Stirpe: “Gucher ingrato, prima mi abbraccia e poi sbatte la porta”

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

Il presidente parla di mercato: “Fatte operazioni mirate, alzato il tasso di qualità. Pavlovic? Solo rumors”
Stirpe: “Gucher ingrato, prima mi abbraccia e poi sbatte la porta”
Tutta la storia di un addio traumatico: “Trattato come un figlio. Io non scrivo su facebook, ci metto la faccia”

 

Spazio anche al calcio nella conferenza stampa del presidente Maurizio Stirpe. Spazio al Frosinone che riparte in campionato da Chiavari, al mercato già in cassaforte e a quello in movimento. Spazio al mercato. In entrata ed in uscita. Con il caso-Gucher che ha avuto una trattazione particolareggiata da parte di Stirpe.

 

SARA’ UN GIRONE DIVERSO
«Inizia il girone di ritorno. Io non dico che sarà completamente diverso dal’’andata – spiega Stirpe -. Piuttosto, come l’andata ha avuto i suoi problemi, così il ritorno presenterà delle difficoltà per tutti. Il Frosinone nelle prime 12 partite ne giocherà 7 fuori e 5 in casa. Al Comunale con avversari come Verona e Carpi. Un derby in trasferta. Abbiamo partite lontano dal Comunale anche abbastanza difficili con trasferta a Bari, Perugia, Pisa, Ferrara e domani a Chiavari. La serie B è particolare, quella di sempre: dovremo farci trovare pronti a fine marzo per sprintare tra aprile e maggio, nelle ultime 10 giornate. Come dissi ad inizio stagione, il Frosinone doveva stabilizzarsi nella parte sinistra della classifica, stazionare nelle posizioni alte della stessa. Lo abbiamo fatto. E ora dobbiamo continuare su questa strada».

 

IL MERCATO SCIENTIFICO
Il tasto del mercato è a portata di mano. Il Frosinone si è mosso in maniera scientifica. Mosse che hanno evitato di entrare nel vortice delle trattative. «Abbiamo operato sul mercato secondo una logica ben precisa. Il girone di andata ha fatto emergere un problema: la panchina corta. Avevamo delle alternative, tra quelle interne e quelle arrivate dal mercato estivo, che non sono state capaci di dare la stessa qualità ogni qualvolta erano state chiamate in campo. E questo ci ha obbligato ad abbassare il tasso di qualità. Prendiamo ad esempio la partita con la Salernitana, dove alle assenze si sono aggiunti due infortuni pesantissimi: tutto ciò ci ha portato al risultato negativo. Ci siamo detti: allunghiamo questa panchina e cerchiamo di creare competitività in tutti i settori».

Esattamente come è stato fatto: «Siamo andati a rinforzare la difesa. A proposito non dovete mai dimenticare che noi abbiamo Brighenti che non è al meglio in quel reparto. Quindi abbiamo rinforzato il centrocampo sugli esterni perché venendo meno Paganini, che speriamo di riavere i primi giorni di aprile, volevamo uno in grado di fare un lavoro simile. Abbiamo preso Maiello perché in precedenza per noi come avere tre centrocampisti su quattro perché uno non giocava mai. E per finire è arrivato un attaccante, Mokulu, perché non eravamo soddisfatti di Cocco. La logica – continua Stirpe – è stata sempre questa: complementarità con quello che è il gruppo e correzioni nei ruoli».

 

GUCHER E LE CAZZ… FESSERIE
Stirpe ha dettagliato le uscite. «Di Cocco ho detto che non eravamo soddisfatti. Lo stesso dicasi per Gucher. – e qui il patron va giù in maniera dura e dettagliata perché si è come sentito tradito – Ma per lui è doveroso aggiungere dell’altro. Dico subito che qui a Frosinone, da questa società, dal sottoscritto è stato trattato come un figlio. Lo scorso anno, quando Stellone non lo faceva giocare gli fu chiesto di rinnovare, cosa ripetuta a giugno e nell’agosto 2016, gli è stato chiesto di rispondere a fine ottobre. Non ci ha mai risposto. A dicembre è stato chiamato il suo procuratore al quale abbiamo detto: visto che non ci hai risposto mai andiamo a cercare un altro giocatore per quel ruolo. Aggiungo di più: Gucher aveva una situazione contrattuale di premi che erano legati anche alla sua partenza. Mi spiego: una sua partenza, onerosa per la squadra che lo avrebbe preso, ci avrebbe permesso di corrispondergli i premi. L’Avellino propose il prestito di 6 mesi pagandolo 150mila euro al Frosinone oppure, oppure 450 mila euro al Frosinone se il giocatore avesse firmato un contratto pluriennale. Lui ha rifiutato. Rispedendo al mittente anche le offerte di Carpi, Pisa e Ternana (leggi il nostro articolo del 12 gennaio scorso). Abbiamo detto al giocatore: vuoi andare a Vicenza, una società che si è comportata in maniera scorretta parlando con il procuratore senza fare mai una telefonata? Bene, lasci tutto e vai a Vicenza. Questa è la storia. Non ritengo di essermi comportato in maniera scorretta, non ritengo di aver mai detto a qualcuno ‘o mangi questa minestra o ti butti dalla finestra’. Se qualcuno ha ricevuto un’azione scorretta è il Frosinone. Non scrivo lettere su facebook e non scrivo cazzate soprattutto. Io – Stirpe è un fiume in piena come non lo era da tempo –- ci metto sempre la faccia. Benché mi dispiace che la vicenda sia andata a fine così, ho ritenuto opportuno chiarirla a voi ed alla squadra. Secondo me qui nessuno è un eroe. Ma quando uno esce dopo aver abbracciato i dirigenti e sbatte la porta, questa è una cosa che mi dà fastidio. Non ho mai detto nulla di certi particolari con i giocatori in 13 anni ma questa l’ho voluta raccontare».

