Il ricorso di Acea è inammissibile: la tariffa dell’acqua non aumenta

Il Tar boccia il ricorso di Acea. Lo dichiara 'inammissibile'. Confermati così tutti i no pronunciati dai sindaci quando hanno approvato la nuova tariffa dell'acqua. Solo venti Comuni si sono presentati di fronte al Tribunale. Ecco chi sono.

Il ricorso di Acea è inammissibile. La tariffa dell’acqua resta quella approvata dai sindaci il 13 dicembre del 2016.

I giudici hanno confermato i no pronunciati quel giorno dai sindaci riuniti in assemblea nel palazzo della Provincia: no agli aumenti legati ai maggiori corsi che Acea dice di avere sostenuto, no agli aumenti con cui compensare le bollette non pagate dai morosi, no allo sconto delle penali milionarie che sono state applicate dai sindaci ad Acea. (leggi qui Acea: Si alla rescissione e alle nuove tariffe)

Lo ha stabilito il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio. Ha respinto il ricorso di Acea che chiedeva l’annullamento della deliberazione numero 6 dell’Assemblea dei sindaci e di tutta una serie di atti ad essa collegati.

 

 

ATTO ENDOPROCEDIMENTALE

I giudici hanno stabilito che l’atto impugnato da Acea è ‘endoprocedimentale’.

Cosa significa: è il risultato di una serie di altri atti; un po’ come accade quando ci rilasciano la licenza edilizia ed è il risultato degli atti compiuti dalla Asl, dall’ufficio tecnico, dal genio civile e tanti altri. Nel caso della tariffa – dice il Tar – è la stessa cosa perché la Deliberazione n°6 è il risultato degli atti compiuti dai sindaci, da Acea, dalla Segreteria tecnica, dall’autorità per le tariffe.

E gli atti endoprocedimentali  possono essere impugnati solo in particolari casi. Il Tar ha ritenuto che non ricorressero le condizioni per cui Acea potesse procedere.

Per quanto riguarda invece tutti gli altri atti impugnati, il Tar ha stabilito che sono già stati esaminati. Da chi e perché? Acea li aveva impugnati con un precedente ricorso giurisdizionale. E per legge, in Italia, uno stesso caso non può essere esaminato due volte dallo stesso tribunale.

 

PERCHE’ I NO

I sindaci avevano detto no agli aumenti chiesti da Acea per una serie di motivi. I maggiori costi indicati dal gestore: per l’assemblea dei sindaci erano esagerati, in alcuni casi non erano motivati.

Il no agli aumenti con cui compensare le bollette non pagate dai morosi era stato deciso dai sindaci perché – dissero – si trattava di un trucco con il quale Acea si faceva pagare due volte. La prima volta attraverso l’ufficiale giudiziario al quale affidava la bolletta non pagata dai morosi, la seconda volta da tutti i cittadini attraverso l’aumento della tariffa a causa della morosità. Quindi, dissero i sindaci, se ti fai pagare dai morosi pretendere l’aumento.

Le penali, poi, erano state applicate a causa di alcune inadempienze addebitate ad Acea.

 

LA BATTAGLIA IN PROVINCIA

I no agli aumenti della tariffa erano arrivati al culmine di un intero pomeriggio di battaglia politica nel palazzo della Provincia. Centrosinistra e centrodestra si erano fronteggiati per ore (leggi qui #Bastacea, dopo 13 anni i sindaci dicono basta). Alla fine c’era stato il voto sulle tariffe ed anche sulla risoluzione del rapporto con Acea. Passata con 33 voti a favore (leggi qui Acea, passa la risoluzione 33 Si e 16 No. Come hanno votato). A volere con forza quei no erano stati i sindaci di Centrosinistra. Mentre quelli di centrodestra proponevano un altro percorso, sostenendo che avrebbe condotto allo stesso risultato.

 

I SINDACI AL TAR

Di fronte al Tribunale Amministrativo si sono costituiti i Comuni di Frosinone, Boville Ernica, Cassino, Monte San Giovanni Campano, Fiuggi, Ceccano, Torre Cajetani, Strangolagalli, Settefrati, Pofi, Pico, Guarcino, Coreno Ausonio, Castro dei Volsci, Picinisco, Sant’Elia Fiumerapido, San Giorgio a Liri, Alvito, Serrone, Roccasecca, Sav Vittore del Lazio e Vallerotonda.

Hanno incaricato di rappresentarli gli avvocati Claudio Martino, Valerio Tallini e Vincenzo Colalillo.

Gli altri Comuni? Non si sono costituiti in giudizio. Perché si è costituita, a nome di tutti, l’Autorità d’Ambito: la struttura che rappresenta i Comuni serviti da uno stesso gestore all’interno dello stesso Ambito.

 

La tariffa, per ora, resta quella che già paghiamo.

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