A Ferrara mai dire ‘pareggio preventivo’ (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

di GIOVANNI LANZI
Giornalista senza carta

 

 

Nessun calcolo ma al ‘Mazza’ profumo di serie A anche sugli spalti:
settore locale esaurito, per i tifosi canarini 1.200 biglietti
A Ferrara mai dire ‘pareggio preventivo’
Dionisi torna il ‘gancio traino’ del Frosinone.
Marino-Semplici: il siciliano coinvolge di più tutta la rosa

 

Signore e signori, senza badare al ‘pelin’ nell’uovo: il Frosinone è tornato. Nella giornata tutto sommato migliore, quando il Verona si è raccapezzato solo per il rotto della cuffia prendendo un punto a Vercelli, il Benevento ha inchiodato e il Bari è tornato sulla terra rimediando 4 schiaffi a Trapani. Un piccolo capitolo – perché la lingua batte sempre dove il dente duole – lo merita il 4-0 ai danni dei ‘galletti’ del re dei ‘galletti’, vale a dire Stefano Colantuono: i granata di Calori hanno maramaldeggiato in modo semplice, come avrebbe dovuto fare il Frosinone una settimana prima, cioè infilando palloni avvelenati al limite dell’area piccola (due volte, tradotti in gol) e giocando sulla profondità (altre due volte, altri due gol). Il calcio a volte è una cosa semplice. I vizi del Bari si conoscevano tutti, i pregi del Frosinone erano superiori. Però detto questo, Amen. Capitolo chiuso.

 

IL GRIMALDELLO CONTRO I ‘MINESTRARI’ – Adesso c’è la Spal che veleggia. Calma, però. E’ stata importante intanto la risposta sul campo della squadra di Marino: battuto un Vicenza ‘minestraro’ e scorbutico, mettendo a segno tre gol in una partita e regalando anche sprazzi di gran gioco. In tutto questo contesto due ciliegine sulla torta, una è costituita dal ritorno di Adriano Russo e l’altra è ‘one-man-show’ Federico Dionisi: prima tripletta della sua carriera in B e sempre più trascinatore. Valore quindi, più che limite. Un vero grimaldello.

Valore da aggiungere fino alla fine, però. Anche se non può e deve essere solo lui il ‘gancio traino’ di una squadra dotata di eccelse individualità, una squadra che deve imparare a gestire la palla negli ultimi 20-30 metri da grande squadra. E’ il calcio, però. Dove quello che conta è l’equilibrio tra quello che vorresti essere e quello che non dovresti mai essere o che vorresti essere meno. Il Frosinone ha incamerato la prima delle 12 finali. Adesso si continua. Adesso, appunto, c’è la Spal che veleggia.

 

LA FEBBRE DI FERRARA A FROSINONE E’ ABITUDINE – E domenica l’Italia del calcio, con lo stop alla serie A imposto dagli impegni azzurri, non avrà che occhi per questo Spal-Frosinone che in terrà emiliana è inedito. A Ferrara da questo lunedi 20 marzo alle ore 9 è febbre da tifo che ha mandato esauriti a mezzogiorno i tagliandi a disposizione dei tifosi di casa (per quelli canarini sono 1.200). Quanto alla città di Frosinone alla febbre alta è bene abituata da qualche stagione grazie alle imprese ravvicinate dei giallazzurri. Che anche nella disgraziata stagione di A hanno dato esempio in campo e fuori, quello stesso esempio che Pescara, Crotone e Palermo – non solo per il gap differenziale che c’è nella distribuzione dei contributi – non hanno nemmeno sfiorato in questo campionato.

Tornando a cose di casa nostra, Marino ha promesso già nel dopopartita con il Vicenza che, a proposito di febbre alta, con… la giusta dose di antipiretico si va al ‘Mazza’ per fare risultato. Prima contro seconda, il Frosinone dalla sua parte ha il vantaggio della vittoria conquistata all’andata, gli emiliani di Semplici godono quel +2 che è significativo di un momento magico che parte dal ritorno in serie B degli emiliano dopo 23 anni.

 

SFOGLIANDO LE ROSE – Una curiosità lega Pasquale Marino e Leonardo Semplici: entrambi hanno 11 giocatori sopra le 20 presenze. E mentre il tecnico siciliano ha fatto ruotare 16 giocatori oltre le 10, il fiorentino si è fermato a 13. Sul fronte canarino Sammarco, Daniel Ciofani e Soddimo hanno toccato quota 30 presenze. Indispensabili. Il centrocampista anche un po’ oltre il dovuto perché ha perso qualcosa nella sua caratteristica migliore: l’inserimento di ‘rapina’. Su quello emiliano ai margini di quota 30 ci sono 6 giocatori. Semplici ha impiegato finora 18 elementi, Marino qualcosa di più, esattamente 22. E questo stravolge anche il luogo comune che vuole Marino poco propenso a ruotare la sua rosa. Ancora fattori in comune, vediamo.

Krajnc che tra i nuovi arrivi di gennaio, è il giocatore del Frosinone con il maggior numero di presenze: 10. Lo sloveno si è fatto squalificare per non far pesare quella diffida quando tornerà dalla esperienza in nazionale. Sul fronte spallino, tra gli acquisti di gennaio, anche Floccari ha marcato 10 presenze, con 7 gol. Spal-Frosinone non la giocheranno anche il promettentissimo portiere Meret (va ad imparare alle spalle di Buffon e Donnarumma) e il difensore scuola-Torino, Bonifazi convocato da Di Biagio con l’under 21.

 

LA DISTANZA DA TENERE D’OCCHIO – Un occhio attento va dato sempre alla regola del +10 sul quarto posto. La giornata numero 32 inizia sabato con Benevento-Trapani: a quota 48 i sanniti – che vivono il momento più complicato della stagione, non vincono da 5 giornate in cui hanno perso 3 volte e sono sempre più Ciciretti-dipendente – persero all’andata contro una squadra che non aveva vinto mai. E prosegue domenica anche con Verona-Pisa (toscani adesso con l’acqua alla gola per il -3 inflitto che li fa scendere a quota 30 al terz’ultimo posto), completata in zona playoff da Bari-Novara e Carpi-Perugia nelle quali paradossalmente tutte dovrebbero vincere per dare un senso alla loro storia.

Il Carpi che ha urlato contro l’arbitro (lo stesso della partita di Frosinone, a detta del patron Bonacini quasi prevenuto…) della gara con la Spal, perde di botto Lasicky, Struna e Belec convocati in nazionale. Ma Castori sa che per rientrare nel giro deve vincere e quindi fermare a quota 47 i grifoni. A Spal, Frosinone e Verona questo tipo di elastico alle spalle fa anche particolarmente comodo. Ma mai dire pareggio preventivo. A Ferrara si va con la vittoria nella testa.

 

 

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