Rallegratevi: se non sapete perché, ecco dove guardare

Rallegratevi, esortano le scritture. E cosa c'è da rallegrarsi in questa 'domenica della gioia' nel pieno di una pandemia che non accenna ad andare via? Molto. Ecco qualche esempio

Pietro Alviti
Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Rallegrati, Gerusalemme,

e voi tutti che l’amate radunatevi.

Sfavillate di gioia con essa,

voi che eravate nel lutto

(Is. 66, 10-11)

Rallegratevi: tante volte la Parola invita alla gioia, anche in momenti che farebbero pensare davvero poco alla dimensione gioiosa dell’esistenza.

Sicuramente i mesi che stiamo vivendo ci sembrano tutti avvolti nel buio, l’esasperazione delle continue chiusure e dei ripetuti confinamenti ci appaiono come inutili, incapaci di vincere il male che ci circonda. Molte sono le avvisaglie della stanchezza, della disperazione quasi, della paura che sembra vincere, rispetto alle prospettive di speranza.

E invece, proprio in questi momenti, ecco il richiamo della Parola: voi che eravate nel lutto… Rallegratevi!

Rallegratevi… di che? Ecco

Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Ma di cosa dovremmo rallegrarci? Ebbene, dobbiamo sfavillare di gioia per i progressi della ricerca scientifica, senza la quale non avremmo la minima speranza di combattere la pandemia, in meno di un anno abbiamo avuto vaccini in grado di rallentare fortemente la pandemia; dobbiamo gioire per i tanti medici e infermieri che, senza posa, lottano nei nostri ospedali contro un nemico insidioso, che ricompare diverso ad ogni dove e rende la lotta più complicata.

Dobbiamo rallegrarci per ogni persona che si comporta secondo le regole, pensando che i rispettosi delle norme sono molti di più rispetto a quelli che invece sono incuranti della salute propria e di quella altrui; gioire ogni qual volta  vediamo accordi raggiunti tra le nazioni, per combattere uniti contro la pandemia; dobbiamo gioire per i sacrifici di tanti ragazzi e dei loro insegnanti per cercare di continuare il processo di apprendimento, nonostante le grandi difficoltà…

Questo è il significato della domenica della gioia, la domenica “laetare” che la liturgia cattolica pone al centro dell’austero itinerario della Quaresima. Non siamo soli, sappiamo che non dobbiamo confidare soltanto sulle nostre forze.

Sfavilliamo di gioia, impegniamoci tutti, siamo solidali e ce la faremo.

(Leggi qui tutte le meditazioni di Pietro Alviti).