Un posto per Coletta ed uno per Zaccheo

Una collocazione per i due rivali che da oltre un anno si confrontano. E proprio per questo hanno la capacità di spostare consenso. Soprattutto per come sono finiti i recenti capitoli delle loro storie.

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

E il vecchietto dove lo metto / Dove lo metto non si sa / Mi dispiace, ma non c’è posto / Non c’è posto, per carità / Il vecchietto dove lo metto (Domenico Modugno)

Ora finiti i fuochi in Aula, nel Comune di Latina ora commissariato,  bisogna sistemare il sindaco dimissionato Damiano Coletta ed il suo sfidante Vincenzo Zaccheo. Non è poca cosa. Va fatto con urgenza: per liberare i cittadini dal dibattito infinito che i due esponenti del mondo Progressista e del mondo di centrodestra hanno innescato da oltre un anno. E che non accennano ad attenuare. (Leggi qui: Latina, il centrodestra si dimette in massa. Coletta: «Lascio a testa alta»).

Come nel gioco dei bambini a chi riesce ad avere l’ultima parola. Hanno iniziato con la campagna elettorale del 2021, proseguito per un anno in Aula dove Damiano Coletta aveva la fascia di sindaco e Vincenzo Zaccheo la maggioranza dei Consiglieri. Riacceso i fuochi nella campagna elettorale bis in 22 Sezioni lo scorso mese. Continuano a parlare di loro stessi con un forma di autoaccanimento terapeutico: per questo il mondo razionalmente deve trovargli un posto, un ruolo. (Leggi qui: Latina, se la storia non cambia con i se).

Due posti da trovare

Coletta e Zaccheo

Per Vincenzo Zaccheo si potrà consultare il senatore Claudio Durigon, esperto di pensionamenti: è il papà di Quota 100 ed una soluzione la trova. L’eta c’è, l’esperienza pure e le conoscenze non da meno.

Ma Damiano Coletta? È giovane, ha vinto anche l’ultima volta, poi lo hanno squalificato per gioco pericoloso, ma ha vinto tre elezioni. Non sta con Durigon ed a sinistra per i pensionamenti restano a Elsa Fornero ed il limite tassativo dei 67 anni con relativi versamenti.

Quindi? Bisogna trovargli un posto. Ed a Roma che non so fessi (erano già romani quando gli altri ancora erano galli) sanno che per fare il brodo (vincere le Regionali) servono tanti pollastri. Quindi la candidatura è nella civica del presidente è più di un’ipotesi.

Lui a Latina, usando l’idea del riscatto e della ingiusta squalifica, potrebbe raccogliere parecchi voti e tirare la civica del Presidente. E rastrellare consenso in maniera trasversale in tutto il mondo Prog. Dicono che le interlocuzioni siano state tante, fatte con discrezione: per tastare il polso e capire cosa preferisca fare, se una nuova sfida come sindaco o puntare alla Pisana.

Corona e Redi

Delio Redi con papa Wojtyla

A Latina, nella Democrazia Cristiana, davanti ad un Nino Corona (quello che ha fatto il teatro, voleva fare la biblioteca Stirling) sindaco troppo potente, Delio Redi che voleva sostituirlo si fece paladino della sua corsa a presidente della Provincia. Una guerra nella potentissima Dc, dove gli avversari non si eliminavano ma “promuovevano”. 

La storia si ripete? Troppo presto per dirlo. Prima il mondo progressista deve capire cosa vuole fare, chi vuole essere, definire quelli che vuole rappresentare. E riscoprire il tema dell’unità, la capacità di mediare, concertare e raggiungere una sintesi.

La Regione è posto perfetto in attesa di tempi migliori. Latina è la trincea giusta per una nuova sfida. Deciderà Coletta.

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