Stazione Tav, strade e ora vi stupiremo con la Fabbrica del Bello

Non solo la Ferrovia Veloce che proietterà tutta la Ciociaria su una dimensione Europea. Ora anche 13 milioni in lavori per sistemare le strade verso le fabbriche della provincia. Francesco De Angelis non è contento. Ora vuole anche La Fabbrica del Bello. Per rendere il territorio anche più attraente

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

Due bottiglie di Sauvignon Blanc in due giorni: Francesco De Angelis le ha stappate per festeggiare i due traguardi raggiunti dalla provincia di Frosinone. Il primo: la stazione dell’Alta Velocità più le due fermate a Frosinone e Cassino, strappate con le unghie ed i denti ad Orte che ha lottato fino alla fine per aggiudicarsi il progetto. Il secondo: i lavori da 13 milioni per sistemare strade e rotatorie con cui rendere più appetibili le aree industriali della provincia di Frosinone.

Presidente, ieri i miliardi del progetto Tav, oggi i milioni per le strade del Consorzio Industriale: due giorni niente male per la provincia di Frosinone…

In un momento così difficile, tra il virus ancora presente tra noi e la crisi economica innescatasi, si tratta di due ottime notizie per la nostra provincia, ma io direi per l’intera regione. La prima è un progetto che porta gradualmente l’alta velocità sul territorio, inizialmente con due fermate e poi con una stazione dedicata. Ma attenzione anche a quanto approvato oggi: sono sedici opere che rilanceranno il nostro comparto industriale, grazie a grandi opere, infrastrutture e viabilità che dovranno ricucire il tessuto di questo territorio nelle connessioni col resto del mondo .

Eppure pare che il progetto TAV non sia stato accolto in maniera univoca in tutto il territorio. Mentre a Viterbo hanno detto “Magari l’avessero data a noi”, qui c’è una disputa tra nord e sud della provincia…
Il Corriere di Viterbo

Fin quando qui non si comincerà a pensare in grande resteremo piccoli. La logica dell’orticello non ti porta da alcuna parte, se non nel tuo orticello. C’è necessità di guardare le cose con un orizzonte largo, europeo, altrimenti rischiamo di essere travolti dal futuro mentre ancora pensiamo a come programmarlo. Io quando sono stato parlamentare europeo ho visto a che velocità viaggiano le idee attraverso il continente, non possiamo pensare a compartimenti stagni. La stazione verrà realizzata lì perché lì ci sono le condizioni infrastrutturali anche per connettere tutta un’altra serie di situazioni. Per il cassinate ci saranno altri progetti, così come per il reatino. Nessuno deve essere lasciato indietro e noi non dobbiamo lasciarci indietro da soli: raggiungeremo Roma in poco più di mezzora e far cadere questa opportunità vuol dire perdere il treno delle grandi occasioni.

La ferrovia è la stessa da sempre, le stazioni pure. Le condizioni economiche forse sono peggiori che nel passato in cui si chiedeva di fare quest’opera. Eppure Nicola Zingaretti ora c’è riuscito. L’altra sera il presidente del Cosilam Marco Delle Cese ha detto con chiarezza ‘Se non ci fosse stato di mezzo il Segretario nazionale del Pd e chi l’ha sollecitato, la fermata Tav non si sarebbe mai fatta’. È Zingaretti la chiave di volta?

È tutto merito del gioco di squadra. Del gran lavoro di Mauro Buschini e Sara Battisti, ma soprattutto merito di Nicola. Il presidente Zingaretti ha fatto quello che in tanti hanno detto doveva essere fatto, da anni. E mi ci metto anche io, anche Francesco De Angelis ha proposto, sollecitato, lanciato progetti del genere, senza però mai riuscirci. Arrivavamo ad un certo punto e ci fermavamo. Ecco: Nicola Zingaretti ha abbattuto ogni tipo di muro ed ha portato a segno questo grande risultato. È un uomo che sa farsi valere ed anche i progetti odierni ne sono la prova: guardate che qui si farà il più grosso investimento sul comparto industriale dalla cassa del mezzogiorno.

Ecco allora ci spieghi nello specifico di che tipi di interventi stiamo parlando…

Sono sedici opere che riguardano i quattro agglomerati industriali che fanno riferimento al consorzio Asi: Frosinone, Anagni, Ceprano e Sora. Su Frosinone si interverrà su strade che da tempo attendono lavori come Via Fontana del Melo e Via Fontana del Sambuco; si interverrà sulle rotatorie che incrociano le strade Asi 4 e Asi 7 ed in più con l’arrivo anche del progetto Permaflex si metterà mano a tutte le rotatorie della zona industriale. Su Anagni termineremo la messa in sicurezza delle strade già iniziata con un primo intervento. A Ceprano metteremo mano alle infrastrutture del polo artigianale. Interventi anche a Sora e Broccostella oltre che per alcune strade a servizio di aziende di Arpino. Ma non abbiamo abbandonato il Cosilam, che con lo sblocco della Legge 46 potrà intervenire sulle aziende dell’indotto e sull’intero territorio. E poi c’è la fabbrica del bello...

