Allarme scorte nel Lazio: D’Amato spera in Sputnik

L’assessore regionale: “Speriamo di poter continuare, ma se proseguono i ritardi nelle consegne e i tagli nei rifornimenti, non potremo garantire le prenotazioni”. Pronto a produrre nel Lazio il vaccino russo Sputnik. Indicati 4 stabilimenti del territorio

La possibilità concreta è di rimanere senza munizioni in guerra. Nella guerra contro il Coronavirus. Perché rischiano di finire le scorte di vaccino. È per questo motivo che l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato insiste per avere il via libera per lo Sputnik V, il siero russo. Che funziona. La Regione Lazio ha chiesto un parere allo Spallanzani: la relazione tecnico scientifica inviata all’assessore parla chiaro ed indica un’efficacia nel 91,6% dei casi.

D’Amato continua  a ripeterlo in ogni occasione. Al Corriere della Sera due giorni fa ha detto: «Nel Lazio viaggiamo a un ritmo di 18mila vaccini al giorno. E le scorte che abbiamo iniziano a scarseggiare. Rischiamo di dover bloccare la macchina vaccinale. Speriamo di poter continuare, ma se proseguono i ritardi nelle consegne e i tagli nei rifornimenti, non potremo garantire le prenotazioni. La puntualità è fondamentale».

Altri tagli al vaccino

Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica

La situazione è seria. I vaccini AstraZeneca, utilizzati per forze dell’ordine e personale scolastico, e dai medici di medicina generale, arriveranno con un taglio importante di 30mila dosi. Il che vuol dire che ne verranno consegnate appena undicimila. Vero che per la settimana successiva ne sono previste 56.000, ma comunque la guerra al Covid non ammette ritardi.

Pfizer e Moderna sono più regolari: dei primi ne arrivano 60mila dosi a settimana, mentre dei secondi 23mila ogni quattordici giorni. Ma per garantire la certezza dei richiami, per cui comunque il Lazio ha accantonato il 30% di dosi, occorrono ben altre cifre.

Alessio D’Amato è abituato a guardare in prospettiva e a cercare di prevenire le situazioni. E siccome la situazione è seria, ha rotto gli indugi, tornando alla carica sul vaccino russo. Ha affermato: “Il Governo valuti la produzione in Italia del vaccino Sputnik dopo l’ok dell’Ema”. Per l’assessore alla Salute del Lazio il Governo dovrebbe comunque valutare “la possibilità di opzionare il vaccino per farsi trovare pronti dopo l’eventuale via libera di Ema e Aifa”. 

D’Amato: Ce lo produciamo noi

L’assessore va oltre. Al Ministeri della Salute c’è già il documento nel quale si indicano i siti potenzialmente in grado di produrre lo Sputnik V. Sono otto. E quattro di questi sono stabilimenti Chimico Farmaceutici si trovano nel Lazio, nel triangolo tra le province di Roma, Latina e Frosinone.

Alessio D’Amato (Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Alessio D’Amato ha la mappa delle potenzialità industriali nel Distretto: mancano alcune componenti fondamentali. Ma la soluzione è già stata individuata. «Nelle nostre aziende possiamo produrre sia vaccini a mRna sia ad adenovirus. Nei prossimi giorni verrà sottoscritto con Mosca un accordo per il trasferimento nel Lazio delle tecnologie per la produzione dello Sputnik V», ha spiegato.

C’è a questo punto il tema della burocrazia, dei vincoli con l’Europa, dei contratti con le altre aziende. Carta. Alessio D’Amato assicura «Se non lo fa l’Europa, lo farà l’Italia. Se non lo farà nessuno delle due, allora lo farà il Lazio».

La situazione è arrivata ad un punto cruciale. Il Lazio è rimasto zona gialla, ma l’intera provincia di Frosinone è in fascia rossa. E se si dovesse bloccare la campagna di vaccinazione le prospettive sarebbero molto brutte. Alessio D’Amato vuole impedire l’ennesima emergenza. (Leggi anche Covid, sono rimasti solo 6 letti su 100: crepate felici)

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