L’occupazione del ’77 ed i suoi sogni ancora attuali (di F.Dumano)

Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

​Correva il ’77… Solo oggi comincio a capire il senso dell’espressione correva l’anno. Sfogliando l’incredibile archivio di Piero Albery, mentre scorrono le immagini, sulla mia sedia a dondolo realizzo che gli anni corrono. Ti sembra che il ’77 sia l’ altro ieri, invece, correndo gli anni, sei approdata nel 2017 .

Trasformi la foto a colori… Sono i tuoi studenti, uno sciopero, la foto in bianco e nero, ricordi in bianco e nero… la studentessa sei tu. Il ’77 anche ad Arpino è un anno particolare. Nelle scuole con i decreti delegati del 1975 sono arrivate le assemblee studentesche, i rappresentanti degli studenti. Nelle assemblee scatta la parola d’ ordine ”occupazione”.

I liceali sono intellettuali, studiamo Marx, ma sono ”liceali timidi”. I chimici non studiano Marx ma sono quelli più concreti. L’Istituto per Chimici a quei tempi era nel castello Ladislao, ora la sede della fondazione Mastroianni. Oggi le scuole vengono collocate fuori dall’immaginario collettivo, vengono decentrate nelle periferie dei paesi. Scuole nuove, cattedrali nei deserti, gli studenti escono dal cuore del paese. Accade in molti paesi: a Frosinone vicino all’ aeroporto militare, a Cassino nella zona della Folcara…

Le manifestazioni ad Arpino correvano nei vicoli del centro per approdare nel salotto in piazza. Ricordi in bianco e nero… Arpino nel ’77 con l’ occupazione dell’Itis e il suo sviluppo: diventa un caso nazionale. A sostegno dei Chimici arrivarono anche delegazioni di studenti nazionali.

Ricordi in bianco e nero, ad Arpino furono individuati i ”capi” dell’occupazione e condannati “in maniera esemplare”: espulsi per un anno da tutte le scuole di Italia. Ricordi in bianco e nero: si erano ”macchiati” con scritte nei bagni, una scritta pericolosa. Oggi fa sorridere, diciamolo, l’ho trovata in molti bagni, sui banchi, nei diari, ma… ricordi in bianco e nero, nel ’77 quella scritta era considerata sovversiva. Diceva:”Madonna, tu che hai concepito senza peccato, fammi peccare senza concepire

Tra i capi di imputazione, aver fatto introdurre estranei nella scuola. Outing: sono andata anche io a solidarizzare nella scuola occupata. Nell’edificio entrarono musicisti, la scuola viveva di passione. Tra i sospesi anche una studentessa.

Ricordi in bianco e nero, quell’occupazione con la sua punizione esemplare, oggi tanto riecheggia. Qualche anno fa uno studente del tempo, Pio Conflitti, ha incontrato i giovani di oggi. Ricordi in bianco e nero… i volantini erano ciclostilati, il tam tam correva con i gettoni nelle cabine telefoniche.

Nell’archivio di Piero diversi scatti raccontano il ’77: il megafono e la Cinquecento, Indiani metropolitani, autonomi, Fgci, Lotta Continua, anche allora un arcipelago di sigle ci circondavano. Problemi di ieri, problemi di oggi, volantini senza tempo inseguono le stesse richieste nel pianeta scuola: dal caro libri ai trasporti, i problemi dell’edilizia.

Nelle foto a colori scattate con i cellulari, i figli ed i nipoti dei protagonisti in bianco e nero.

Correva il ’77, dopo che correva il ’68, correranno gli anni della pantera, corre ”né rossi, né neri, ma liberi pensieri”, arriva la rete degli studenti medi, il sindacato studentesco. Ricordi in bianco e nero: il sogno di un’altra scuola è possibile, unisce il bianco e nero con il colore.

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