Via all’accordo in Provincia, pensando al Comune

Un’ora di discussione. Lontana da occhi e orecchie estranee: all’interno della Federazione provinciale del Partito Democratico di Frosinone. Da un lato: il presidente della provincia Antonio Pompeo, il segretario provinciale Simone Costanzo, il leader dell’area maggioritaria Francesco De Angelis (a lui fanno riferimento 4 dei 6 consiglieri provinciali Pd). All’altro lato del tavolo: il Coordinatore Nazionale del Psi Gian Franco Schietroma, il consigliere regionale di Sinistra Italiana Daniela Bianchi, il segretario provinciale SI Giuseppe Fortuna,il consigliere provinciale eletto dalla loro lista Luigi Vacana.

Tema ufficiale della riunione: gli equilibri della nuova maggioranza che da venerdì governerà la Provincia, l’appoggio all Pd ed al presidente Pompeo, il ruolo da assegnare a Vacana.

In realtà, il vero oggetto della discussione è stato un altro: la grande alleanza di centrosinistra che può essere ricostruita in provincia di Frosinone. Incollando i cocci in cui si è frantumata per tanti motivi. Partendo dalla nuova giunta provinciale e arrivando a tutti gli enti intermedi passando per le prossime elezioni comunali con Frosinone città al primo posto.

Perché se è vero che l’alleanza destinata a sostenere il candidato sindaco Pd  Fabrizio Cristofari alle Comunali di Frosinone non è direttamente collegata agli assetti della nuova giunta provinciale, è altrettanto vero però che un accordo sbagliato in provincia può minare la coalizione di Cristofari.

Antonio Pompeo questa sera è stato un giocatore impegnato in due partite nello stesso momento: costruire la sua maggioranza tentando di spianare la strada per una coalizione ampia al Pd nelle Comunali di Frosinone. Attentissimo a non sbagliare una mossa.

Il terreno minato è quello della vice presidenza della Provincia. La delegazione Schietroma – Bianchi questa sera ha rivendicato quell’incarico per Vacana. Ma togliere la fascia di vice ad Andrea Amata significherebbe concedere un alibi al coordinatore regionale Alfredo Pallone per posizionare le truppe di Area Popolare a sostegno della rielezione del sindaco Nicola Ottaviani. Motivi politici per farlo ne ha già abbastanza: il Pd ha spalancato le braccia (e la lista provinciale) a Massimiliano Mignanelli, consigliere uscente di Area Popolare fuggito dalle fila di Pallone. Un’operazione che ha portato un eletto in più al Pd ed uno in meno ad Area Popolare. Pallone uno sgarbo lo può anche sopportare ma due significa consegnarlo, lista e voti, al centrodestra di Ottaviani.

Per questo, Antonio Pompeo, questa sera ha opposto un garbato rifiuto alla delegazione. No, la vice presidenza resta ad Andrea Amata. Perché ha operato bene, per un segnale di continuità amministrativa. Soprattutto per non dare alibi ad Alfredo Pallone. Se vuole appoggiare Ottaviani non sarà né per colpa di Pompeo né per l’incarico in Provincia.

Di fronte ad un Simone Costanzo ossessionato dalle microspie ed un Francesco De Angelis che è diventato sospettoso anche delle tovaglie dei tappeti, Daniela Bianchi ha lanciato una sfida al Pd. In sostanza ha detto: “Noi non ne facciamo una questione di poltrone ma di quadro politico provinciale. Avete la possibilità di ricostruire una grande alleanza di centrosinistra partendo dalla Provincia, proprio perché noi siamo un’articolazione plurale e alternativa”. Ha messo il dito nella piaga: “Il problema politico è il rapporto con Area Popolare? Bene, accettiamo la sfida: il presidente Pompeo trattenga per se la delega di vice presidente e si riservi di assegnarla all’esito della verifica che esista un’alleanza ampia di centrosinistra sul territorio provinciale”.

Cosa significa. Tradotto dal politichese: caro presidente, non dare subito la vice presidenza a Pallone, trattienila, aspetta per vedere se Alfredo si schiera con il centrosinistra su tutti i tavoli provinciali replicando l’alleanza di governo che esiste a livelli nazionale. Se lo fa gli assegni tutte le vice presidenze che vuole e noi non reclamiamo nulla. Daniela Bianchi non l’ha mai nominata ma è chiaro che la prima tappa della verifica di quest’alleanza è proprio la coalizione che sosterrà Fabrizio Cristofari alle Comunali di Frosinone.

Antonio Pompeo però è consapevole che anche questo passaggio potrebbe essere recepito male da Area Popolare. Quindi, la proposta per Vacana è la presidenza del Consiglio Provinciale che fu di Danilo Magliocchetti con la delega alla Cultura che per Vacana è come l’orsetto di pezza per i bambini quando devono andare a fare la ninna.

Il tema della responsabilità e della coalizione da ricostruire su tutto il territorio provinciale ha registrato una sensibilità particolare di Gian Franco Schietroma. Il dialogo per le Comunali non sembra chiuso. Ma non si potrà aprire in modo serio fino a quando il Pd non avrà risolto il problema della sua unità interna: leggasi il recupero di Michele Marini e Norberto Venturi. 

E su quello, Simone Costanzo sta lavorando. Con un alleato che sta lavorando a fari spenti: l’assessore regionale Mauro Buschini. Stanno costruendo un tavolo che veda insieme il governatore Nicola Zingaretti , il senatore Bruno Astorre (signore delle preferenze a Roma e provincia, leader della corrente alla quale fa riferimento Simone Costanzo), il segretario regionale Fabio Melilli. Solo un impegno preso intorno ad un tavolo così ampio ed autorevole potrebbe rappresentare la garanzia per Michele Marini ed indurlo a ricomporre l’unità del Pd a Frosinone.

Venerdì ci sarà una nuova riunione della Direzione cittadina. Simone Costanzo questa volta ha garantito che ci sarà. Ora però, il primo passo è non perdere Area Popolare, costruire il nuovo governo provinciale, spianare la strada alla coalizione per Cristofari. E Antonio Pompeo non ha sbagliato una mossa.

La risposta di Schietroma – Bianchi – Fortuna – Vacana arriverà entro giovedì sera.

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