Il calcio è di chi lo paga (Lettera aperta a Fabio Caressa)

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Stefano Pizzutelli

di STEFANO PIZZUTELLI

Blogger (quando ne ha tempo)

 

Egregio direttore,
il calcio è di chi lo ama. E noi, a Frosinone, lo amiamo visceralmente, amiamo visceralmente la nostra squadra.

Siamo stati in serie A e domenica, scorsa, dopo la partita col Sassuolo, abbiamo dato un’epocale lezione di sportività e attaccamento ai colori che nessuno dimenticherà. Lo chieda a Magnanelli e Di Francesco.

Ma uno dei motivi per cui in diecimila abbiamo urlato e ringraziato la società, lo staff e i ragazzi è che sentiamo che i ragazzi hanno sputato lacrime e sangue ma che qualcosa ci ha, come dire, remato contro.

Che non siamo simpatici alla Lega non è una nostra invenzione, ma l’ha detto, sembra essere nemmeno deferito, un importante consigliere nazionale. Quindi siamo un po’ prevenuti.

Poi abbiamo visto con i nostri occhi cosa vuol dire non essere ospiti graditi. Si riguardi gli episodi, ma non la sera, prima di andare a dormire, perché poi avrebbe bisogno di una vagonata di Maalox:

• Frosinone – Torino, prima giornata. Fallo da ultimo uomo su Dionisi? No, fallo di Dionisi
• Frosinone – Roma: Fallo di mano in area di Digne? Non fischiato e Digne che si contorce in terra, facendo finta di essere stato colpito al volto
• Juventus – Frosinone: Fallo di mano di Barzagli in area? Ma quando mai
• Fiorentina – Frosinone: Fallo da ultimo uomo di Gonzalo su Ciofani sullo 0 a 0? Eh mo’… rigore e espulsione sullo zero a zero….
• Palermo – Frosinone: il primo gol di Goldaniga realizzato con la mano e in fuorigioco; per fischiare fallo forse doveva aggredire Leali col machete
• Roma – Frosinone: fallo di mano di Dzeko in area: ma è della Roma….
• Frosinone – Inter: Tagliavento ammonisce qualsiasi cosa abbia la maglia gialla, compresi i bambini che accompagnano le squadre nel prepartita
• Chievo – Frosinone: ci torno più avanti, ma consideri che Russo di Nola, forse per un anelito di dignità, da quella partita non ha più arbitrato
• Frosinone – Milan: novantesimo, tiro di Balotelli, palla sulla mano di Pryima a mezzo metro. Provi a pensare se fosse successa la stessa cosa nell’area del Milan, al novantesimo
• Napoli – Frosinone: dodicesimo minuto. Gori dice qualche parola non gradevole a Insigne e l’arbitro lo caccia. Dal che congetturo che la prossima partita di serie A finirà otto contro otto

Dopo Chievo – Frosinone Michele Plastino, il suo maestro, durante Sky Tg 24, esprime un concetto molto semplice: in quarant’anni di giornalismo non ho mai visto tanti errori in una partita, tutti a danno della stessa squadra. Meloccaro alle sue spalle sbianca: lo riguardi, è terrorizzato.

E che il sistema in generale non ci voglia bene lo dimostrano due episodi:
• ci viene impedita la trasferta a Firenze, sulla base di una relazione di Trenitalia, secondo la quale 400 nostri tifosi avrebbero malmenato un capotreno a Termini dopo Frosinone – Lazio. Di questo episodio non esiste, non dico una ripresa video, ma nemmeno un trafiletto, nemmeno sulla newsletter del sindacato dei ferrovieri; in epoca di internet lei non crede che un episodio del genere sarebbe finito in prima pagina, in cronaca locale o quantomeno su youtube?
• dopo che l’universo mondo ci ha incensato come la tifoseria più british d’Italia, i nostri tifosi vanno in trasferta a Napoli. I pullman sono stati bloccati, i tifosi perquisiti, privati delle cinte e poi fotografati uno ad uno. Sì, ha letto bene, fotografati. E’ successo davvero, c’è il video su youtube, in questo caso: si guardi la faccia di una signora sulla sessantina, nota per i suoi precedenti penali per aver messo la cipolla nella amatriciana ed avere sgridato il nipote che aveva esagerato col Pongo, che viene fotosegnalata dalla questura di Napoli. Mi dica se è giusto che 300 cittadini italiani vengano trattati come delinquenti e siano costretti ad entrare allo stadio, per una manifestazione sportiva per la quale hanno pagato il biglietto, al ventesimo (e entrando hanno chiesto ai presenti: ci hanno già espulso uno?)
Poi, guardi la parabola del Carpi. Nel girone d’andata, rigori solari negati, gol regolari annullati, lamentele. Poi, contratto con Mediaset Premium, contratto con Infront: sarà un caso, ma nelle ultime tre partite in casa quattro rigori a favore e quattro giocatori avversari espulsi. Si rilegga le dichiarazioni di Giampaolo a fine partita.

Dubiti.

In un suo intervento, un suo giornalista le ha chiesto la ragione del perché ci siano tre squadre spagnole su quattro finaliste delle coppe europee e lei, senza fare il nome di Eufemiano Fuentes, dice: a me i successi delle squadre spagnole mi fanno venire sempre dei grandi dubbi.
Oddio, allora i dubbi sulla correttezza, sulla lealtà, esistono anche a Sky Sport 24?

Lei ha fatto uno speciale di due giorni sul miracolo Leicester: si ponga il dubbio se in Italia il Leicester avrebbe lottato col Sassuolo per il sesto posto.

Si riguardi gli episodi, di prima mattina, mi raccomando, e dia una soddisfazione al suo maestro, alla sua infinita competenza, al suo entusiasmo e pure a me, che sono abbonato alla sua tv. Faccia uno specialino di due minuti, di trenta secondi.

Poi esprima un dubbio, una perplessità, anche minima, anche un’espressione un po’ ombrosa del viso ci basterebbe.

Sa bene cosa si dice in questi casi: gli episodi arbitrali alla fine della stagione si compensano. Per il Frosinone per compensare quello che abbiamo subito quest’anno, ci vorranno quattro stagioni di episodi a favore, glielo garantisco.

Serie A Tim; il calcio è di chi lo ama.

Ma se c’è una cosa che ho imparato in 364 giorni di A è che il calcio è di chi lo paga.

E come sempre, forza Frosinone

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