Frosinone, qualità e orgoglio: la strada per aprire un ciclo

I segnali lanciati dal Frosinone nel corso della gara di ieri. Sprazzi di buon gioco e ancora le solite pause. Nesta però ha avuto ragione ancora una volta

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Uno scatto d’orgoglio. Il Frosinone che ti aspetti, però. Anzi, il Frosinone che devi per forza di cose aspettarti, perché certi valori debbono necessariamente venire a galla. Sarebbe stato davvero impensabile lastricare ancora il terreno di casa di punti.

Uno scatto d’orgoglio, dicevamo, corroborato da sprazzi di buon gioco mescolati alle solite pause nelle quali il Livorno ha tentato di infilarsi in un paio d’occasioni: in avvio di gara quando Bardi ha detto no a Marras e nel finale convulso quando ha salvato la vittoria su Murilo, troppo solo dentro l’area (dove erano le chiusure di centrocampista e cursore da quella parte?).

Frosinone-Livorno Foto © Mario Salati

Diciamolo sommessamente: al netto dei calci di rigore senza macchia (per le nuove regole non esiste fallo di mano dubbio a meno che non si entri in diversa casistica, ndr), il Frosinone è stato bravo a capitalizzare al massimo l’occasione che gli è capitata per due volte.  La prima sbagliata per paura, la seconda realizzata con cinismo. Come dicevano i latini: repetita iuvant. Appunto. Le cose ripetute aiutano.

Al capitolo defezioni, poi, battaglia pressoché pari col collega Breda, perché Nesta dopo 8’ di gioco ha dovuto rinunciare anche a Maiello (dolore alla schiena galeotto, come quello che aveva messo out Trotta nella settimana di avvicinamento alla gara). La scelta di Tribuzzi ha avuto il sopravvento su quella di inserire il cambio naturale del centrocampista napoletano, vale a dire Vitale. Ed anche in questo caso Nesta ha avuto ragione.

Il tecnico è andato a raccogliere il tributo sotto la Nord, incessante nel tifo anche nei momenti di difficoltà. Ma si vince, si pareggia e si perde tutti insieme, stadio all inclused. E un ex calciatore dal pedigree come Alessandro Nesta queste cose le deve sapere.

IL GOL FATTO E QUELLO NON PRESO
Frosinone-Livorno Foto © Mario salati

Gli attaccanti fanno vendere i biglietti e i difensori, invece, fanno vincere la partite. Il motto più amato dai migliori allenatori della Nfl, la Lega di football americano e che comunque non hanno inventato da quelle parti, vale anche per le nostre latitudini.

Nel Frosinone resta purtroppo insoluto il problema del gol (fatto). Anche se l’8^ giornata ha aperto un dibattito alla voce bomber in diverse formazioni di grido – tra queste l’Empoli e la Cremonese che si aggrappa alla fantasia di Soddimo, due gol decisivi nelle ultime tre partite, ma anche la capolista Benevento dove Inzaghi chiede a gran voce le reti degli attaccanti – mal comune non deve essere mezzo gaudio.

Il Frosinone ha bisogno di trovare la via della rete per finalizzare il potenziale di gioco che riesce ad esprimere. La semplicità  probabilmente potrebbe aiutare ma solo quel fiuto delle rete è qualcosa che ti può cambiare la stagione. In questa serie B è ancora più netta l’importanza di avere in squadra un attaccante da gol. Il ‘bomberone’. Dionisi, Novakovich, Trotta e Citro possono e debbono candidarsi. Con la partecipazione di Camillo Ciano che nelle corde ha 10-15 gol a stagione.

Frosinone-Livorno © Foto Mario Salati

Dal gol che per ora difetta, al gol che per la prima volta il Frosinone in questo campionato non ha incassato. Nesta ha sottolineato l’attenzione e la bravura del pacchetto difensivo che potrebbe aver trovato la quadratura nella riedizione del ‘tre’. Di sicuro Nesta non ha messo in soffitta il 4-3-1-2 che pare sia diventato un ‘must’ per molte formazioni di serie B ma il 3-5-2 non dovrebbe avere vita breve. In sostanza dall’equilibrio tra gol fatti e gol non presi passa la svolta per i giallazzurri. Presto per dire che sia stato imboccato il cambio di sentiero.

Anche la tranquillità è un ‘fattore’ sul quale dover lavorare. La tranquillità si traduce in giocate, la giocata si traduce in gol fatti e possibilmente non presi. E tutto è finalizzato ai risultati. Cremonese, Trapani e Cittadella diranno qualcosa di più definitivo.

LA COLONIA GIALLAZZURRA AL NORD

Domenica sera trasferta nella colonia giallazzurra al Nord, vale a dire Cremona. Quattro ex canarini tra i grigiorossi più il tecnico Baroni e il suo staff. Terranova – presumibilmente out per la sfida – ha aperto la strada nell’estate 2018, quindi Soddimo, Daniel Ciofani e da ultimo Valzania che la maglia canarina l’ha vestita nella seconda metà della scorsa stagione.

Amarcord e non solo perché ci sono tre punti sul piatto e in canarini viaggiano a -2 dai grigiorossi. Allungo o sorpasso? Un Frosinone sempre più consapevole dei propri mezzi, può infilare una mini-serie positiva.

LE ALTRE
Frosinone-Livorno Foto © Mario Salati

L’ottava giornata si era aperta con il 3-1 esterno del Cosenza sul campo del Cittadella che cercava la quarta vittoria di fila e il passaporto per il secondo posto. E invece Braglia ‘incarta’ la partita a Venturato, 3-1 in rimonta e primo successo dei calabresi che si staccano dall’ultimo posto. Ghiotto il sabato di serie B.

L’Entella si crogiola al sole e si fa raggiungere dal Trapani (1-1) che nel frattempo ha dato il benservito al ds Rubino. Nel finale i granata sfiorano il colpaccio. Al suo posto il neo consigliere del CdA, Nember. I siciliani restano al penultimo posto ma agganciati al carro che, fino agli 11 punti di Cremonese e Pordenone, non lascia sereni nessuno. Scivolone casalingo del Pescara che però urla: il 2-2 dell’attaccante Brunori era regolare. Zauri in ritardo di 8 punti rispetto alla stessa giornata della scorsa stagione.

Dall’altra parte tirano un sospiro di sollievo il tecnico italiano e il neo dt Angelozzi che aveva difeso l’allenatore spezzino a spada tratta. In testa alla classifica tiene le ali aperte il Benevento che grazie ad un gol ‘smozzicato’ di Armenteros batte il Perugia tenuto a galla dalle parate di Vicario. La squadra di Oddo non sfrutta 30’ di uomo in più. Iemmello over the top anche senza gol: tutti a fischiarlo e lui che si carica sulle spalle il peso dell’attacco del grifoni, considerato che Falcinelli è ancora non pervenuto.

Il sabato Cadetto ha visto di fronte Venezia e Salernitana, le squadre che giocarono lo spareggio fratricida di giugno. Decide l’attaccante Bocalon, ex di turno. Che non esulta per rispetto della sua ex squadra. Campani affatto ridimensionati, primo lo esterno della stagione dopo 3 successi di fila. Entrambe restano in zona playoff. Infine il risveglio delle Vespe: 4-2 al Pordenone grazie ad una gara gagliarda.

Frosinone-Livorno Foto © Mario Salati per Alessioporcu.it

Tra le gare della domenica spicca il 2-0 netto del Chievo ai danni dell’Ascoli che incassa il terzo ko di fila: prova monstre del baby Vignato, moneta sonante per le casse dei clivensi. Prevale il 4-3-1-2 di Marcolini rispetto al modulo a specchio di Zanetti che non ha avuto le risposte che attendeva da Scamacca e Ardemagni e dallo stesso Ninkovic, le tre stelle bianconere. I veneti non vincevano in casa dal 29 dicembre 2018, 1-0 al Frosinone.

Domenica spettacolo all’Arena Garibaldi di Pisa: 1-1, randellate da orbi tra i neroazzurri di casa e il Crotone che viaggia a -3 dalla capolista Benevento. I toscani possono recriminare perché la rete del pareggio è arrivato su un mezzo svarione del portiere Gori.

Infine l’esordio dell’ex tecnico giallazzurro Baroni sulla panchina della Cremonese, nella tana dell’Empoli, si è risolto in un pari che accontenta tutti. E’ l’altro ex canarino Soddimo a togliere le castagne dal fuoco con un gran gol dopo la rete azzurra di Stulac. Alla squadra di casa però mancavano due attaccanti oltre allo squalificato Bandinelli. Nella Cremonese ancora panchina per Ciofani.

Da sottolineare la rivisitazione tattica di Baroni che è passato dal 3-5-2 al 5-3-1-1, con Ceravolo unica punta. Al di là di tutto servirebbe il Var, come l’acqua. Altrimenti la serie B sarà sempre un categoria di retroguardia nonostante i buoni intendimenti e gli investimenti dei Club. Introduzione del Var che però slitterà alla fine della stagione, playoff e playout.

IL PERSONAGGIO
Marco Capuano

E’ Marco Capuano. Difensore in forza al Frosinone dall’estate 2018. Perché lui? Semplicemente perché merita la ribalta e pure un po’ di scuse. Ha saputo meritarsi la riconferma e non solo in virtù del contratto in essere che alla fine è un pezzo di carta. Capuano se l’è meritata con i fatti.

Il gol al Venezia, il gol alla Salernitana, la traversa col Livorno sullo 0-0 e un’attenzione che gli scrolla di dosso tutte le critiche che lo avevano bollato la scorsa stagione. Titolare a 4 ed a 3.

E’ la dimostrazione che le stagioni disgraziate non debbono mai essere una condanna preventiva per tutti.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright