La passione antica di Ca’ Lvnae (Nunc est bibendum)

I vini dell'azienda Ca' Lvnae, con la sua tradizione antica e la sua passione mantenuta fino ai giorni nostri. Vermentini straordinari e rossi capaci di discutere con i rivali toscani

Marco Stanzione
Marco Stanzione

Non invitatemi mai a bere...

Ho conosciuto Diego Bosoni nel 2018 andando a visitare lo stand di Ca’ Lvnae al Vinitaly. Fin da subito l’ho trovato estremamente gentile e disponibile ma quello che ricordo di più, e non me ne voglia il buon Diego, fu l’assaggio dei suoi Vermentini, una vera sorpresa. Ci torno quest’anno, non solo per assaggiare le nuove annate ma per iniziare a concordare una futura visita. Avrei tranquillamente potuto prendere appunti allo stand (che consiglio sempre di visitare per l’accuratezza e la professionalità) e scrivere un articolo mesi fa, ma sapevo che quest’anno sarei andato in vacanza alle Cinque Terre e quindi ho colto l’occasione per andare a vedere di persona la splendida realtà chiamata Ca’ Lvnae. Come avrete capito ci troviamo in Liguria, terra meravigliosa e difficile ma ricca di spunti interessanti per quanto riguarda la viticoltura.

La Liguria confina con la Toscana, il Piemonte e la Francia, il top della storia internazionale del vino, eppure siamo sempre molto sottovalutati nonostante le tradizioni millenarie, qui a pochi passi c’è il sito archeologico dell’antica Lvni, porto Romano fondato nel 177 a.c. che già all’epoca serviva per trasportare il marmo prezioso di Carrara. La viticoltura in zona già era sviluppata, Plinio il Vecchio parlava nei suoi scritti del vino locale definendolo  “di alta qualità”. Certamente il nostro territorio è geograficamente più difficile e molto più piccolo ma proprio queste sono le caratteristiche che danno ai nostri prodotti quel qualcosa di unico. Mare, pianure e colline concentrati nel raggio di pochi chilometri danno un carattere peculiare ai nostri vini

Diego si conferma la persona gentile che avevo conosciuto al Vinitaly ma questa volta gioca in casa e la sua emozione nel parlare della storia dei suoi avi proprio lì dove tutto è nato è palpabile. Vedete Ca’ Lvnae oggi è più di una cantina, è ormai diventata negli anni un punto di riferimento per un’intera area geografica. Ma le origini sono umili e contadine e questo non è mai stato dimenticato: “La nostra cantina ha oggi una struttura molto particolare, gli ettari vitati sono ormai tanti e molti sono i viticoltori associati a noi che ci concedono di vinificare e valorizzare le loro uve, ma i valori e i sacrifici dei nostri nonni restano sempre il punto di partenza, la presenza di un museo storico sulla viticoltura partendo dagli attrezzi che hanno utilizzato loro è li a dimostrarlo

Ora capisco il significato della parola “Centro per la valorizzazione e la cultura del vino“, qui si realizzano prodotti di qualità ma si rispettano tradizioni e artigianalità, un vero paese dei balocchi per il sottoscritto: vini, prodotti tipici locali, distillati, confetture, olio extravergine di oliva, pesto rigorosamente ligure. Ma la bellezza di questo posto altro non è che il risultato di tutto ciò che si può ammirare nel museo: “Qui mio padre ha voluto raccogliere attrezzi, aratri, botti, tini, vecchie pigiadiraspatrici a mano, insomma tutto ciò che si usava un tempo nei campi, vecchie foto testimonianza della vita contadina del secolo scorso; una raccolta meticolosa e graduale che gli è costata anni ma la soddisfazione nel far vedere questa mostra è tanta, soprattutto quando vengono a farci visita le scolaresche. I ragazzini sono affascinati e curiosi, iniziano già in giovane età a capire che dietro una bottiglia di vino c’è un vissuto umano e culturale importantissimo“.

Il giro finisce in una enorme sala degustazioni dove tutto è curato nei minimi particolari, vedo davanti a me quattro calici… mi aspetta un bel sacrificio amici miei, ma ormai mi conoscete benissimo, amo sacrificarmi per voi, dunque Nunc est Bibendum

Albarola

Diego non ha lasciato nulla al caso e ci ha preparato una degustazione con i fiocchi, concentrata esclusivamente sul territorio e sui pezzi forti. Partiamo infatti dall’Albarola, antica varietà autoctona che sta facendo breccia nei cuori di molti appassionati. La motivazione è semplice, questo prodotto funziona alla grande, un vino estivo per eccellenza, fresco ed equilibrato.

