Vaccino contro il Covid, è ora di dire la verità

Foto © Imagoeconomica

Mentre ovunque si moltiplicano gli annunci la virologa Ilaria Capua spiega: “Al primo giro non ce ne sarà abbastanza per tutti, spero nell’immunità di gregge”.

I numeri del mattino indicano 244 pazienti ricoverati allo Spallanzani (+5 rispetto a ieri) e 42 di loro sono in Terapia Intensiva (+3 rispetto a ieri). Tra gli infettati dal coronavirus scoperti in queste ore c‘è il Ragioniere Generale dello Stato Biagio Mazzotta, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha fatto il tampone e attende l’esito per capire se partecipare o meno alla riunione del Consiglio dei Ministri di oggi alle ore 15. Tra i Consiglieri regionali del Lazio è in isolamento fiduciario Pasquale Ciacciarelli in attesa dell’esito del tampone: anche lui è stato vicino ad un contatto risultato poi positivo. Mentre sul fronte della ricerca si attendono gli ulteriori esiti della sperimentazione sul vaccino.

Ci vorrà tempo

Ilaria Capua. Foto © Canio Romaniello

Tra le prese di posizione della mattinata c’è quella della virologa Ilaria Capua. È tra gli scienziati più cauti quando si tratta di indicare una data o una soluzione per l’uscita dalla pandemia. E anche sul vaccino, è convinta che ci vorrà tempo per una copertura totale.

In un’intervista al Corriere della Sera ha detto: “Ad oggi un vaccino per il Covid innanzitutto non c’è, non abbiamo certezza che quelli che sono in via di sviluppo siano efficaci, non sappiamo neanche se l’efficacia possa essere raggiunta con una dose o se ce ne vorranno di più, perché alcuni Coronavirus sono dei pessimi immunogeni”.

Ma soprattutto ha specificato: “Se il mondo può produrre per unità di tempo cento milioni di dosi, noi siamo comunque sette miliardi, ed è giusto che siano garantite le dosi per i lavoratori degli ospedali e i trasporti essenziali, perché se si fermano si ferma tutto di nuovo, ed ovviamente per le persone più fragili”.

Quando i vaccini saranno pronti e autorizzati, e si conosceranno le caratteristiche di efficacia e di sicurezza, dovranno essere somministrati in maniera organizzata. Io sono certa che così come molti Paesi hanno fatto piani per questo, l’Italia seguirà le linee guida europee e internazionali. Ma è necessario che le persone capiscano che al primo giro non ce ne sarà abbastanza per tutti”. (Leggi qui Vaccino, Anagni e Pomezia: 3 milioni pronti a dicembre).

Le tre cose da fare

Foto © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

Siamo nella fase più delicata di una pandemia drammatica ed è chiaro che nessun Paese al mondo riesce ad arginare il virus. Sul vaccino si sentono tanti annunci. Sarebbe il caso che gli scienziati si mettessero d’accordo e dicessero alla popolazione come stanno effettivamente le cose sui vaccini, che rappresentano la vera grande speranza. O che imparassero a dirle con chiarezza: ad esempio premettendo che la medicina non è una scienza esatta come la matematica, che l’arma principale è il binomio mascherina – distanza.

Ilaria Capua ha pure specificato quello che si dovrebbe fare: “Tre cose: in primo luogo, arrivare all’immunità di gregge facendo girare il virus lentamente, perché, se gira troppo velocemente, invece dell’immunità di gregge avremo le pecore morte”.

Bisogna stare lontani e distanziarsi in modo che l’indice di contagio sia basso, mantenere sotto soglia la circolazione virale ed immunizzarsi piano piano. Poi il vaccino darà il suo contributo. Queste convergenze fanno si che si arriverà a un punto in cui l’infezione si sarà endemizzata. Nel momento in cui si crea questo equilibro tra virus circolante e anticorpi, il Covid appena entra in contatto con una persona viene bloccato. Fra qualche anno, diventerà il nuovo virus del raffreddore”.

Poi la chiusura su Trump: “Lui va in giro adesso perché è protetto, i monoclonali che gli hanno fatto sono un farmaco protettivo oltre che terapeutico”. Domanda: ma i monoclonali sono una cura per pochi eletti?

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright