L’Ideal Standard, le file di pazienti al Pronto soccorso e il tempo sospeso (di L. D’Arpino)

La politica 'sospende' il tempo. E rinvia i problemi a dopo le elezioni. Lo fa con il caso Ideal Standard e con il sovraffollamento dei Pronto Soccorso

Luciano D'Arpino

Giornalista, Regista e Autore teatrale, dirige la redazione di Frosinone de 'Il Messaggero'

Luciano D’Arpino

per Il Messaggero

ed Frosinone

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Il tempo non si può fermare, ma si può sospendere. Lo hanno scoperto i poeti e, in periodo elettorale, se ne appropriano anche politici e amministratori pubblici. La creatività è patrimonio di tutti e i più aguzzano l’ingegno ed escogitano soluzioni che, a posteriori, lasciano stupiti per la loro semplicità e ovvietà.

 

In Ciociaria il fenomeno del «tempo sospeso» si è ripetuto due volte in questa settimana. La prima è nel caso della vertenza Ideal Standard di Roccasecca. Venerdì al Ministero l’azienda ha confermato la volontà di chiusura entro metà febbraio, con il conseguente licenziamento dei 320 lavoratori, ma il ministro Calenda ha tirato fuori dal cilindro la notizia che c’è un investitore locale interessato all’acquisizione dello stabilimento e, quindi, alla salvaguardia di tutti i posti di lavoro, però…

 

C’è un però: per valutare in maniera approfondita questa offerta, ha riferito sempre il ministro, occorre tempo fino al 30 marzo e quindi va sospesa la procedura di mobilità per i lavoratori e ha chiesto all’azienda di sospendere i termini della mobilità, cioè il tempo. Congelare i licenziamenti, insomma, in attesa della verifica della fattibilità dell’offerta.

 

In concreto questo significa che della questione se ne riparlerà dopo le elezioni politiche e regionali del 4 marzo. Così, in periodo elettorale, sarebbe anche disinnescata la rabbia dei lavoratori. Al momento l’azienda non ha ancora risposto ufficialmente alla richiesta del ministro, ma i più scommettono che accetterà la dilazione anche perché ha tutto l’interesse a non lasciare solo cadaveri sul territorio dopo la chiusura di un’attività produttiva che continua a produrre utili.

 

Il secondo caso di «tempo sospeso» è avvenuto nella sanità. Da quando sono rimasti solo tre ospedali veri in Ciociaria (Frosinone, Cassino e Sora) si è alle prese con il sovraffollamento dei Pronto soccorso e non si è mai riusciti a trovare delle soluzioni concrete.

Ora però, complice anche il picco influenzale, il manager dell’Asl Macchitella ha trovato una soluzione elementare: chiamare come rinforzi al Pronto soccorso i medici di famiglia per trattare i codici bianchi e verdi e sono stati trovati subito 130 mila euro, ma questo aiuto durerà solo due mesi.

Fino alla settimana dopo il 4 marzo, giorno delle elezioni. Anche qui, dunque, per 60 giorni il fenomeno del sovraffollamento dovrebbe diminuire.

 

Come scrisse il poeta Dino Campana nei Canti Orfici: «E del tempo fu sospeso il corso…».

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