 

IL PROBLEMA BERTONCINI
Quanto a Bertoncini, interviene Salvini: «Ho appuntamento con lui, vediamo che soluzione si propone». Prosegue Stirpe: «A Bertoncini è stato proposto il Trapani, era fuori lista da luglio. Ci sono varie società di Lega Pro ma non vuole accettare. Ma se un giocatore non ha gradimento tecnico dell’allenatore noi ci adoperiamo per trovare soluzioni. Senza falsità. Ma ripeto: qui non ci sono eroi. Nemmeno il presidente. Lo sono solo i tifosi che tengono in piedi tutto».

 

COJOCARU O NO?
C’è spazio anche per l’operazione del portiere: «Stiamo provando a tesserare un portiere under (il rumeno Cojocaru, ndr) per avere un posto libero nella lista over. A questo punto l’ultimo giocatore sacrificato sarà Churko (se non si trova una soluzione, rischia di andare fuorirosa) perché in questo nuovo schema non rientra. Mi dispiace perché credo che abbia dei numeri in prospettiva. Queste sono le operazioni. Poi da oggi a fine mese vedremo. Mai dire mai anche se possiamo dire di stare bene come stiamo».

 

L’AFFARE PAVLOVIC
Ecco l’affare-Pavlovic (leggi articolo del 4 gennaio e quello del 19 gennaio), ritorno legato alla partenza di Crivello per Avellino: «Sono rumors – sorride Stirpe -. Perché Pavlovic non trova spazio alla Samp ed allora dove va? Al Frosinone… E chi gli fa spazio? Crivello… Sono solo rumors. Ma se volete sapere la verità non c’è niente. Non mi sembra che Pavlovic abbia detto di voler venire a Frosinone e che Crivello abbia detto di voler andare ad Avellino. Diciamo ipotesi suggestiva. Pavlovic non lo sento da luglio, Crivello l’ho appena incontrato ma non mi ha detto nulla».

E’ la volta ancora della posizione riguardante il portiere rumeno Cojocaru del Crotone in prestito dallo Steaua di Bucarest. Una situazione un po’ ingarbugliata che vede al centro il giocatore ed il club pitagorico, con il Frosinone in posizione di attesa: «Non lo possiamo prendere a titolo definitivo perché il ragazzo è in prestito con diritto di riscatto dallo Steaua da esercitare da parte del Crotone entro il 31 maggio. Se i calabresi esercitano il diritto diventa un giocatore loro, altrimenti saremmo liberi di trattare con lo Steaua. Aspettiamo di definire la pratica. Il Crotone ci ha dato il nullaosta ma ancora non riesce a chiarire come fare questo trasferimento. E’ un ragazzo sul quale puntiamo. Se continuano a permanere dei problemi chiamerò il presidente Vrenna. E comunque se non dovesse andare in porta abbiamo già le alternative».

Infine le condizioni di Paganini, sulle quali Stirpe chiede a Salvini di relazionare: «Un intervento come quello al quale si è sottoposto Luca – dice il dg – porta ad un recupero non inferiore ai 4 mesi e mezzo. Però il ragazzo ha bruciato le tappe, è in vantaggio di quasi un mese rispetto alla tabella di marcia. L’idea di vederlo in campo prima della fine della stagione e da protagonista c’è tutta». Anche perché a Paganini, come ribadito da Stirpe, il posto nella lista over è stato conservato. Un attestato di stima nei confronti di un ragazzo che con il Frosinone ha un rapporto di simbiosi. Al contrario del suo ex compagno di squadra Gucher che Stirpe ha praticamente ‘benedetto’ in live.

 

Leggi qui il punto sul nuovo stadio Benito Stirpe
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