Zingaretti e D’Amato con l’Italia che resiste

Un 25 aprile con imbarazzi e paradossi: gli attacchi a Enrico Letta, forze politiche che non celebrano la Liberazione, posizioni assurde sull’invio delle armi all’Ucraina. Il presidente e l’assessore alla sanità della Regione Lazio invece non hanno avuto dubbi.

Nel giorno in cui il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha ricordato il valore storico e universale di Bella Ciao (canto di Resistenza in tutto il mondo), a Milano c’è chi ha contestato il segretario nazionale del Pd Enrico Letta definendolo “servo della Nato” e accusandolo di essere tra quelli favorevoli ad inviare armi all’Ucraina.

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che è stato Segretario nazionale del Partito Democratico, ha detto a proposito del 25 aprile: “Condivido tutte le scelte compiute dal Governo, anche l’invio di armi ai resistenti ucraini perchè è giusto. Bisogna cercare la pace e sapere che la pace si fa con il nemico, quindi il sostegno all’Ucraina va di pari passo con l’obiettivo di compiere qualunque cosa per arrivare alla pace. Bisogna tenere alti questi valori senza farli scivolare in una dialettica che serve a qualcuno per la polemica politica, ma non di certo a quel popolo aggredito dal governo russo”. 

Sintonia con Letta e con la Resistenza

Foto: Marco Cremonesi © Imagoeconomica

Piena sintonia con Letta, ma anche con i valori della Resistenza che in tanti, anche a sinistra, hanno dimenticato. Cosa dovrebbe fare l’Ucraina? Farsi massacrare, lasciarsi annientare fisicamente da una Russia che non la riconosce come nazione e come Popolo? In realtà l’Ucraina sta interpretando quei valori della Resistenza senza i quali l’Italia non sarebbe una democrazia del mondo libero.

Nicola Zingaretti non ha avuto tentennamenti, ma proprio le celebrazioni della Resistenza e le posizioni sulla guerra tra la Russia e l’Ucraina stanno facendo emergere tutte le contraddizioni della politica italiana.

Elio Vito (Forza Italia) ha detto che il suo Partito non può restare alleato con Matteo Salvini e Giorgia Meloni perché non celebrano la Resistenza. Gli imbarazzi sul 25 aprile di Lega e Fratelli d’Italia, ma anche di Forza Italia in passato, non sono soltanto di quest’anno però.

Posizioni singolari

Giuseppe Conte

Sul conflitto russo-ucraino ci sono posizioni singolari. Giuseppe Conte e gran parte dei Cinque Stelle sono tra quelli che ritengono dannoso inviare le armi all’Ucraina, dalla Lega in due mesi di guerra non è arrivata una condanna netta dell’operato di Vladimir Putin. Nonostante la chiara posizione del premier Mario Draghi, del ministro degli esteri Luigi Di Maio e di tanti ministri.

La politica estera è fondamentale in un grande Paese occidentale ed europeo. Tra chi non celebra la Resistenza e fatica a fare distinzioni tra invasore e invaso, non c’è molto da stare allegri.

Oltre a Zingaretti, non ha avuto tentennamenti l’assessore regionale alla sanità Alessio D’Amato: “77 anni fa l’Italia venne liberata dall’occupazione nazista e dal regime fascista. Il 25 aprile è tra le giornate più importanti del nostro Paese, simbolo di Resistenza e Rinascita. La Democrazia e la Libertà, capisaldi della nostra Repubblica, sono diritti da difendere ogni giorno. Sono la memoria di chi, 77 anni fa, ha combattuto per conquistarli”.

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