L’autunno porta il banco di prova per i nuovi assetti

Settembre sarà il mese del 'banco di prova' per il nuovo assetto dell'amministrazione di Alatri. Con Iannarilli e Borrelli in opposizione al loro centrodestra. Ma con l'ex presidente della Provincia che potrebbe essere chiamato a scegliere se lasciare l'Aula. E poi il caso Titoni: lavoro e risultati da assessore ma è solo 'delegato'

Massimiliano Pistilli

Informare con umiltà e professionalità

Senza fibrillazioni, senza scossoni: l’estate di Alatri archivia in maniera definitiva la richiesta di rimpasto avanzata in inverno da Fratelli d’Italia. Si è infranta nelle settimane scorse contro la compattezza messa in campo dal centrodestra che sostiene il sindaco Maurizio Cianfrocca. L’autunno sarà il banco di prova per il nuovo assetto della coalizione.

L’ex presidente della Provincia Antonello Iannarilli con l’ex leghista Gianluca Borrelli hanno ritirato l’appoggio all’amministrazione; il capogruppo Mattia Santucci non li ha seguiti e per questo è stato sfiduciato. Rimane in maggioranza, il nuovo capogruppo dall’inizio di luglio è Borrelli (Leggi qui: Terremoto FdI, sfiducia al capogruppo di Alatri).

Antonello Iannarilli

Una situazione che in teoria porta sul filo di lana la maggioranza, ritrovatasi con due voti in meno. Lo scenario però rischia di cambiare ancora una volta. Perché la Regione Lazio ha fatto partire l’iter con cui nominare Antonello Iannarilli commissario dell’Ater di Frosinone; non lo ha nominato insieme agli altri indicati per le Ater nelle altre province semplicemente perché Iannarilli non aveva presentato la domanda e non era nell’elenco. Con lui si seguirà una procedura differente.

La nomina a commissario Ater cambierebbe l’assetto perché un Consigliere comunale non può guidare l’Azienda delle Case Popolari. Accadde ad uno dei predecessori di Antonello Iannarilli: l’ex sindaco di Broccostella Sergio Cippitelli nel 2019 dovette scegliere tra Ater e seggio in Consiglio. (Leggi qui: Sergio Cippitelli si deve dimettere: colpa di un paradosso).

La “ciliegina” Sgarbi, poi Cianfrocca e lui, Titoni

Vittorio Sgarbi dalla sarta

La maggioranza sembra del tutto indifferente alla questione. Ed in attesa di conoscere la situazione d’Aula nel prossimo autunno prosegue sulla rotta tracciata da mesi. Con il tradizionale Festival Folk, giunto alla 52esima edizione ha chiuso un lungo periodo di eventi iniziato ad aprile. Il dato che emerge: organizzare buoni eventi è un traino indiscutibile per la crescita di un territorio. C’è stato il pieno, l’economia cittadina si è mossa.

Sulla qualità dei contenuti poi si è espresso il Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi che è anche sindaco di Arpino: ha partecipato agli eventi. È da Alatri che ha annunciato la sua decisione di farsi cucire un abito da brigante ciociaro e sfilare all’apertura del Gonfalone 2023.

Sandro Titoni

Un lavoro che va attribuito all’azione quotidiana del consigliere delegato alla Cultura Sandro Titoni. Il che pone l’amministrazione Cianfrocca ancora una volta di fronte ad una scelta che a suo tempo aveva criticato quando a farla era stato il centrosinistra del sindaco Giuseppe Morini. Quale? Impegno e risultati di Sandro Titoni sono da delega assessorile e non da consigliere delegato. Ma questo aprirebbe l’annoso dibattito sull’obbligo delle quote rosa in giunta.

È un altro dei temi che tornerà d’attualità in autunno

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