Il candidato (di L. Marziale)

Appena un cittadino diventa 'candidato', viene colto da una specie di sindrome. Per via della quale perde la ragionevolezza: non ascolta più il buon senso. Ed ha una sola certezza: verrà eletto. Salvo poi...

Lucio Marziale

Idee Controcorrente

Sono stato candidato una volta al consiglio circoscrizionale, otto volte al Consiglio Comunale, due al Consiglio Provinciale, due volte alla Regione, due alla Camera dei Deputati, due volte al Parlamento Europeo.

So di cosa parlo.

La candidatura è una malattia e il candidato è un malato. Tecnicamente parlando.

Quindi non dite mai a un candidato che non lo voterete: sarebbe come dire a un malato che vi rifiutate di curarlo.

Anche perché il candidato, ogni candidato di qualsiasi lista e schieramento, di una sola cosa è certo: della sua elezione.

Se avrete la pazienza di ascoltarlo, vi spiegherà per filo e per segno in base a quali meccanismi di calcolo e di resti sarà sicuramente, o comunque con elevatissima probabilità, Eletto.

I sondaggi sfavorevoli? Solo manfrina propalata malignamente dagli avversari, se non addirittura artatamente messa in circolo dal proprio lider maximo per confondere gli avversari. Quelli sì destinati -poveretti- a sicura disfatta.
Non cercate la ragionevolezza nel candidato: ne è privo. Risparmiate il tempo e le parole per ascoltarne gli sfoghi post elettorali.

Solo allora, quando la crudele legge del risultato previsto da dividere prima per 3 e poi per 2 avrà avuto corso.

Solo allora il candidato recupererà il suo senno, prima della convocazione di nuovi comizi elettorali e di una nuova, inevitabile ricaduta.

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