Se Acea esce dalla porta e rientra dalla finestra

Come voteranno i sindaci sull’ipotesi di risoluzione del contratto con Acea? Le controdeduzioni saranno analizzate soltanto dal punto di vista tecnico o ci saranno implicazioni politiche?

Il fronte del centrodestra non avrà dubbi: rottura con Acea su tutti fronti, con i sindaci Nicola Ottaviani (Frosinone), Carlo Maria D’Alessandro (Cassino) e Roberto Caligiore (Ceccano) pronti a guidare l’ultimo assalto al gestore; Roberto De Donatis (Sora) non è organico al centrodestra ma la posizione potrebbe non essere molto differente.

Il centrosinistra sarà ancora una volta impegnato a trovare una sintesi unitaria, in mancanza della quale non potrà elaborare alcuna strategia.

Però il punto in realtà è un solo: Acea ha ragione oppure torto? Perché nel primo caso bisognerà mettersi a tavolino e fare i conti di quanto costerebbe ai cittadini (pagano sempre loro) la risoluzione della convenzione. In quanto tempo si potrebbe arrivare alla fuoriuscita del gestore.

Ma poi sarebbe necessario fare una nuova gara, alla quale Acea (uno dei maggiori colossi europei nel settore) parteciperà. Se dovesse vincere si concretizzerebbe il “suicidio “ perfetto: la società incasserebbe diversi soldi per l’uscita e poi tornerebbe in sella.
Mentre intanto gli utenti, alle prese già con il pagamento del conguaglio di 75 milioni di euro, dovranno fare i conti con due prossime stangate: 53 milioni di conguaglio riconosciuti dall’Autorità per l’energia e altri 77 chiesti da Acea (se va bene e viene data per buona la proposta della Sto siamo comunque a 34 milioni di conguaglio).

Così, mentre i sindaci continuano a fare la “guerra” e dividersi fra loro, la gente normale paga. Quando questo aspetto verrà analizzato seriamente da chi è stato eletto per cercare di tutelare le istanze dei cittadini?

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