Pd, Gassman mette al centro della scena Zingaretti: «Ha i requisiti giusti»

L'attore apre a Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria nazionale Pd: «Ha i requisiti giusti». Il Governatore incassa il via libera dei Verdi dopo il progetto per lo stop al termovalorizzatore e la riconversione di Colleferro. L'amarezza per il post terremoto

«Io c’ho dda fà. E poi non basta essere persone oneste per fare politica»: Alessandro Gassman ha i tratti della madre Juliette, la presenza scenica del padre Vittorio. E come lui, appena appare, nel palco non c’è spazio per altri. Questa volta sulla scena ci ha aggiunto un altro protagonista: Zingaretti, non Luca l’attore ma Nicola il governatore del Lazio che punta a diventare Segretario nazionale del Partito Democratico.

 

Avviene su Instagram. In molti domandano ad Alessandro Gassman di un’eventuale sua candidatura politica. La risposta è tutta in romanesco: “io c’ho dda fà”. Alla quale però aggiunge un ragionamento serio: «E poi non basta essere persone oneste per fare politica: questo è il limite dei Cinque Stelle. Bisogna aver studiato. Ci vuole una persona rassicurante e determinata».

È qui che scatta l’apertura: «Sono interessato a capire qual è il progetto di un politico come Nicola Zingaretti: a naso, a pelle, mi pare abbia i requisiti giusti per poterci provare».

 

Zingaretti piace ai Verdi

Quella fatta da Alessandro Gassman non è l’unica apertura ricevuta in giornata. Una più politica arriva dai Verdi. Che dicono si alla proposta avanzata l’altra sera dal Governatore al ministro, durante il confronto Colleferro (leggi qui La mossa a sorpresa della Regione: stop termovalorizzatori, ora biofuel). In pratica: stop al termovalorizzatore, si alla produzione di biofuel, bioasfalto, materiali per la bioedilizia.

 

Per i Verdi si tratta di una svolta. Al punto da dire «Le positive dichiarazioni del Presidente Zingaretti sul superamento dell’incenerimento come modalità’ di eliminazione dei rifiuti e sulla riconversione dell’impianto di Colleferro segnano una prima importante presa di posizione della nuova Giunta Regionale sui temi ecologici».

L’associazione Retuvasa aveva detto no, ora invece dicono si il responsabile nazionale organizzazione Verdi Francesco Alemanni ed i portavoce dei Verdi Nando Bonessio (Lazio) e Guglielmo Calcerano (Roma).

Mettono in evidenza che per superare definitivamente l’emergenza rifiuti nel Lazio occorre far procedere di pari passo l’aumento della raccolta differenziata con la costruzione di nuovi impianti di trattamento.

Puntano sulla circular economy, cioè sulla trasformazione dei rifiuti in ‘materia prima seconda‘ cioè materia prima ricavata da altri materiali già usati.

 

Colpo di mano contro le Regioni

Il Governatore non ha avuto il tempo per commentare. In giornata è stato impegnato nel fronteggiare la situazione creata dal Governo.

Durante la notte, il decreto finanziario non è stato inviato al Presidente della Repubblica ma trattenuto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per rileggerne alcuni passaggi. E – a quanto pare – anche riscrivere alcune parti. (leggi qui Di Maio: “Decreto manipolato” e Conte dà l’alt. Così capiamo il Deficit)

 

«La maggioranza di Governo questa notte nella conversione del decreto relativo alla ricostruzione del ponte Morandi a Genova con un colpo di mano ha tolto ai presidenti delle Regioni, subcommisari al terremoto, il potere di condivisione sulle ordinanze commissariali, declassando la loro funzione a potere ‘consultivo‘». Nicola Zingaretti lo ha denunciato insieme ai colleghi presidenti della Regione Marche Luca Ceriscioli,  della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli e della Regione Umbria Catiuscia Marini.

«Mentre per Genova si nomina commissario il sindaco della città – spiegano- per il terremoto si esautorano i presidenti e i sindaci dei territori, perché di fatto questa impostazione riduce a livello di osservatori anche i sindaci dei comuni del cratere che oggi si esprimono nei comitati della ricostruzione sulle ordinanze in essere. Questa svolta centralista del Governo e’ grave e miope perché moltissime scelte della ricostruzione impattano direttamente con norme e leggi di carattere regionale».

 

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