Quando il gioco si fa duro il Frosinone comincia a giocare

Allo “Stirpe” la semifinale d’andata contro la matricola terribile Pordenone che si è piazzata al quarto posto. Il tecnico Alessandro Nesta punta sul dna della squadra giallazzurra che sa esaltarsi nelle partite decisive.

Alessandro Salines
Alessandro Salines

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La sofferta qualificazione ai playoff aveva candidato il Frosinone a mina vagante del torneo post-campionato. La rocambolesca vittoria a Cittadella nel turno preliminare ha sancito l’elezione della banda-Nesta a grande outsider di questi playoff giunti al penultimo atto.

E così domani sera alle 21 allo “Stirpe” nella semifinale d’andata contro il Pordenone i giallazzurri cercheranno di stupire ancora, tornando alla vittoria in casa che manca da oltre un mese (3 luglio, 2-1 allo Spezia) e soprattutto avvicinandosi alla doppia finale del 16 e 20 agosto. 

Il guizzo vincente ed inaspettato

CITTADELLA-FROSINONE IL RIGORE

Il Frosinone era tutt’altro che favorito alla vigilia della sfida del “Tombolato”. I 7 punti in 10 gare dopo il lockdown, lo scivolone in classifica (dalla terza e all’ottava piazza), il pass per i playoff strappato solo grazie all’avulsa e lo svantaggio dell’ottavo posto suonavano come una condanna. Ancor di più dopo il doppio svantaggio maturato al 45’.

Ed invece i canarini hanno trovato il guizzo vincente, superando i veneti ai tempi supplementari ed in rimonta. Ed ora non vogliono fermarsi più. Il sogno-promozione non è più proibito. L’obiettivo d’inizio stagione è ancora nel mirino malgrado tutto.

Sicuramente in precedenza le altre avversarie ci guardavano diversamente – osserva Nesta in conferenza stampa – Non stavamo attraversando un buon periodo. Per cui la partita di Cittadella, anche agli occhi degli altri ha fatto vedere qualcosa di diverso in questo Frosinone”.

Serve almeno una vittoria

Alessandro Nesta. Foto © Mario Salati

Rispetto al turno preliminare, la semifinale si giocherà in due gare. Il Frosinone dovrà vincere almeno una volta. Potrà perdere anche l’altra partita ma con una differenza reti inferiore. In caso di parità assoluta tra andata e ritorno anche dopo i supplementari andrebbe in finale il Pordenone in virtù del miglior piazzamento in campionato (quarto contro ottavo posto).

Insomma bisognerà ragionare sui 180′ ma senza troppi calcoli. Calcoli che invece potrebbero fare i friuliani che con due pareggi conquisterebbero la finale.

L’ideale per il Frosinone sarebbe vincere domani con più di un gol di scarto per giocarsi il ritorno con maggiore tranquillità. Ma tra il dire ed il fare c’è sempre di mezzo il mare. 

Una matricola terribile

FROSINONE-PORDENONE

Il Pordenone è stata la vera rivelazione del campionato. Promossa per prima volta in serie B, è stata per lunghi tratti in testa al torneo ed in zona promozione diretta.

All’esordio lo scorso 26 agosto aveva battuto proprio il Frosinone per 3-0. Ha chiuso al quarto posto a quota 58 ma ha pagato dazio al post-lockdown con 13 punti in 10 gare. Solo 3 nelle ultime 5 e non vince dal 10 luglio (1-0 al Pisa). Meglio in casa con 38 punti (terzo score dietro le promosse Crotone e Benevento) mentre in trasferta ne ha conquistati 20.

E’ una squadra robusta ed aggressiva ben guidata da un allenatore esperto come Attilio Tesser. La qualificazione ai playoff rappresenta un grande risultato che ha regalato tanto entusiasmo. La formazione neroverde è un bel mix di giovani e “senatori”. Tra gli elementi di spicco Pobega, mezzala scuola Milan, che in due gare ha segnato 3 reti al Frosinone. Il miglior realizzatore è Strizzolo con 8 gol ma allo “Stirpe” non ci sarà. 

Il tecnico Attilio Tesser suona la carica. “L’atmosfera è sicuramente positiva, è quella di una squadra che ha raggiunto un risultato straordinario. Ma ora faremo di tutto per migliorarlo ulteriormente  – dice il trainer nell’intervista sul sito pordenonecalcio.comEntusiasmo e  concentrazione devono prendere il posto dell’emozione. Non dobbiamo fare calcoli, giochiamola al meglio delle nostre possibilità per non  avere rimpianti. Sarà fondamentale avere equilibrio, dovremo sbagliare poco o niente”. 

Per Dionisi un’avversaria ostica 

DIONISI

Come ha dimostrato la stagione regolare il Frosinone ha sofferto il Pordenone. All’andata sconfitta netta, al ritorno pareggio 2-2 allo “Stirpe”.

Il Frosinone ha fatto tesoro delle due gare giocate contro il Pordenone? “Potrò rispondere dopo le due semifinali. Sicuramente il Pordenone ci ha messo in difficoltà, togliendo però la gara d’esordio dove non eravamo in condizione – sostiene Nesta – Nella gara di ritorno ci ha creato problemi anche in un momento buono nostro. E’ una squadra che ha molta fisicità, è forte ed ha un grande spirito”.

