Il Vangelo secondo Nicola

Nella notte successiva al flop della maggioranza in consiglio comunale il sindaco Nicola Ottaviani ha detto una sola cosa: «Chi non se la sente di stare in maggioranza, lo dica subito e faccia le scelte conseguenti». Cioè: la porta è abbattuta per chi vuole andarsene ora.

Nessuna differenza tra chi si è distratto e chi magari ha voluto lanciare un messaggio di malumore, tra chi non ha un assessore di riferimento e chi vorrebbe un presidente di una commissione importante.

Poi, quando ha letto i commenti su facebook di Fabrizio Cristofari, Angelo Pizzutelli e Stefano Pizzutelli, il primo cittadino ha integrato la linea difensiva.

Ragionando a voce alta: «L’opposizione aveva la possibilità di far iniziare la seduta del consiglio comunale, provare a condizionare l’approvazione delle delibere con le proprie proposte e comunque dire alla città che senza di loro quelle pratiche non sarebbero state approvate. Non lo hanno fatto e questo significa che non hanno un profilo governativo o collaborativo. Vuol dire che dove passano l’estate, passeranno anche l’inverno».

Il giorno dopo in consiglio comunale lo ha detto urbi et orbi: «Abbiamo davanti non una minoranza ma un’opposizione che parla di formalismi e di inezie. Ne faremo a meno per i prossimi cinque anni».

Poteva ascoltare l’intervento di Fabrizio Cristofari, non lo ha fatto per non legittimare politicamente l’ex candidato sindaco del centrosinistra.

Nicola Ottaviani è andato allo scontro. Si è convinto ancora di più di dover rimanere a fare il sindaco per i prossimi cinque anni. Un collaboratore gli ha sussurrato all’orecchio: «Nicola, il rischio è che tu possa diventare presidente della Regione ma poi essere consigliere di opposizione a Frosinone».

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