Top e Flop, i protagonisti del giorno: sabato 30 ottobre 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di venerdì 29 ottobre 2021. Per capire cosa è accaduto nelle ora scorse e cosa ci attende in questa giornata di sabato

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di venerdì 29 ottobre 2021. Per capire cosa è accaduto nelle ora scorse e cosa ci attende in questa giornata di sabato.

TOP

GIOVANNI ACAMPORA

Giovanni Acampora

Cinque bandi per un importo complessivo che si aggira sui 3 milioni di euro, rivolti al Comuni del Basso Lazio, alle associazioni di categoria, ai consumatori. Insomma, per sostenere il tessuto economico delle province di Frosinone e di Latina in un momento decisivo come quello della ripresa e della resilienza.

La Camera di Commercio del Basso Lazio si conferma ancora una volta protagonista sul territorio. A poco più di un anno dall’elezione a presidente dell’ente camerale delle province di Frosinone e di Latina, Giovanni Acampora dimostra la sua capacità di stare sul pezzo. Con i fatti. Senza mai lasciarsi andare in commenti superflui o in iniziative di facciata.

Giovanni Acampora ha la consapevolezza di guidare l’ottavo ente camerale italiano, che può fare la differenza in questo momento.

Concreto e lucido.

MAURO BUSCHINI

Mauro Buschini

Il “blitz” a Cassino per favorire un colloquio in macchina tra il sindaco Enzo Salera e il “dissidente” Luca Fardelli testimonia la ritrovata grinta del consigliere regionale del Pd. E’ da mesi che si sta muovendo sul territorio in modo capillare.

Lo sta facendo con un obiettivo politico chiaro: capire su quante truppe potrà contare quando si tratterà di andare alle elezioni regionali. E lo sta facendo da solo, Comune per Comune. Con un occhio attento ovviamente alle singole situazioni locali, ma cercando di mettere in campo una guardia pretoriana di primo livello.

È stato un anno complicato per Mauro Buschini, ex presidente del consiglio regionale del Lazio. Ma lui ha avuto il merito di non scoraggiarsi, di ripartire dal basso nell’unico modo che un politico vero conosce: il confronto diretto con chi sta nel partito o chi magari vuole entrarci.

Umile e determinato.

FLOP

ENRICO LETTA

Enrico Letta (Foto: Andrea Giannetti / Imagoeconomica)

La terribile sconfitta parlamentare sul ddl Zan è stata pesantissima e il segretario del Pd sta reagendo di pancia più che di testa. Dicendo che il nuovo Ulivo può andare avanti anche senza Italia Viva di Matteo Renzi.

In questo modo l’area di Base Riformista di Lorenzo Guerini, Luca Lotti, Andrea Marcucci e Alessandro Alfieri ha facile gioco  a ricordargli che proprio lui, Enrico Letta, aveva parlato di Campo Largo. E in quella direzione di Campo Largo si deve andare.

Il problema è che Enrico Letta dà la sensazione di non aver superato completamente il problema dei rapporti (personali e politici) con Matteo Renzi. Il quale però sul ddl Zan aveva avvertito di come poteva andare a finire nel caso di una mancanza di mediazione. Perché la mediazione non c’è stata.

Un segretario della preparazione e del carisma di Enrico Letta non può permettersi in lusso di reagire con le scomuniche. Senza il Campo Largo il Pd non vince. Né in Parlamento né nel Paese.

L’ira non è una buona consigliera.

GIORGIA MELONI

Giorgia Meloni (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

La controffensiva della Lega sta mettendo in secondo piano (non in difficoltà) i risultati elettorali e politici di Fratelli d’Italia. Il sì della Cassazione ai referendum sulla giustizia rappresenta un ulteriore tassello di una ripresa dell’iniziativa politica da parte di Matteo Salvini.

Il Capitano ha silenziato le polemiche sulla riforma delle pensioni, ma contemporaneamente ha riportato Claudio Durigon nel circuito che conta del Partito.

Con Forza Italia non sembra avere fretta di chiudere l’accordo sulla federazione e il successo parlamentare sul ddl Zan ha rimotivato le truppe leghiste. In questo contesto la posizione di Fratelli d’Italia è stata inevitabilmente oscurata. Ma probabilmente è proprio questo l’obiettivo di Matteo Salvini: far capire che la Lega ha maggiori spazi di manovra. Adesso è Fratelli d’Italia a dover ritrovare il bandolo della matassa.

Sorpresa.

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