Scusi, Presidente: che intende per “Fabbrica del bello”?

È il progetto per restituire bellezza alla zona industriale. Aree verdi, videosorveglianza, nuova segnaletica in un’ottica che rappresenti il più possibile il concetto di sviluppo sostenibile, togliendo l’etichetta di zone degradate a quelle che si trovano nei pressi delle fabbriche. Così daremo forza alle imprese per essere più attrattive in un contesto più bello e compatibile agli standard europei.

Anche in tutto questo non può esserci una sola firma…

No, assolutamente. La Regione ed il Consorzio Industriale hanno lavorato gomito a gomito con i sindacati e con le associazioni, riuscendo a portare a casa un risultato straordinario. E non parliamo di cose campate in aria: nei prossimi giorni si firmerà il protocollo a tre tra Regione, Asi e Astral e tra qualche settimana presenteremo un cronoprogramma delle opere in modo che tutti sappiano come e quando ci saranno questi interventi.

Nicola Zingaretti con Francesco De Angelis all’inaugurazione della sede Asi di Frosinone
Le strade sappiamo tutti che sono una componente, ma c’è bisogno di passi ulteriori. Quali saranno?

Innanzitutto con questi interventi abbiamo dimostrato che il Consorzio serve. E serve alle imprese, ma soprattutto al territorio in cui queste operano. Il prossimo appuntamento è quello di portare a termine il processo di unificazione dei consorzi. Ho scritto una lettera a tutti i presidenti in occasione dell’approvazione dei bilanci e direi che siamo sulla buona strada. Stiamo dando vita al più grande consorzio industriale d’Italia e questa non è una cosa che può passare in secondo piano. La mission del Consorzio cambierà, non sarà più quello pensato ai tempi della Cassa del Mezzogiorno, abbiamo cambiato vestito. Saremo quelli che proietteranno le aziende nel futuro grazie all’utilizzo dei fondi europei, saremo quelli del progetto delle APEA e dell’internazionalizzazione. Con il consorzio unico tutti avremo maggiore forza.

Non illudiamoci che tutti i problemi siano finiti qui…

Magari ad averci la bacchetta magica…

Appunto. Questa provincia ha due zavorre che possono diventare due propulsori enormi: FCA che se non lavora al sud affonda tutte le imprese dell’indotto e le miriadi di aziende dismesse a nord, lasciate lì come cadaveri dalla crisi con centinaia di lavoratori a spasso. Che si può fare?
Fca Cassino Plant, operai all’ingresso in stabilimento

FCA non è una zavorra, ma una priorità. E noi dobbiamo accompagnare quel progetto ambizioso della fusione in ogni modo possibile.

La presenza di FCA a Piedimonte è un fattore fondamentale, un motore di sviluppo per l’intera Regione, non per il sud della ciociaria. Se FCA c’è e lavora ne giovano tutte le imprese del settore automotive sparse nel territorio, soprattutto le PMI che sono il vero motore del nostro sistema produttivo.

Per quel che riguarda il nord io torno a battere sull’attrattività: dobbiamo attirare investimenti e questa sarà una delle mission del nuovo consorzio. Con gli investimenti c’è il lavoro e solo col lavoro e gli operai il territorio riparte. Dobbiamo ridare luce a tutti i siti dismessi, quello della ex Videocon è un progetto pilota, a breve ripartirà con nuove produzioni, ma non dobbiamo perdere tempo e replicarlo sulle altre fabbriche abbandonate che sono troppe.

Il rendering della nuova stazione Tav di Ferentino
Una grande stazione TAV che si interseca alla zona industriale, alla direttrice verso Latina e a quella verso l’Abruzzo, oltre che all’autostrada del sole. Quale è il futuro di questo territorio alla luce di questi due progetti?

Non dobbiamo pensare solo a Frosinone. Dobbiamo pensare allo sviluppo del basso Lazio. Se noi teniamo insieme le province di Frosinone e Latina, abbiamo un territorio unico in cui ci sono un milione di abitanti e c’è tutto. C’è l’industria dell’automotive, il chimico farmaceutico, l’aerospaziale, la manifattura; c’è il turismo; c’è la nautica; c’è il marmo. Dobbiamo ora passare allo sviluppo delle infrastrutture, ma soprattutto a creare un unico tessuto economico e sociale, favorendo e dando forza ad ogni progetto che arriva dalle due province. Sento ancora chi osteggia la Camera di Commercio unica: nel momento in cui nascerà sarà l’ottava d’Italia ed io me la tengo stretta.

Ieri Nicola Zingaretti ha dedicato il progetto TAV ai giovani, sottolineando come non dovranno più abbandonare la loro terra. E’ questo il senso sociale di quest’opera?

A questo punto nessuno penserà più di lasciare Frosinone per andare a Roma, anzi, converrà venire in Ciociaria ad abitare. Dobbiamo entrare nella logica delle grandi capitali europee, pensare a Londra, a Parigi e da qui avviare una integrazione seria con Roma. Solo sentendoci parte della capitale quest’ultima può diventare un’opportunità per il nostro territorio. 

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