Un bel giallo paglierino, brillante, dai profumi floreali decisi ma non invadenti, note agrumate che si percepiscono al naso e in bocca e per finire una discreta e piacevole persistenza.

L’abbinamento con piatti della cucina di mare ligure è, come si dice in gergo, la morte sua ma Albarola viaggia bene da nord a sud, io l’ho aperta e bevuta con la mozzarella di Bufala Campana, volevo provare questo mix tra le due terre, ci sta!

Colli di Lvni – Vermentino

Questo vino è la ragione per la quale mi trovo qui, da quando l’ho assaggiato al Vinitaly ho da subito provato il desiderio di poter visitare questa realtà di persona. Ed eccomi qui con il Vermentino 2018 nel calice e la conferma che anche questa annata è di ottima qualità.

Giallo paglierino con leggerissimi riflessi dorati, elegante ed equilibrato, ciò che puoi percepire al naso lo assapori anche bevendolo, fiori selvatici, note speziate e dopo qualche minuto emergono sentori di frutta matura ed un leggerissimo retrogusto di miele. Fresco, sapido e di buon corpo Colli di Lvni mantiene in bocca una piacevolissima persistenza, ideale per essere bevuto con piatti tipici della cucina ligure, soprattutto quella di mare, ma lo potete apprezzare anche con pietanze di carne bianca.

Il consiglio che vi do, come prima volta, è quello di berlo da solo, poterne apprezzare bene i sapori ed i mutamenti (dopo 10 minuti al naso cambia completamente, una goduria!) ma attenzione alla “beva compulsiva”, va giù che è un piacere quindi bevetelo a casa con almeno qualche taralluccio a portata di mano!

Il Ciliegiolo

Quando dico che Diego non ha lasciato nulla al caso, mi riferivo anche all’ordine che ha curato per questa degustazione: dopo aver assaggiato i bianchi, prima del rosso mi propone il Ciliegiolo, l’ultima creatura nata in casa Ca Lvnae.

Ciliegiolo in purezza è un rosso molto beverino e non molto robusto, si presenta al calice di un rubino scarico, quasi rosato, brillante; al naso ti aspetti, e ci sono, profumi di ciliegia e frutta rossa ma sorprende percepire sentori leggermente salmastri, il mare non è troppo lontano e la sua vicinanza si sente eccome.

Il Ciliegiolo è un vino per tutte le stagioni ma si lascia apprezzare particolarmente d’estate, servito ad una temperatura un po’ più bassa, magari sui 12/13° che ne esalta la vivacità.  

Nicolò V

La Liguria è celebre per i suoi vini bianchi, ma sottovalutarne i rossi sarebbe un delitto. Come detto all’inizio siamo in un territorio che confina con una regione nella quale il rosso la fa da padrone, la Toscana. Nicolò V è un blend che ricorda molto i Toscani soprattutto per la presenza del Sangiovese e del Merlot ma ha caratteristiche uniche che lo rendono fieramente Ligure, come la presenza di una piccola percentuale di Pollera Nera, vitigno autoctono. 

Al calice è rosso rubino con leggere venature porpora, al naso è inebriante e complesso da subito: frutta rossa matura, cannella, cuoio, pepe nero, paprika. In bocca è avvolgente, caldo ed estremamente elegante, si avverte una piacevole mineralità nel finale e la persistenza è buona. Vino che si adatta a fredde serate invernali , ideale con cene a base di grigliate, paste al forno o formaggi stagionati.  Ma in una fresca serata estiva cenando all’esterno può trovare la sua inaspettata collocazione.

Fermare il tempo

In questo lembo di terra ligure a pochi chilometri dalla Toscana fare una visita alla famiglia Bosoni è come fermare le lancette del tempo: la realtà imprenditoriale è moderna e di impatto, sicuramente curata e all’avanguardia, ma i sapori, i profumi e le sensazioni sono quelli di un tempo che io non ho mai vissuto ma che li, tra le pareti della tenuta Ca Lvnae, ho percepito e assaporato. Vado via con la consapevolezza di aver visitato una realtà che mantiene saldi dei valori che possono soltanto fare del bene al panorama vitivinicolo ed imprenditoriale della nostra penisola…ma che vini amici miei, che vini!

Consiglio di degustare i vini dell’azienda Ca Lvnae con “Let Love Rule” di Lenny Kravitz in sottofondo, l’ho messa in macchina durante il viaggio di ritorno consapevole di essermi innamorato di questa regione!