Il Natale è uno sguardo che spesso non cogliamo (di M.R. Scappaticci)

Che stress... è Natale. La corsa per i regali, gli auguri, il cenone. Le ricerche dicono che il Natale è fonte di stress. Invece è uno sguardo. Che spesso non cogliamo

Maria Rita Scappaticci
Maria Rita Scappaticci

Psicologa e blogger

La frenesia, quella maledetta corsa quotidiana che ci impedisce di stare attenti alle azioni piccole ma importanti che potrebbero cambiare la giornata.

La frenesia è nemica del nostro umore.

Siamo risucchiati dal mondo che corre, dal tempo che va di corsa, da un appuntamento in cui siamo in ritardo ed un altro che già ci sfugge.

La frenesia di comprare per essere sempre al top, dei capelli sempre a posto e del vestito alla moda per meritarci l’appartenenza ad un gruppo di cui non conosciamo neanche l’obiettivo.

E la frenesia colpisce anche a Natale.

La corsa dei regali per scegliere quello più adatto, oppure lo stress di regalare qualcosa per non fare brutta figura.

E poi il pranzo, i dolci ed il vino buono perché i nostri ospiti abbiano la percezione che siamo perfetti anche nei dettagli.

Giunta l’ora, ci ritroviamo tutti seduti intorno al tavolo, pieno zeppo di cose, che ormai non fa quasi più scena perché ogni giorno abbiamo tavole piene che rifiutiamo per seguire i dogmi della nostra dieta.

Numerose ricerche hanno dimostrato come le festività rappresentino una fonte di ansia e stress tanto da incrementare problemi cardiovascolari e disturbi del sonno.

Questo è spiegato perché abbiamo la fretta, più che in tutti gli altri giorni, di adempiere a delle azioni che non vogliamo ma che sono ormai scritte nel prontuario del consumismo e dell’epoca moderna.

E nonostante le compiamo nel migliore dei modi quello che ci rimane alla fine delle feste è un forte senso di vuoto e indifferenza, al massimo siamo soddisfatti di essercela cavata ma di certo non siamo felici di averle trascorse.

Non ci rimane il ricordo di uno sguardo sincero perché non lo abbiamo notato e non ne abbiamo apprezzato la presenza.

Esserci intorno a quella tavola imbandita è un grande dono che si percepisce solo quando uno dei posti o forse anche di più rimangono vuoti e freddi e non abbiamo modo di consolarci se non provando rammarico ed una enorme tristezza.

Ci capita di pensare spesso al passato, ricordando la gioia con la quale si affrontava un giorno di festa mentre tutti gli altri erano fitti di mille problemi.

E allora si celebra il ricordo di come i nostri cari si preparavano alle feste, e alla presenza del figlio lontano che tornava a casa per salutare tutti e godersi la bellezza di una giornata ricca di emozioni vissute di pancia.

La vera festa è festeggiare le presenza di tutti quelli che ci sono, commemorando in questo modo anche chi non c’è perché abbia il suo posto nei nostri pensieri.

L’illustre Sigmund Freud sosteneva che “Gli uomini vivono, generalmente, il presente con una certa ingenuità; questo significa, senza poter mai giungere a valorarne esattamente il contenuto”.

Siamo ingenui in ogni momento che viviamo, spesso ci siamo solo in apparenza ma non cogliamo il vero significato dei momenti perché siamo troppo occupati a stabilire il prossimo passo e non afferriamo i contenuti di un gesto o di uno sguardo che di certo non sarà mai uguale.

Siate presenti, almeno a Natale!