Top e Flop, i protagonisti del giorno: sabato 11 dicembre 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di venerdì 10 dicembre 2021. Per capire cosa è accaduto nelle ore scorse e cosa ci attende in questa giornata di sabato

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di venerdì 10 dicembre 2021. Per capire cosa è accaduto nelle ore scorse e cosa ci attende in questa giornata di sabato

TOP

NICOLA ZINGARETTI

Nicola Zingaretti con Serena Bortone

Come anticipato da alessioporcu.it nei giorni scorsi, ancora una volta Nicola Zingaretti ha blindato il segretario nazionale del Pd Enrico Letta. Dicendo sostanzialmente che la costruzione del Campo Largo è una questione di volontà politica. Non di altro.

E alla domanda se può esistere una coalizione di centrosinistra che tenga insieme Cinque Stelle, Italia Viva e Azione, ha risposto con la forza dell’evidenza. Nella Regione Lazio esiste. Dove cioè amministra lui.

Contemporaneamente ha invitato Carlo Calenda a posare il piccone, per favorire una visione più ampia e unita della coalizione. Condizione essenziale per poter competere con il centrodestra quando si tratterà di votare per Camera, Senato e regionali.

Ogni volta che Zingaretti interviene su questi temi, mette in campo l’autorevolezza e la visione di chi il Campo Largo lo ha immaginato e attuato prima di chiunque altro. Soltanto che allora si chiamava Piazza Grande. (Leggi qui Zingaretti a Calenda: “Posa il piccone”).

Segretario Emerito.

GIORGIA MELONI

Giorgia Meloni (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Al centro della politica nazionale. Grazie alla tradizionale Festa di Atreju. Un capolavoro di visione politica e di comunicazione, dal momento che a Giorgia Meloni serviva soprattutto dare una risposta forte dopo i servizi giornalistici realizzati da Fanpage che hanno messo in evidenza i legami di alcuni settori di Fratelli d’Italia con nostalgici del fascismo.

Ad Atreju sono saliti tutti sul palco di Giorgia Meloni: da Enrico Letta (Pd) a Giuseppe Conte (Cinque Stelle), da Matteo Salvini (Lega) a Silvio Berlusconi (Forza Italia). A dimostrazione della centralità perfino istituzionale di un Partito che i sondaggi accreditano al 20%. Come il Pd.

Maggiore legittimazione non poteva esserci per i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, peraltro unico partito a stare all’opposizione del Governo di Mario Draghi. Ma c’è di più: la Meloni è quella che spinge maggiormente per l’ipotesi di Mario Draghi al Quirinale, passaggio obbligato per arrivare al vero obiettivo: le elezioni anticipate.

Di lotta, di governo e di istituzione.

FLOP

GIORGETTI-ZAIA

Giancarlo Giorgetti (Foto: Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli)

Non hanno saputo cogliere l’attimo. O forse non hanno voluto per il rispetto che comunque nutrono nei confronti del Capitano Matteo Salvini. Certamente però il ministro Giancarlo Giorgetti e il Governatore Luca Zaia sono tornati nella loro dimensione importante ma non prevalente nella Lega.

Giancarlo Giorgetti è quello che più di ogni altro ha voluto la partecipazione del Partito alla maggioranza che sostiene Draghi. Ma l’elezione di Super Mario al Colle cambierebbe ogni tipo di strategia e di lettura politica. Luca Zaia è l’unico che in teoria può contrapporre a Matteo Salvini un modello diverso di Lega, forte del consenso che ha nel Nord Est del Paese.

Ma la quarta ondata della pandemia lo ha impegnato completamente sul piano dell’amministrazione del Veneto. Dopo che però lui stesso aveva lasciato intendere che c’è solo un Capitano. E si chiama Matteo Salvini.

Splendidi secondi.

DI MAIO-FICO

Luigi Di Maio e Roberto Fico (Foto: Imagoeconomica / Stefano Carofei)

La controffensiva per democristianizzare i Cinque Stelle è partita e a guidarla è Giuseppe Conte, presidente del Movimento. Prima la votazione sul due per mille, poi il tema dei vicepresidenti e dei comitati. L’ex premier sta mettendo in campo la sua linea, non dimenticando però alcuni strumenti tipici dei pentastellati.

Per esempio il voto degli iscritti sul candidato alla presidenza della Repubblica. Operazione possibile. Ma la vera operazione sarà quella di togliere il limite dei due mandati per i parlamentari. Si farà, lo vogliono tutti. E il provvedimento verrà salutato con un’ovazione considerando quanto i Cinque Stelle facciano ormai parte del sistema politico.

Il ministro degli esteri Luigi Di Maio e il presidente della Camera Roberto Fico hanno costruito il Movimento, seguendo il vangelo di Beppe Grillo, attualizzandolo. Adesso però sembrano in difficoltà davanti all’offensiva soft di Giuseppe Conte e Rocco Casalino.

Il processo di democristianizzazione dei Cinque Stelle è iniziato.

Le (due) stelle stanno a guardare.

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