Navette elettriche ogni 20 minuti dai parcheggi sotto la Provincia, il parco San Francesco come porta d’ingresso alternativa, il BRT come colonna portante. Ma il convitato di pietra resta l’ascensore inclinato che non ha mai funzionato. E senza un cambio di mentalità dei cittadini, il progetto rischia di restare incompiuto.
Mastrangeli
In un’intervista a Ciociaria Oggi, raccolta dal giornalista Pietro Pagliarella, il sindaco di Frosinone rivendica l’uscita dal piano di riequilibrio finanziario e il blocco delle aliquote comunali, rispondendo indirettamente alle polemiche delle ultime settimane. Ed è proprio nel contrasto tra questa narrazione di stabilità e la cronaca parallela di un Consiglio comunale incapace persino di eleggere un presidente che si misura la vera cifra politica del momento.
Mario Abbruzzese, Segretario Organizzativo Regionale della Lega per il Lazio e primo dei non eletti al Parlamento Europeo per il Carroccio nell’Italia Centrale, risponde a tutto: la crisi di Frosinone, l’assenza alla convention di Ciacciarelli, Vannacci, il centrodestra provinciale e il futuro di Di Stefano alla Provincia.
Alla cena dell’ANCE a Sora il sindaco del capoluogo pronuncia la frase che vale più di qualsiasi comizio. Quattro anni di cantieri invece che di politica. Il conto è arrivato: una maggioranza che non riesce ad eleggere il suo Presidente. Ma mentre l’Aula si incarta, lui accende il motore del BRT. E il centrosinistra regala tensioni tafazziane come sempre.
La maggioranza di Riccardo Mastrangeli si avvita sulla presidenza del Consiglio comunale: due blocchi contrapposti, veti incrociati e nessun candidato capace di raggiungere i 17 voti. Ora il sindaco ha una sola vera mossa: dimettersi.
Identità Frusinate sfiducia Sulli, ma Sulli non si dimette. Ferrara e Crescenzi sembrano costruirgli un nuovo asse. Il Comma 22 di Heller applicato alla politica di Frosinone. E i 17 voti per il presidente del Consiglio — già introvabili prima — adesso sembrano un miraggio.
«Non dispongo di consiglieri comunali a mio sostegno»: è questa la frase del comunicato di Sulli che vale più di ogni altra. Un assessore politico senza lista è un’anomalia. Mastrangeli deve decidere se tenerlo — cercando copertura nel Gruppo Misto — o sostituirlo come chiede Identità Frusinate. A undici mesi dal voto ogni mossa vale doppio.
Mentre Identità Frusinate chiede di sostituire l’assessore Sulli con Di Trocchio, il vertice di maggioranza dell’altra sera ha certificato l’immobilismo. Il voto segreto alla Camera sulle preferenze (Governo battuto per un solo voto) è un avvertimento preciso per Palazzo Munari: i “consiglieri lupara” esistono anche a Frosinone.
Con una PEC delle 12:15 di oggi, Marco Ferrara e Sergio Crescenzi escono da Identità Frusinate e si collocano nel Gruppo Misto sotto il sub-contrassegno «Mani Libere». La maggioranza si assottiglia ancora. Il nome scelto è già un programma politico.
Fratelli d’Italia pone il veto su Ferrara. Identità Frusinate si dissocia dai propri consiglieri. Renzi chiede un vertice urgente. Alviani non vota per il suo stesso capogruppo. E la presidenza del Consiglio, da fatto istituzionale, è diventata il termometro più impietoso della crisi della coalizione.
Il Governance Poll 2026 mette Mastrangeli al 77° posto con il 49%. Un calo reale in una maggioranza sfilacciata. Eppure il centrosinistra non approfitta: nessuna strategia, nessun candidato, nessuna narrazione. La porta è spalancata, ma gli attaccanti preferiscono il passaggio all’indietro.
Il Sole 24 Ore ha pubblicato la classifica annuale sul gradimento dei sindaci italiani. Frosinone è al 78° posto su 92: meno di un cittadino su due rielieggerebbe Mastrangeli. Un anno fa era al 28°, con il 56%. Il sindaco non si allarma: «Ogni trasformazione comporta sacrifici temporanei». Ma il sondaggio dice qualcosa di più sottile di un calo di consenso
Il “salotto buono”, il cuore pulsante del commercio, di Frosinone cambia look con un intervento di riqualificazione che riguarderà aiuole, fioriere ed arredi urbani per oltre un chilometro. Saranno piantate 825 esemplari di Phillyrea sempreverdi. L’obiettivo del Comune sarà di rendere la strada più bella e attraente puntando sui dettagli che fanno la differenza. Dal punto di vista politico Mastrangeli mette un tassello nella lunga campagna elettorale in un momento in cui si parla tanto di decoro e qualità della vita
Vannacci sorpassa Salvini. E la Lega riparte dai sindaci: Mastrangeli entra nella cabina di regia nazionale. Il sorpasso di Futuro Nazionale costringe il Carroccio a cambiare strategia. Durigon punta sugli amministratori locali e chiama Mastrangeli nel nuovo Tavolo dei Territori: una scelta che vale tanto per il Partito quanto per il sindaco di Frosinone.
Il Partito Democratico di Frosinone alza il livello dell’opposizione sulla mobilità: Stefano Pizzutelli incalza l’amministrazione Mastrangeli sui ritardi dei cantieri, De Matthaeis, Kambo e Sacra Famiglia. Ma il nuovo protagonismo del circolo si scontra con le divisioni interne e con il nodo del candidato sindaco per le Comunali.
Il duro documento di Forza Italia segna una nuova rottura con Riccardo Mastrangeli. Gli azzurri dichiarano conclusa l’esperienza del centrodestra che vinse nel 2022 e iniziano a posizionarsi in vista delle comunali del 2027.
Nella lunga intervista-manifesto rilasciata ad Alessioporcu.it, Riccardo Mastrangeli rivendica opere, coerenza e autonomia politica. Nessuna resa dei conti, porte aperte agli ex alleati e un messaggio chiaro: nel 2027 chiederà di essere giudicato per la città realizzata, non per le polemiche.
A un anno dalle elezioni comunali, il sindaco di Frosinone ripercorre successi, tensioni e critiche del mandato. Dai cantieri alla coalizione, dal rapporto con Ottaviani alle sfide del 2027, rivendica risultati e visione della città.
Due ore in televisione, nessuna invasione di campo dichiarata, nessun nome ufficiale. Eppure l’assessore regionale Giancarlo Righini ha disegnato con precisione chirurgica la mappa del futuro politico della Ciociaria: deleghe provinciali inutili, tre nomi per la Presidenza della Provincia, Mastrangeli blindato ma con una porta socchiusa. Chi sapeva dove mettere l’orecchio ha sentito tutto.
Sul Rendiconto non ci saranno sorprese. E Mastrangeli sarà il candidato sindaco. Quanto interessa ai cittadini delle attuali beghe politiche. E qual è il vero nervo scoperto per Mastrangeli.
























