Frosinone internazionale: un danese alla corte di Fabio Grosso

Il club giallazzurro guarda sempre di più all’estero. Dopo lo sloveno Koblar, è arrivato il promettente terzino sinistro Klitten dall’Aalborg. Torna Krajnc dal prestito al Fortuna Dusseldorf e nel mirino ci sono i marocchini El Kaouakibi e Haoudi. Il mercato internazionale offre diverse opportunità sia dal punto di vista tecnico che economico-finanziario. E il decreto crescita del 2019 con i suoi sgravi fiscali incentiva l’arrivo di giocatori da oltre confine.

Alessandro Salines

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C’erano due polacchi, un americano, un italo-rumeno, uno svedese, un italo-giapponese ed uno sloveno. E da qualche ora anche un danese. Non è l’incipit di una barzelletta. Ma è il Frosinone sempre più multinazionale dopo l’ingaggio del terzino sinistro di 21 anni Lukas Klitten dall’Aalborg (primo danese nella storia del club ciociaro).

Sono stranieri infatti 2 dei 3 acquisti perfezionati finora dalla società giallazzurra. L’altro è il difensore sloveno Luka Koblar. E non è finita qui. Rientra dal prestito in Germania, al Fortuna Dusseldorf, il centrale Luka Krajnc, anche lui sloveno. Sul taccuino di Angelozzi ci sono pure i marocchini (entrambi hanno anche il passaporto italiano) Hamza El Kaouakibi e Hamza Haoudi. E chissà quanti altri considerando la grande rete di contatti del direttore canarino.

Comunque non è una novità assoluta: la stagione scorsa in prestito c’erano anche il cipriota Kastanos e l’argentino Curado. Insomma in Ciociaria passa lo straniero. E il Frosinone che verrà si preannuncia più giovane e poliglotta.

IL MAPPAMONDO GIALLAZZURRO

Lukas Klitten

Klitten (nazionale under 21 e contratto fino al 2025) va arricchire la legione straniera che ha difeso i colori del Frosinone dagli albori fino ad oggi.

Nella sua storia il club canarino ha avuto nei suoi ranghi calciatori provenienti da tutti continenti con il baby-bomber giapponese Vitalucci unico asiatico. Il primato è dell’Argentina che ha regalato ben 8 giocatori tra i quali Hugo La Manna, classe 1916, morto nel 1991 e in forze al Frosinone nella stagione 1949-50. A ruota segue il Brasile con 6 elementi. Tra questi l’attaccante Eder ritenuto da molti uno dei più forti calciatori della storia della formazione ciociara.

Diverse le nazioni rappresentate. Ucchino ad esempio è l’australiano. Fraiz e Campbell sono sbarcati da Panama e Costarica. C’è persino il portacolori di San Marino: Marco Mazza, centrocampista che ha militato nel Frosinone nei primi anni ’80. Lo straniero più rappresentativo è indubbiamente l’austriaco Gucher, idolo della tifoseria, che ha collezionato 144 presenze (con 11 reti) ed è stato tra i protagonisti della doppia promozione dalla Lega Pro alla Serie A. Viene soprannominato l’austro-ciociaro: è arrivato a Frosinone giovanissimo con il connazionale Elsneg ed è cresciuto nel capoluogo.

Attualmente sono 9 i giallazzurri provenienti da oltre-confine. Lo svedese Rohden, lo statunitense Novakovich (11 reti lo scorso campionato), i polacchi Szyminski e Parzyszek (ha anche il passaporto olandese), l’italo-rumeno Boloca, l’italo-giapponese Vitalucci (gioiellino della Primavera), gli sloveni Krajnc e Koblar e il danese Klitten.

IL MERCATO STRANIERO

Lukas Klitten

Perché le società italiane, compreso il Frosinone, si tuffano sempre di più nel mercato internazionale? Le opportunità ovviamente sono tante sotto l’aspetto tecnico ed economico-finanziario.

Tra l’altro con il decreto crescita del 2019 ingaggiare un giocatore dall’estero conviene dal punto di vista fiscale. Si può risparmiare in termini di Irpef fino al 70 per cento. Le squadre della regioni del Sud Italia arrivano addirittura al 90% di sgravio.

Soprattutto il mercato dei giovani offre occasioni interessanti e con un lavoro capillare di scouting si possono fare buoni affari. E future plusvalenze.

A quanto pare il Frosinone sta intraprendendo anche questa strada per cercare nuova linfa. “Guardiamo maggiormente all’estero rispetto al passato – aveva detto il presidente Stirpe in un’intervista a tuttofrosinone.com – In Italia le opportunità scarseggiano e sono spesso molto costose. Dunque giusto guardare fuori da confini nazionali per vedere se esistono calciatori che garantiscono le stesse prestazioni ad un costo più basso oppure che a parità di costo garantiscano prestazioni superiori”. 

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