Gli otto rintocchi del vescovo Antonazzo

La rivoluzione imposta dal vescovo Antonazzo. Cita al Costituzione ad un sindaco sempre più solo nella sera del Te Deum. Non parla ai potenti. Ma alla gente. Affinché si ribelli quando qualcosa non va

Sono lontani ormai i tempi in cui la folla della città martire assiepava i banchi della chiesa Madre, ora concattedrale, per ascoltare le parole dell’allora illuminatissimo abate Pietro Vittorelli. Lui che, l’ultimo anno, a qualche mese dalla malattia, commosse tutti raggiungendo l’altare su una struttura guidata dai chierichetti: una sorta di scranno a rotelle per facilitare il percorso all’allora guida spirituale del popolo cassinate.

L’uomo che ora solo a pronunciare il suo nome scende il silenzio, si svuotano le stanze e si riempiono gli sguardi di disapprovazione, lui che da quel pulpito ha dettato tempi della politica e dell’economia delle anime perse del territorio.

Potere Spirituale e potere temporale

Potere spirituale contro potere temporale, una guerra iniziata ben lontano.

Il vescovo Gerardo Antonazzo invece ha cambiato registro. Diretto e spontaneo ha parlato a quei pochi sparuti amministratori presenti alla cerimonia. In altri tempi i banchi sarebbero stati pieni di peccatori in cerca di perdono, sguardi penitenti che quest’anno hanno preferito altri luoghi in cui chiedere la remissione dei loro peccati.

Non per via del ridotto numero di epurandi il monsignore ha colpito meno forte le loro coscienze. Lo ha fatto ripagando con la stessa moneta il sindaco Carlo Maria D’Alessandro. Che poco prima, aveva usato le parole del Papa per dare un tono maggiormente sacrale alla sua conferenza di fine anno. Il vescovo Antonazzo allora ha utilizzato per l’omelia sia le parole di Papa Francesco che quelle della Costituzione della Repubblica Italiana.

Ascoltare un vescovo parlare di Costituzione ai fedeli, citare l’articolo III ed i doveri della buona politica di abbattere le diversità per la libertà e l’eguaglianza e per l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale è stato come sentire rimbombare il rintocco delle campane nel silenzio della notte.

Le beatitudini del politico

Ed ecco il pastore snocciolare le beatitudini del politico citate da Francesco e proposte dal cardinale vietnamita Francois-Xavier Nguyen Van Thuan morto nel 2002:

Beato il politico che ha un’alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo
Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità
Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse
Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente
Beato il politico che realizza l’unità
Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale
Beato il politico che sa ascoltare
Beato il politico che non ha paura

Otto rintocchi

Carlo Maria D’Alessandro è un sindaco politicamente solo. Il vescovo mette a nudo quell’isolamento. Otto rintocchi per colpire al cuore il primo cittadino ed i pochi sparuti rappresentanti della sua maggioranza venuti ad accompagnarlo. Otto rintocchi che nella fredda navata della concattedrale hanno evidenziato tutto quello che non va. Sono stati otto rintocchi, ma pure un paio ne sarebbero bastati per far crollare quel castello di carte che l’uomo dalla fascia tricolore ricostruisce ogni giorno e che non arriva a mezzogiorno.

In pochi si aspettavano un discorso improntato su quei punti. Perché finora Gerardo Antonazzo era stato uomo discreto, vescovo che mai di politica o di problemi terreni aveva mai parlato dal pulpito. Tutto preso nella sua missione di cambiare l’immagine data dall’abate – vescovo inserito in ogni ganglio vitale della vita amministrativa ed economica cittadina.

Chi può e ne ha la responsabilità non abbia paura di alzare la voce e di farsi sentire ai piani alti, non è necessario che il popolo scateni una rivolta, si deve intervenire prima perché i problemi sono seri e sono di tutti”.

I disagi di una popolazione hanno trovato voce attraverso le parole del vescovo.

Niente ordini al potere temporale. Con questo vescovo lo spirito viaggia con la gente. Spetta al potere temporale decidere se camminare con quella gente. Spetta alla gente comprendere che in chiesa a Cassino ora si parla alle loro anime.

Tutto da rifare in questo 2019: chissà che dal Vietnam non sia arrivato qualche spunto illuminante.

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