Top e Flop, i protagonisti del giorno: giovedì 19 gennaio 2023

I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire, attraverso di loro e quanto hanno fatto, cosa ci attende nella giornata di giovedì 19 gennaio 2023

I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire, attraverso di loro e quanto hanno fatto, cosa ci attende nella giornata di giovedì 19 gennaio 2023

TOP

ALESSANDRO CATTANEO

Alessandro Cattaneo (Foto: Clemente Marmorino © Imagoeconomica)

Il centrodestra si è spaccato tante volte e molto prima che diventasse destra-centro ma come si sta spaccando sul tema delle accise non era mai successo prima. Perché? Perché su un argomento come quello del prezzo dei carburanti che entra nel fondo del fondo delle tasche dei cittadini il sovranismo del lato Meloni fa a cazzotti con la verve praticona dei Forzisti, che è più empirica, concreta e navigata in quanto a rapporti con la gente. Succede, quando a comandare sei tu e sono le tue terga quelle a vista degli scarponi del popolo.

Che significa? Che il mancato rinnovo del taglio delle accise è di fatto il primo taglio vero fra la parte “patentata” del centrodestra e quella ancora novizia di una destra centro che sta ansimando nella gestione dei soldi contenuti in legge di Bilancio. E la “punta della lancia” della parte più navigata, di quella azzurra cioè, è stato Alessandro Cattaneo, il capogruppo del Cav alla Camera. Due le azioni con cui lui ha sostanziato la “maggior polpa” dei forzisti sul tema: per primo ha spiegato che ci sono 25 miliardi di accantonamento se il prezzo del carburante salisse.

Una cosa pratica e diretta insomma, da far passare nelle case degli italiani come un “tranqui ché qui non ci sono solo spine del potere”. E per suggellare una linea con cui Forza Italia spinge per introdurre nuovi sconti sul prezzo del carburante. Alessandro Cattaneo ha detto che loro, gli azzurri, sono “pronti ad essere sempre dalla parte degli italiani.

Il secondo step? Una critica bella e buona ai mestatori del governo fra i quali spicca però anche Pichetto Fratin: per Cattaneo è stato un “errore” l’insistenza con cui gli esponenti del governo hanno fatto “riferimento alla presunta speculazione dietro all’aumento dei prezzi”. Con quegli attacchi si è innescata solo l’ira dei benzinai che hanno si deciso di congelare lo sciopero annunciato per il 25 e 26 gennaio ma che sono ancora sugli scudi.

Cattaneo è giovane ma sta studiando da vecchio. Senza bruciare le tappe. Ma senza saltarne neanche una.

E ha vinto il primo round.

FRANCESCO BORGOMEO

Francesco Borgomeo

Folle. Di quella lucida follia che solo i geni sono permeati. Che ti guardano ma in realtà stanno osservando vent’anni avanti la tua sagoma. Condannati a non essere capiti dai contemporanei che hanno lo sguardo fisso al presente. Come accade a Francesco Borgomeo, acuto filosofo prestato all’industria ed alla finanza. Nelle ore scorse ha portato al tempo presente un’altra delle folli visioni che solo i geni come lui sono in grado di avere. Ha inventato il modo per rendere conveniente svuotare dalla plastica i mari e le pattumiere mondiali che soffocano la Terra, per la disperazione di Papa Francesco e del suo vescovo green Ambrogio Spreafico.

Ci aveva scommesso un anno e mezzo fa quando aveva comprato una fabbrica in chiusura, la Nalco a Cisterna di Latina; un puntino nella galassia americana Ecolab che di fabbriche nel mondo può contarne 165. Borgomeo si era messo in testa di inventare un modo diverso per fare la plastica: producendola solo da quella già usata. E che c’è di nuovo? Che le attuali tecnologie consentono di farlo solo con 1/5 delle plastiche mentre gli altri 4/5 finiscono tra discariche, inceneritori, mare.

Contagia nella sua visione il dirigente d’azienda Fabio Mazzarella che molla tutto e lo segue per fare l’amministratore delegato in Plasta Rei. È lui a chiamare ingegneri, ricercatori, chimici e addirittura il pool che ha sviluppato idee per colossi come Gazprom ed Eni. L’idea inizia a prendere forma ed a presiedere la società arriva Giuseppe Abbruzzesi, già patron della Klopman di Frosinone. Si mettono ad inseguire l’impossibile, tentano di salire a cavallo di un sogno green che cambierebbe tutti i paradigmi nella produzione della plastica.

Martedì sera parte un messaggio. Sulla rete Linkedin. Ci sono riusciti. La linea pilota sta funzionando. È in scala 1:1000 e sta producendo 25 chili di plastica vergine in granuli ottenuta da plastica di scarto degli scarti. In pratica? I reattori della Plasta Rei scompongono la plastica in molecole base che vengono pulite, purificate, decolorate, liberate da ogni possibile contaminazione della sporcizia; una volta tornate molecole pure vengono riassemblate. Fornendo plastica vergine con caratteristiche superiori all’originale.

Una volta finita la fase dei testi passeranno alla scala 1:1. (Leggi qui: Missione compiuta, Plasta Rei ha rivoluzionato la plastica).

