Non basta un lanciatore di rifiuti a renderci incivili (di C. Trento)

Un uomo lancia i rifiuti dentro una scuola di Frosinone e le telecamere lo immortalano: non basta un incivile a trascinarci tutti nella sua palude. Tensioni e grandi manovre a Frosinone. Mentre il Centrosinistra fornisce i primi segnali di risveglio

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Il gesto dell’uomo che lancia tre buste di immondizia nel cortile di una scuola a Frosinone si commenta da solo. E fa riflettere su quanto alla fine siano importanti i comportamenti dei singoli nell’ambito di una collettività.

Perché siamo sempre alla contrapposizione tra una maggioranza silenziosa che rispetta le regole e una minoranza rumorosa che non lo fa.

La raccolta differenziata dei rifiuti si svolge ovunque e francamente non si riesce a capire per quale motivo ci siano persone che non solo preferiscono non effettuarla, ma che con i loro comportamenti vanificano l’impegno, l’attenzione e lo scrupolo dei cittadini “normali”.

È una questione di civiltà e dobbiamo tenerla presente, perché poi non è vero che è sempre e soltanto responsabilità della politica se determinate cose non funzionano. Puntare il dito è facile, ma a volte occorre riflettere.

Le regole ci sono per essere rispettate. Chi non lo fa, danneggia gli altri. Gli esempi non mancano di certo e in settimana a ricordarlo è stato anche Stefano Magini, presidente di Acea Ato 5. Il quale ha illustrato dati e numeri che conducono ad una sola conclusione: il costo delle morosità e degli allacci abusivi influisce fino al 40% sulla bolletta dell’acqua. Quasi la metà. Troppo.

Pure in tal caso è arrivato il momento di mettere “L’Ora Legale”, parafrasando il film di Ficarra e Picone. Acea avvierà una massiccia campagna per scovare i “furbetti”.

Contemporaneamente però ha chiesto all’Ato di valutare la possibilità di costituire un tavolo di conciliazione per definire tutto un pregresso fatto di ricorsi e conguagli. Con un minimo comun denominatore: i maggiori costi li hanno pagati i cittadini.

È fondamentale avviare in ogni settore una “stagione informativa”che spieghi nel dettaglio i danni che si provocano non rispettando le regole. Poi naturalmente le regole vanno anche fatte rispettare. Ma servono soprattutto esempi virtuosi. Smettendola di guardare i “cattivi maestri”.

Nel film “L’Ora Legale”c’è una battuta indicativa: «Papà, ho copiato dal mio compagno di banco e se lui è scarso, mica è colpa mia!».

 

Bilancio della Saf Si voterà sotto l’ombrellone

Alla fine i sindaci saranno chiamati in assemblea in pieno agosto, entro il 10, per votare o meno il bilancio della Società Ambiente Frosinone. Al netto di tutto quello che è successo in questi giorni (e che abbiamo puntualmente raccontato), la domanda é: possibile che ci si debba sempre ridurre all’ultimo istante utile, sul filo di lana?

Possibile che non si riesce mai ad affrontare un tema importante, come quello del documento contabile della Società Ambiente Frosinone, per tempo, con un confronto lungo e aperto nell’assemblea dei soci? Evidentemente no.

Stessa cosa è successa negli anni passati nelle conferenze dei sindaci sul servizio idrico. La politica non riesce a dialogare, preferisce la contrapposizione con l’occhio costantemente attento alla prossima campagna elettorale. Il punto è questo.

Adesso l’estremo tentativo sarà quello di chiedere alla Regione Lazio di abbattere quasi del tutto il conguaglio tariffario degli anni 2015, 2016 e 2017. Nelle settimane scorse c’è già stata una risposta negativa. Se dovesse essere confermata, cosa succederà?

In assemblea i sindaci dei 91 Comuni sono soci, ma il dibattito che si sta sviluppando da settimane è soltanto politico.

Non c’è stato alcun passo avanti. Almeno finora.

 

Tensioni e grandi manovre a Frosinone

Massimiliano Tagliaferri, assessore all’ambiente e ai servizi sociali del Comune di Frosinone, non ha votato in giunta gli assestamenti di Bilancio. Un’altra presa di distanza dopo quella di qualche mese fa sull’assistenza domiciliare.

Massimiliano Tagliaferri è uno che ha già dimostrato di non aver paura di salire sulle barricate e neppure di entrare in rotta di collisione con il sindaco Nicola Ottaviani.

Ma intanto la “spia” che si è accesa dice che le tensioni non mancano in giunta.

Mentre in aula i gruppi consiliari si stanno organizzando. Il patto federativo tra Polo Civico e Lista per Frosinone è un segnale chiaro. La sensazione è che nella coalizione di centrodestra ci sia la richiesta politica di un confronto maggiore e sistematico con il sindaco Nicola Ottaviani. Il quale non sopporta gli strappi e la messa in discussione degli equilibri usciti dalla tornata elettorale di tredici mesi fa.

Ma probabilmente dovrà convivere con una situazione politica del centrodestra che non è più di calma piatta.

 

Segnali di risveglio dal centrosinistra

Sempre nel capoluogo qualcosa si muove pure nel campo delle opposizioni di centrosinistra.

Tra colazioni e pranzi una linea sembra emergere chiaramente: tre consiglieri del Partito Democratico (Fabrizio Cristofari, Norberto Venturi e Alessandra Sardellitti) stanno verificando se esistono gli spazi per un gruppo più ampio del centrosinistra. P

er il momento il dialogo è serrato con Stefano Pizzutelli, già candidato a sindaco di Frosinone in Comune. L’ex primo cittadino Memmo Marzi aveva pensato a lui come anti-Ottaviani un anno fa. È andata diversamente, ma questa è un’altra storia.

Adesso il punto è diverso: dal capoluogo si intende far partire un messaggio di “avanguardia”, che cioè è possibile ragionare nell’ottica di un centrosinistra differente.

Probabilmente a questa impostazione non è estranea la nuova situazione che si sta delineando nel Pd provinciale. Con l’area maggioritaria di Francesco De Angelis che si è spostata dalla parte di Nicola Zingaretti. E con una “pax” tra le varie correnti che potrebbe mettere all’angolo quella componente civica che si era affacciata con un certo successo alle elezioni regionali.

Naturalmente un’operazione del genere ha già fatto alzare le antenne a chi invece ritiene che debbano essere i partiti a dettare tempi e scenari. La contrapposizione però finirebbe con lasciare sul campo altri “feriti politici”.

Mentre invece il confronto potrebbe aprire spazi finora impensabili. Ma occorre il coraggio del buon senso.

 

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