Marco Travaglio

Perché il Pd non può ignorare il Movimento Cinque Stelle

L’apertura di Carlo Calenda tenta il segretario Enrico Letta, ma la realtà dei fatti è che l’alleanza con i pentastellati rimane indispensabile per il maggior partito della sinistra italiana. Il laboratorio vero si vedrà alle politiche e alle regionali, ma nei Comuni (come Frosinone) qualche segnale arriva già.

La fede di Berlusconi e la cadrega dei parlamentari

Il fondatore di Forza Italia sulla carta è a 50 voti dall’elezione al Colle. Dal quarto scrutinio in poi può succedere di tutto. Fra gli argomenti forti c’è pure la volontà dei parlamentari di non andare a casa. Ma stupisce il silenzio degli “azzurri”. Anche in Ciociaria.

Ecco perché Renzi non voterà la sfiducia a Durigon

Una scelta ipergovernista per non creare problemi a Mario Draghi. Ma anche un modo per non fare favori a Letta e Conte. Oltre che per mantenere un ponte con Salvini e Berlusconi. Fatto sta che senza i voti di Italia Viva difficilmente ci saranno i numeri. Giorgetti e Zaia pensano già al sostituto (Massimo Bitonci), ma dovranno fare i conti con l’asse dei due Matteo. Anche loro.

Caccia grossa a Durigon, Conte si lancia ma rischia il boomerang

Il sottosegretario leghista nella bufera dopo le frasi sull’intitolazione del parco di Latina ad Arnaldo Mussolini. L’ex premier cerca lo “scalpo” come primo atto di capo dei Cinque Stelle, ma in realtà già in passato l’attacco è andato a vuoto. E ora di rischia di ripetersi lo stessoi scenario.

Roberta Lombardi prova a fermare la “slavina” M5S

Tocca proprio all’incendiaria dello streaming contro Bersani cercare di arginare lo scontento della base mentre i “duri e puri” lanciano l’opa sul Movimento. Neppure Beppe Grillo è riuscito a fermarli. Ma perché la Lombardi non ha mai fatto l’accordo formale con Zingaretti?

I cinque che fecero la crisi. E che ora possono risolverla, a patto di cambiare tutto

Matteo Salvini in pochi giorni da uomo forte a cultore del rimpasto. Luigi Di Maio e Giuseppe Conte animati dalla rabbia di volersi vendicare del leader della Lega. Nicola Zingaretti dallo scenario delle elezioni subito al governo di scopo. Ma la verità è che nessuno ha visto arrivare un treno in corsa chiamato… Matteo Renzi.