Al di là del risultato tecnico e di quello industriale, ce ne sono altri due. Quello sociale: tutti i fornitori di Plasta Rei sono del territorio, l’azienda fa lavorare le altre aziende della provincia di Latina. per scelta. Il secondo: non bisogna mai avere paura di inseguire i sogni. Perché è solo così che si cambia il mondo.

Lucidi sognatori incalliti.

FLOP

MATTEO SALVINI

Matteo Salvini all’Ergife

Le abbiamo fatte un po’ decantare, le ultime perle di saggezza di “senseiMatteo Salvini, anche nella speranza (vana) che le limasse un po’. Ma abbiamo atteso invano. Il dato è che Salvini è stato empiricamente l’unico politico del pianeta che ha costretto il prossimo senziente a “difendere” la posizione di Matteo Messina Denaro.

Non lui, il mafioso, si badi bene ché qui il terreno è minato e i social sono pieni più di bombaroli che di artificieri. Restiamo in tema, veniamo a Bomba perciò e spieghiamo: impegnato nella campagna elettorale per le regionali in Lazio e Lombardia Salvini ha fatto rotolare un concetto ad uso e consumo dell’italiano medio.

Cioè di quello di cui storicamente tutti (non solo la Lega) vogliono la X in cabina: “Sono contro e rimango contro la pena di morte. Anche se, pensando alla cattiveria e alla brutalità di certe persone, ti vengono altri pensieri che però lasciamo nel cassetto, perché a barbarie non si risponde con barbarie“.

Ecco, e allora se alla barbarie non si risponde con la barbarie caro Salvini tu non dirlo proprio, che alle lusinghe della barbarie in cuor tuo non sei immune. Non dirlo perché altrimenti qualcuno pensa male e magari capisce che vuoi mettere semenza di consenso in quegli altri che la barbarie ce l’hanno non in corpo, ma ben in vista sulla bacheca.

Seconda cappellata: “Uno che è stato condannato all’ergastolo non solo per le stragi di Falcone e Borsellino ma anche perché riconosciuto colpevole di aver sequestrato, torturato e sciolto nell’acido un bambino, merita di marcire in galera senza più vedere la luce del sole”. Ci sta, ci sta tutto, anche quel rusticissimo “marcire” a considerare chi parla. Poi però il nostro derapa: “Sono garantista con chi merita di essere tutelato dal garantismo“.

Boiata stratosferica caro ministro Salvini, perché la natura del garantismo si applica a tutti e non ci sono pregiudiziali alla contemplazione della sua stupenda e tonda bellezza giuridica. Se volevamo prenderci una rivincita e non ristabilire la Giustizia nascevamo picciotti, non cittadini dabbene.

Cittadini con dubbi, paura e cadute di stile. Ma non quando da cittadini andiamo a prenderci una sedia a Palazzo Chigi. Lì ci si sta come ci si deva stare.

Bono Mattè.

FRANCESCO ROCCA

Francesco Rocca con Giovanni Acampora ed i vertici di Confcommercio Lazio (Foto: Sara Minelli © Imagoeconomica)

Grazie anche a queste disgraziate pagine, il pensiero dell’aspirante Governatore di centrodestra del lazio Francesco Rocca è un po’ meno in ombra. A lui, di suo, va riconosciuto di averlo esplicitato con chiarezza pari alla schiettezza. E di non averlo fatto in un riservato sottoscala ma nella lumonosa platesa della sede di Confcommercio Lazio. È lì che l’altro giorno ha detto poi arriverà il ‘cattivaccio’ che troverà il problema e non vorrà avere questioni con la Corte dei Conti il giorno dopoNon voglio trovarmi, quando sarò in pensione, inseguito dalla magistratura contabile. Questo è uno dei primi problemi che porrò, per risolvere questo ed altri disastri che hanno creato».

La questione è miccia di quelle con le quali innescare l’esplosione della polemica. Il candidato governatore insinua due cose. Che una delle società in house della Regione faccia assunzioni di comodo; che i beneficiati poi vengano distaccati negli assessorati in Regione. Ci sta tutto. In tempo di elezioni non si va tanto per il sottile e lo scontro con l’avversario non è un ricevimento di gala. (Leggi qui: Rocca: «Farò il ‘cattivaccio’ con gli assunti mandati in Regione»).

Le considerazioni però sono due. Se così stanno le cose, da bravo cittadino che aspira a mettere la candida toga da Governatore: perché non sei andato prima in una caserma dei carabinieri a segnalare questa cosa? Prima. Prima che a qualcuno venisse in mente di candidarti. Quando eri presidente della Croce Rossa e la cosa non poteva essere nemmeno vagamente accostata ad uno spot elettorale con cui fare polemica.

Seconda considerazione: perché lo dico solo adesso per pararti la pensione ed evitare che la Corte dei Conti possa venire a bussare al tuo meritato assegno?

Il rischio è che possa crearsi l’idea secondo la quale la cosa è stata sollevata solo perché ora rischia di avvicinarsi troppo alle possibile terga presidenziali. Ed il senso delle istituzioni imporrebbe ben altra sensibilità.

Cattivaccio ma prudente.

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