Operazione primato, tutti gli occhi sul Frosinone

Giovanni Lanzi

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

Operazione primato. Ma è bene tenere l’’occhio vigile, fari e retrofari accesi. Il profilo ‘greco’ del primo posto a portata di vittoria ma anche muovere la classifica sarebbe comunque importantissimo. Il terreno infatti è disseminato di trappole anche sotto il profilo psicologico perché, ben oltre quello che ha dichiarato Marino in conferenza stampa (leggi qui), il Frosinone è partito per Novara da terzo assoluto per effetto del 5-1 del Cittadella al Verona venerdi sera e c’’è arrivato in compagnia del Benevento, tracimante sui resti del Brescia.

Domenica pomeriggio (ore 17.30) al ‘Piola’ di Novara però, esattamente come dice il tecnico giallazzurro, sarà decisivo il solito uomo in più, l’’approccio alla gara: con una fava possono prendere tre piccioni, scavalcare il Cittadella, agguantare il Verona e il trespolo della serie B. Calma e gesso però. La serie B di sempre e il Verona docet: non sono ammessi cali di tensione e quello che hai fatto un attimo prima va subito archiviato. Distanza a parte, la sfida all’’undici di Boscaglia non sarà una passeggiata di salute.

 

COME CI ARRIVANO
Gli azzurri, guarda un po’’ il caso, hanno trangugiato un bicchierone di Gerovital appena una settimana fa al ‘Bentegodi’ e vorrebbero bissare l’’esperienza per rivitalizzare anche un ambiente che si è abbastanza incupito prima dell’’exploit di sette giorni fa. Il campionato dei piemontesi ha avuto uno scossone proprio alla 14.a giornata. E lontano da casa, zona offlimits per i ragazzi di Boscaglia che hanno praticamente costruito gran parte dei 17 punti in classifica sul proprio campo, un sintetico con tante trappole. E così dopo 6 sconfitte di fila è arrivato infatti il botto. Tra le mura amiche solo un passo falso contro la Spal.

Difesa non proprio ermetica (i gol gol presi a Terni gridano vendetta al cospetto di Dio) ed oggi mancherà l’’esperto centrale Troest (rilevato da Mantovani), punto fermo del pacchetto arretrato. Quanto ai canarini, la traiettoria di arrivo all’’ennesima coda domenicale (evidentemente il Frosinone ha un certo ‘appeal’ anche nella giornata santificata per la serie A) la conoscono anche i sassi: 7 giornate abbastanza anonime, altre 7 giornate da leoni affamati. Mai crogiolarsi al sole però, anche perché non è proprio questa la stagione indicata.

 

TATTICAMENTE PARLANDO
Boscaglia non ha un preciso punto di riferimento tattico. Nel Trapani il 4-3-3 era il suo cavallo di battaglia, poi tra Brescia e Novara si è modellato alla bisogna. La base di partenza contro i canarini aveva portato ad ipotizzare l’’utilizzo di un 4-3-1-2 con l’’ex Sansone spalla del bulgaro Galabinov, tornato ad accendersi a Verona dopo 77 giorni di black-out. Ma Boscaglia si divide tra il 3-5-2 (con Dickmann e Calderoni alti) e il 4-4-2. Osservato speciale il centrocampista Faragò (Corvino lo ha puntato, lui sogna l’’Inter) impiegato probabilmente da interno dalla parte di Sammarco, con Casarini ad incrociare le lame con Gori che avrà anche il compito di andare a tamponare l’’ariete Galabinov sulla prima palla.

All’’assenza pesante nelle file dei piemontesi farà da contrappeso sul fronte giallazzurro la defezione di Daniel Ciofani, tornato ad allenarsi solo all’’antivigilia della gara. Difficile ipotizzare che Marino schieri l’’attaccante di Cerchio senza allenamenti nelle gambe ma soprattutto con la spada di Damocle di un riacutizzarsi del problema alla caviglia. Sarà la volta di Cocco, una grande occasione per la punta sarda. Ma non l’’ultima chance per lui. Per il resto Mazzotta potrebbe rilevare Crivello sull’’out basso di sinistra. In mezzo alla difesa il rientro di Ariaudo non dovrebbe lasciar fuori Pryyma vista la presenza di Galabinov, con possibile spostamento di Brighenti a destra per dare un turno di riposo all’’ottimo Matteo Ciofani.

 

SICILIANI CONTRO
Roberto Boscaglia è di Gela, Pasquale Marino è di Marsala. Il primo è stato il ‘vate’ del Trapani dal 2009 al 2015 e solo da due stagioni ha varcato i confini della Sicilia per allenare. Il secondo vanta una maggiore esperienza, anche nella massima serie. Ci sono due curiosità che li legano: Boscaglia ha allenato l’’Akragas dove Marino in epoca antecedente ha militato da calciatore; e poi la scorsa stagione Boscaglia alla guida del Brescia nel mese di dicembre vinse 2-1 sul campo del Vicenza guidato dall’’attuale tecnico giallazzurro, poi esonerato a marzo 2016. Entrambi saliti alla ribalta dopo una lunga gavetta, puntano su una concezione del calcio in cui al primo posto c’è il gioco e, soprattutto, su un collettivo che si esprima in modo armonico, senza improvvisazione.

 

LA GIORNATA
Detto del Benevento, poker al Brescia anche grazie ad una doppia espulsione ai danni delle rondinelle e ad un presunto rigore negato a Caracciolo sull’’1-0, la giornata ha visto resuscitare la Ternana ed Avellino al punto di non ritorno: gli umbri hanno battuto 3-0 l’’Entella grazie ad una rete di Palombi ed una doppietta di Avenatti e salgono a 15 punti, gli irpini senza Toscano in panchina colpito da una colica renale hanno regolato 1-0 in casa un Pisa in disarmo, gol dell’’uomo simbolo, il capitano D’’Angelo.

Sprofonda il Carpi a Bari dove Colantuono vince la sua prima partita, reti di Basha e di Fedele che stavolta infila la porta giusta. Il Latina non va oltre l’’1-1 interno con la Salernitana che gioca i 15’ finali, un eurogol di Sciaudone permette allo Spezia di battere in casa il Cesena che resta penultimo mentre una zampata di Raicevic evita la sconfitta del Vicenza a Vercelli (1-1). Oggi oltre a Novara-Frosinone anche Ascoli-Perugia al ‘Del Duca’ ma vista l’’inagibilità dell’’impianto si giocherà a porte chiuse.

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