Il titano Brighenti getta il cuore oltre l’ostacolo (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

 

Guai se provi a dirgli anche per scherzo che la vita del calciatore è tutta rose e fiori. Nicolò Brighenti la vita l’’ha affrontata da titano, senza mai scoraggiarsi di fronte alle avversità. Rialzandosi ogni volta che uno sgambetto galeotto aveva provato a stenderlo. Cosa che fa più o meno regolarmente a Frosinone ogni volta che quella spalla fa le bizze. Anche il  divorzio dal Vicenza, tornando a quei giorni doppiamente bollenti dell’’estate scorsa, non era stato semplice: lui voleva a tutti i costi il Frosinone, un po’’ perché nella vita di un calciatore ci sono anche le vittorie e con il Vicenza l’’avventura non sarebbe stata granché semplice e un po’’ perché avrebbe ritrovato il tecnico Pasquale Marino col quale aveva diviso l’’esperienza in biancorosso. Ma i tifosi del Frosinone quel difensore scattante lo ricorderanno bene anche dai tempi della Lega Pro quando giocava nel Viareggio che a Frosinone venne a strappare un punto.

Il personaggio del giorno è proprio il difensore veronese. Un ragazzo di poche parole che durante questa prima metà della stagione non è passato praticamente mai davanti i taccuini dei cronisti.

E allora è anche interessante scoprire cosa ha trovato a Frosinone nell’’ormai lontano luglio scorso: «Fin dall’’inizio ho notato un gruppo molto affiatato, volenteroso di far bene. Per i pochi nuovi è stato semplice inserirsi. Grazie appunto a chi era già qui che ha scritto la storia di questa società negli anni precedenti».

Il Benevento è alle porte. Quel Benevento che il Frosinone si ritrova alle spalle dopo la disputa dell’ultimo turno. Sfida-clou? Match che vale doppio? Per Brighenti nulla di tutto questo: «E’’ giusto guardare la classifica ma ad oggi è tutto molto provvisorio visto che mancano anche due giornate al termine del girone di andata. Quindi ci sono ancora punti pesanti in palio. Per quanto ci riguarda –- spiega Brighenti – dobbiamo pensare solo a noi stessi: quindi, finire al meglio la prima parte del campionato e poi una volta ripartiti a gennaio cercare di mettere dentro più punti possibili perché da marzo-aprile in poi la classifica inizierà a pesare un po’ di più».

E il campionato di serie B infatti da sempre si decide alle ultime 10 giornate.

Brighenti ha iniziato il suo campionato con la maglia del Frosinone in ampio ritardo: un infortunio alla spalla lo aveva chiamato fuori dall’’esordio in campionato dopo l’’assaggio nella Tim Cup. Ma al rientro ha saputo conquistarsi spazio ed apprezzamenti. Diventando anche una sorta di prezioso jolly. Nonostante proprio quella spalla che non ne vuole sapere di lasciarlo in pace.

«Il problema alla spalla me lo porterò fino al termine della stagione – – dice candidamente Brighenti -. Purtroppo sta uscendo spesso, stiamo facendo il possibile con lo staff sanitario per limitare i problemi. Che evidentemente c’’è e ci debbo convivere. A fine stagione affronterò il problema reale (a Forlì c’’è una struttura specializzata per problemi alla spalla dove probabilmente potrebbe indirizzarsi, ndr). L’’intervento non è da considerare durante il campionato perché i tempi di recupero sono lunghi, se possibile vogliamo evitarlo».

A Trapani si è visto un Frosinone diverso tatticamente parlando? Per Brighenti niente affatto? «Penso che al di là dei numeri che esprimono gli assetti tattici, sia sempre prioritario il nostro atteggiamento. Anche nelle partite precedenti giocavamo con un 4-4-2 nel quale Paganini si abbassava a coprire diventando una sorta di quinto di difesa. Debbo dire che le nostre giocate non cambiano da un modulo all’’altro. Dobbiamo essere sempre pronti a fare quello che chiede il mister a seconda delle circostanze».

E per un difensore delle sue caratteristiche meglio la difesa a tre o a quattro? «Cambia poco perché anche prima ci difendevamo in 5. Non vedo differenze sostanziali».

Più da vicino la sfida con le ‘streghe’ di Baroni. «Partita importante, dipenderà come sempre tanto da noi. Io sono convinto –- dice Brighenti, innalzando il livello di autostima che nel gruppo giallazzurro è comunque elevato –- che se scendiamo in campo con un certo atteggiamento rendiamo la vita difficile a tutte le squadre in questa serie B. Il Benevento arriva benissimo, sarà una partita complessa ma sappiamo che dobbiamo fare del nostro meglio per portare a casa la vittoria per chiudere bene il 2016 al Comunale».

Verona primo e Frosinone secondo accomunate dal problema del mal di… gol, nel senso che la difesa non sempre è stata impeccabile: «Il campionato di serie B è parecchio livellato –- conclude Brighenti – Stiamo sicuramente lavorando sulla fase difensiva, nella rilettura di quei gol che potevano essere evitati, incassati spesso per nostre disattenzioni. E’’ un aspetto da migliorare prima possibile, soprattutto in partite molto equilibrate. In certi situazioni è anche vero che dobbiamo esporci il meno possibile». Con il Benevento sarà proprio una di queste partite…

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