«Ma a Cassino non tutti ci giriamo dall’altra parte»

di Angelo FRANCHITTO
Pedagogista e formatore

Caro Direttore,
Sono un lettore affezionato e seguo il suo blog e la sua pagina Facebook quotidianamente. Leggendo il suo articolo in cui paragona Cassino a Caserta (leggi qui Benvenuti a Cassino, succursale criminale di Caserta) ho pensato di riflettere sulle sue parole.

Condivido quando scrive che: ci si gira con la faccia dall’altra parte, “evitando di guardare i ragazzi che regolano i loro conti in piazza Labriola“. Giovani che si accoltellano (o addirittura si sparano) in strada. Adulti che riducono questi fatti ad una questione tra ragazzi. La violenza crescente per il controllo dello spaccio di droga e tanto altro. Fenomeni “ripugnanti”, questi che vedono i giovani sempre più legati alla criminalità, alla violenza, a stili di vita “incivili”. Sono un qualcosa di abominevole che va condannato sempre.

Mi è piaciuto il messaggio di Gianluca Pistore (leggi qui l’intervento di Pistore) che scrive: “la migliore lotta alla delinquenza la facciamo noi, scegliendo di essere onesti, di studiare e di fare del nostro meglio come cittadini del mondo e non solo di Cassino“.

Io credo che delegare alla politica, alle forze dell’ordine, a chi amministra la città sia una sorta di “deresponsabilizzazione” psicologica. La prima persona che può fare qualcosa per migliorare Cassino e aiutare la città a non cadere nel vortice di criminalità e di disordine sociale, di illegalità, “sono io”.

Cosa faccio io per Cassino?

La nostra città è piena di Associazioni di volontariato che si occupano di tante cose: dall’immigrazione all’inclusione scolastica, dalla lotta contro le mafie al sostegno delle famiglie più bisognose, si occupano di bambini, giovani, anziani, diversamente abili, malati.

Se qualcuno va all’ospedale Santa Scolastica, presso il reparto pediatrico, troverà un’ambiente colorato, fatto di disegni e di persone che in maniera volontaria e completamente gratuita si mettono tutti i giorni a disposizione, dedicando qualche ora del loro tempo libero, ai bambini ricoverati. Esiste una sala giochi per intrattenere i piccoli pazienti con giocattoli donati dalle famiglie di Cassino, disegni e colori per far passare qualche ora spensierata ai piccoli e far riposare i genitori.

Le scuole di Cassino (dall’Infanzia alla Primaria alla Secondaria di primo grado) hanno l’aiuto di giovani volontari che si occupano di sostegno allo studio, lingua italiana per stranieri, aiutano le insegnanti con i piccoli che giocando iniziano ad imparare.

A Cassino, chi si occupa di volontariato, sono soprattutto giovani dai 16 ai 38 anni. Anche i più grandi danno una mano e sono preziose risorse e modelli da seguire.

Ma devo dire che vedere l’azione di tanti giovani e giovanissimi di Cassino mettersi in gioco nel volontariato, incontrando situazioni difficilissime come casi di povertà, di bambini discriminati, di famiglie di stranieri disorientati che in queste persone (che sono “cassinati”) trovano un aiuto, un supporto, mi fa pensare che forse non siamo tutti uguali. Non tutti ci giriamo dall’altra parte. Ma sappiamo guardare in faccia le tremende difficoltà che la società ha e, ognuno nel suo piccolo, ci proviamo a fare qualcosa.

Una lancia la voglio spezzare anche a favore di Caserta. Voglio dire che in Italia i pugili migliori sono di Caserta e Marcianise (in provincia), nascono da palestre rimediate in garage che qualcuno gestisce in maniera (a volte) completamente gratuita. La palestra è diventata l’alternativa alla strada, un luogo in cui è possibile almeno dare una “chance” (in francese “occasione”) ai giovani di essere tolti dalla strada.

Caro Direttore, concludo dicendo che il male è veramente ovunque, ma esistono angeli che ci indicano la strada, che danno un’occasione a tutti e sanno mettere nelle mani le “armi” per fare bene. Tutto dipende da cosa si sceglie di fare.

Cassino come Caserta hanno le proprie armi: la politica, la scuola, la famiglia, ecc.; ogni cittadino deve scegliere “responsabilmente” il suo cammino. Importante per non cadere nell’errore di pensare che sia tutto sbagliato, pensiamo che bisogna diventare uomini coscienziosi, maturando il nostro senso di responsabilità civica.
 
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