadro chiarissimo. La Lega resta il primo partito, Fratelli d’Italia e Forza Italia vanno benissimo. Il Pd regge ma deve risolvere il nodo delle alleanze. Non solo con Di Maio, anche con Renzi e Calenda.

Dietro ai numeri e alle percentuali c’è la sostanza politica. E il consueto sondaggio di Swg per il Tg di Enrico Mentana su La 7 lo dimostra bene. Le rilevazioni di lunedì 31 agosto dicono che il centrodestra è in netto vantaggio e che questo vantaggio potrà perfino essere capitalizzato (leggasi: elezioni anticipate) se le Regionali faranno segnare un successo netto.

La Lega di Matteo Salvini resta saldamente al primo posto, fa segnare un modesto -0,3% rispetto al 3 agosto,  e comunque si attesta al 26,3%.  Subito dopo si piazza il Partito Democratico. La forza politica guidata da Nicola Zingaretti raggiunge il 20% registrando un +0,4. Vuol dire che il segretario Democrat ha perfettamente ragione quando ripete che resta il Pd la forza cardine attorno alla quale costruire un’alternativa al centrodestra.

MATTEO SALVINI

Scende il Movimento Cinque Stelle dominato da Luigi Di Maio, passando dal 16,4 al 15,8%.

Nel sondaggio Giorgia Meloni si posiziona poco dopo i grillini: la sua Fratelli d’Italia infatti aumenta del +0,2 fermandosi al 14,4. Cresce anche l’alleato Silvio Berlusconi che, con Forza Italia, tocca quota 6,3 (+0,3 per cento dei consensi). Pari Matteo Renzi e Carlo Calenda. Italia Viva e Azione ottengono il 3,2  con una differenza però: Renzi guadagna un +0,1 mentre Calenda lo perde.

Percentuali che vanno lette anche alla luce di quello che sarà il sistema elettorale. Con quello attuale il centrodestra guadagnerebbe la maggioranza parlamentare. Con il proporzionale pure, ma è evidente che le alleanze sarebbe determinanti e perfino “intoccabili” sotto alcuni punti di vista. Aumentando il peso strategico di Forza Italia. Fermo restando comunque che Matteo Salvini e Giorgia Meloni darebbero le carte in qualunque tipo di contesto.

Andrea Marcucci e Nicola Zingaretti Foto © Imagoeconomica / Stefano Carofei

Il centrosinistra dovrà decidere il da farsi. Pure in fretta. Il pallino è nelle mani del Pd. Intanto l’alleanza con i Cinque Stelle. È arrivato il momento del sì o del no senza condizioni. Il “pateracchio” di adesso, che consegnerà almeno un paio di Regioni al centrodestra, non può andare avanti. (Leggi qui Quel referendum che può cambiare tutto).

Poi c’è il rapporto con Matteo Renzi e Carlo Calenda. Con un sistema proporzionale senza di loro non si va da nessuna parte. (Leggi qui Calenda, Renzi e Più Europa pronti allo strappo con i dem).

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