Sora e Alatri, l’anno del porta a porta… a tavolino

La pandemia non consente le adunate oceaniche, ma i candidati stanno intensificando i contatti condominio per condominio in altri modo. E quando sarà il momento non mancheranno neppure i comizi. Per… vaccinati.

Negli anni del Covid non sono certamente possibili le adunate oceaniche o i pranzi e le cene luculliane di un tempo. Quando, tra un volantino e un “santino” (i biglietti nei quali si spiega come occorre votare) si parlava anche di politica e si provava ad aggregare. Negli anni del Covid perfino il porta a porta diventa problematico, perché magari se non hai il Green pass, non tutti ti spalancano le porte di casa. Ma non per questo la campagna elettorale è meno penetrante. Anzi, forse sulla costruzione della macchina del consenso si lavora perfino di più.

Non c’è dubbio che a Sora e ad Alatri partiti e liste civiche si giocano moltissimo. A Sora ci sono due possibili outsider con profilo civico in grado di arrivare al ballottaggio e poi giocarsela.

La forza del civico

Luca Di Stefano

Il primo è Luca Di Stefano, che sta cercando di contattate ogni singola famiglia. Ha il sostegno di diverse liste, ma anche di un Partito Democratico che per lui ha messo in campo le due Maria Paola. La Gemmiti e la D’Orazio cercheranno di dimostrarsi decisive.

Luca Di Stefano sa bene che il voto disgiunto incombe su una competizione del genere. Inoltre è figlio d’arte doppiamente, perché Enzo Di Stefano (sindaco di Sora e poi consigliere regionale) sul voto disgiunto ha costruito vittorie che hanno fatto epoca. Sbaragliando centrodestra e centrosinistra con una certa facilità.

Stesso discorso per Eugenia Tersigni, che sta studiando a tavolino ogni singolo condominio di Sora. Ha avuto la forza ed il coraggio di rinunciare ad una serie di appoggi che gli erano stati offerti da forze che nel recente passato hanno governato con il sindaco uscente. Rinunciando a quei voti ha seguito la stessa strada percorsa in modo vincente a Cassino dal sindaco Enzo Salera quando ha detto no ad almeno un migliaio di preferenze garantite ma troppo riconducibili ad un mondo che non è quello del suo progetto.

Eugenia Tersigni in questo modo ha voluto caratterizzare la connotazione civica e di fortissimo rinnovamento della sua coalizione.

Ma è evidente che la stessa identica cosa sta facendo il sindaco uscente Roberto De Donatis, un altro che sa come si “cattura” il voto disgiunto. Valeria Di Folco (Movimento Cinque Stelle) ha avuto il coraggio di presentarsi con il simbolo pentastellato, assente invece in moltissime grandi città italiane. Poi c’è Federico Altobelli, candidato sindaco del centrodestra. Lui sa che i big possono rappresentare un traino. In particolare Lino Caschera (Lega) e Massimiliano Bruni (Fratelli d’Italia). Ma nel centrodestra si consumerà altresì una resa dei conti interna. Il punto è stabile se competitiva o distruttiva.

I comizi di Alatri

La presentazione di fabio Di Fabio

Ad Alatri la situazione è la stessa, anche se Maurizio Cianfrocca (centrodestra) e Fabio Di Fabio (centrosinistra) guidano coalizioni sulla carta più omogenee rispetto a quelle sorane. Ma entrambi dovranno fare i conti con l’organizzazione e la capacità di essere trasversale di Enrico Pavia, con la determinazione di Roberto Gizzi, con la volontà di Luciano Maggi.

E pure ad Alatri la campagna elettorale si sta facendo in modo capillare. Con un “porta a porta a tavolino” che consente di contattare tutti limitando il contatto fisico al massimo. Sempre perché siamo in tempi di Covid.

Ma la “cattiveria” è la stessa del porta a porta a tappeto che verrà comunque fatto negli ultimi giorni. Quanto ai comizi, quando servirà si faranno quelli seri. Roba forte. Da… vaccinati.

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