I playoff comunque sono un’altra storia e giocando a porte chiuse si annullerà anche il fattore campo. Il Pordenone tra l’altro si è sempre esibito in esilio (Udine e Trieste) in quanto lo stadio “Tognon” non è a norma. Con il pubblico invece il Frosinone avrebbe avuto qualcosa in più.

Al “Tombolato” di tutto e di più

CITTADELLA-FROSINONE

La sfida di Cittadella ha mostrato il peggio e il meglio del Frosinone. Impatto sbagliato sulla gara, un tempo praticamente regalato e i soliti errori difensivi che hanno contraddistinto la ripresa dopo lo stop.

Ma dopo la rete di Salvi il Frosinone ha saputo ritrovarsi tirando fuori cuore, orgoglio, concentrazione e giocate d’alta scuola. E soprattutto ha segnato 3 gol, cosa che non gli capitava dal 30 novembre dell’anno scorso (4-0 all’Empoli).

Ormai i calcoli non si fanno – aggiunge il trainer – Abbiamo visto piuttosto che sono gli episodi a fare la differenza. A Cittadella siamo partiti con una squadra più attendista e difensiva ed abbiamo preso subito due gol. Dopo ne abbiamo fatti tre. Che significa? Che magari elabori una strategia e poi lo svolgimento della partita te la cambia”.

Questione di dna

PORDENONE-FROSINONE

E’ innegabile che il Frosinone è una squadra che sa esaltarsi nelle difficoltà. Quando è con l’acqua alla gola riesce a trovare qualcosa a cui aggrapparsi. Questo finale di stagione è la dimostrazione. Prima col Pisa e poi col Cittadella è stato ad un passo dal baratro ma è riuscito a cavarsela in extremis tirando fuori classe e orgoglio. Come si dice in gergo sa “sporcarsi”.

Alessandro Nesta riconosce questo aspetto e si è fatto un’idea precisa: “Storicamente il Frosinone in questo tipo di partite riesce a tirare fuori il meglio di sé – afferma l’allenatore giallazzurro – E’ il dna di questa squadra e della società. Negli anni i giocatori sono cambiati come anche gli allenatori però le partite complicate nelle quali il Frosinone ha saputo rialzarsi sono scritte nella storia di questo club. Non chiedetemi perché, probabilmente è tutto racchiuso nel dna della società”.

Un dna che potrebbe fare la differenza anche nella doppia sfida contro il Pordenone. 

Ciano prenota un’altra magia

CAMILLO CIANO

La formazione giallazzurra si presenterà col consueto 3-5-2 che a seconda dei movimenti di Rohden può trasformarsi in 3-4-1-2. E se servisse Nesta ha dimostrato di poter ridisegnare l’assetto con il 4-3-3.

In avvio comunque dovrebbero giocare Bardi tra i pali con il trio di sentinelle formato da Brighenti, Ariaudo e Krajnc. A centrocampo il trio Rohden, Maiello ed Haas. Sulle fasce si va verso la conferma di Paganini e Salvi ma non sono da escludere le opzioni Zampano e Beghetto. In attacco nuova staffetta Dionisi-Ciano. Dovrebbe partire titolare il fantasista campano, match-winner a Cittadella e pronto a regalare altre magie. Dionisi tra l’altro è diffidato e tornerà utile in corso d’opera. Punto fermo invece il centravanti Novakovich in forte crescita.

Non mancano i problemi. Out D’Elia. Non dovrebbero farcela nemmeno Capuano e Gori. Durante la gara potrebbe trovare spazio Tabanelli andato in panchina nelle ultime due partite. 

In questi giorni Nesta e il suo staff hanno lavorato soprattutto per cercare di ricaricare le pile ad una squadra che ha speso tutto e di più nella sfida di Cittadella durata la bellezza di 123 minuti. “Adesso conta tutto e niente – spiega Nesta – Sono gli episodi ad essere decisivi. Bisogna portare la squadra fino all’ultimo minuto con una gamba buona e poi a fare la differenza nelle diverse fasi di gioco è la concentrazione. In questo momento si vedono tanti errori. La squadra che ne farà meno credo che possa avere dei vantaggi”. 

Le scelte di Tesser

ATTILIO TESSER

Assenze importanti nel Pordenone che dovrà fare a meno dei due centrali difensivi Barison (a segno nella gara d’andata) e Bassoli e dell’attaccante Strizzolo. Tutti e tre alle prese con infortuni. Recupera il terzino sinistro De Agostini.

Il tecnico Attilio Tesser riproporrà il modulo sarà il 4-3-1-2. Davanti al portiere Di Gregorio, una linea composta da Almici, Stefani (uno degli ex insieme a Semenzato), Camporese e Gasbarro. A centrocampo Burrai è il play con Misuraca e Pobega. Sulla trequarti l’esperto Gavazzi dietro le punte Ciurria e Bocalon. Ma in attacco c’è anche l’ipotesi-Candellone. 

“Abbiamo recuperato De Agostini ed è importante averlo con noi – sottolinea Tesser – Non ci saranno invece Strizzolo, Barison e Bassoli. Per la formazione ho qualche dubbio che scioglierò prima del match. Affrontiamo una squadra partita tra le favorite di inizio stagione. Hanno grandissima qualità ed esperienza, con ulteriore entusiasmo dato dalla vittoria in rimonta sul Cittadella. Hanno trovato una buona quadratura. I due precedenti ci danno fiducia tuttavia ogni gara fa storia a sé”.