«Una Commissione sui debiti di Cassino: ma temo non mi ci faranno arrivare»

Il sindaco di Cassino annuncia la convocazione di una Commissione aperta anche ai consiglieri delle amministrazioni Petrarcone e Scittarelli ancora in carica. Per scrivere insieme la storia del debito che si è accumulato negli anni. «Ma temo che non mi ci faranno arrivare»

Una commissione Bilancio allargata in modo ‘speciale’. Apposta per occuparsi del debito. Allargata a tutti i consiglieri comunali. Facendo in modo così che sia composta da elementi della attuale maggioranza ma anche dell’opposizione di centrosinistra che negli anni scorsi ha governato. Aperta pure a chi è oggi in Consiglio ed ha amministrato addirittura ai tempi delle giunte Scittarelli. È la mossa che il sindaco Carlo Maria D’Alessandro intende lanciare nelle prossime ore: per fare chiarezza una volta per tutte sul cratere milionario che si è aperto nei conti dell’ente. Così vasto da non poter essere risanato né con le risorse presenti, né con quelle che entreranno fino al 2045. E per questo lo hanno convinto a chiedere lo stato di dissesto. (leggi qui I D’Alessandro Papers: tutti i milioni di debiti che mandano in crack il Comune)

 

Carlo Maria D’Alessandro lo ha anticipato al direttore Alessio Porcu al termine della scorsa puntata di A Porte Aperte andata in onda su Teleuniverso. Commentando: «Temo che non mi ci faranno arrivare: la mia paura è che mi facciano saltare prima. A nessuno conviene farmici arrivare».

 

La Commissione avrebbe il compito di fare chiarezza una volta per tutte sui debiti e su come si sono accumulati. Se le spese erano necessarie. Come è stato possibile che siano lievitati. Se ci siano stati occhi chiusi apposta per lasciar crescere l’entità dei risarcimenti.

Un processo alle amministrazioni del passato? «No, una doverosa ricostruzione storica di quanto è accaduto. Sono certo che nessuno abbia rubato. Ma alla città dobbiamo una spiegazione. E quella Commissione potrebbe scriverla».

Una parte del debito – è emerso durante la trasmissione – è nata perché nel passato si amministrava così. Facendo i debiti. E poi si pagavano. Funzionava così dappertutto. «Ma ci sono anche situazioni che gridano vendetta: ad esempio cause non impugnate, perizie mai presentate». Colpa dell’assenza di un’avvocatura interna sufficientemente grande per fare fronte a tutto o malafede? «Non voglio essere io a dirlo. Vorrei che ci mettessimo tutti intorno a quei pacchi di documenti e serenamente scrivessimo la storia dei debiti fatti in città».

Quando verrà convocata la Commissione? «Ho già disposto – ha detto questa sera il sindaco – che il presidente Gianrico Langiano la convochi al più presto»

 

Perché dice di temere che non la faranno arrivare fino al giorno in cui si dovesse votare l’istituzione della Commissione? «Perché io non ho da temere. Sono sicuro di ogni spicciolo che ho movimentato. Altri non lo so. A dirla tutta: credo che a nessuno convenga che nasca questa Commissione».

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