Candidature Pd, sulla partita per le Regionali De Angelis ha già vinto il congresso

Gli scenari dopo la designazione dei candidati alle Regionali per il Partito Democratico. Costanzo è soddisfatto. Ma è De Angelis quello che ha già pianificato il futuro. Ecco come

Gary Lineker, fortissimo centravanti dei “bianchi” d’Inghilterra, una volta disse che il calcio è un gioco in cui le partite importanti durano 90 o 120 minuti (i supplementari). Poi si va ai rigori e lì… vincono i tedeschi.

Nel Pd provinciale si gioca per settimane, mesi, perfino anni. Poi si va ai rigori e lì vince… Francesco De Angelis.

 

LA DIREZIONE

Ieri sera la riunione della Direzione provinciale ha confermato i sei candidati per le Regionali, due per ciascuna delle principali aree politiche. (leggi qui Pd ecco i candidati alle Regionali: Buschini capolista. Alfieri reggente.)

L’assessore Mauro Buschini e Sara Battisti per la componente Pensare Democratico di De Angelis. La considerazione che il referente nazionale sia Matteo Orfini è importante ma non decisiva.

Poi ci sono Marino Fardelli e Barbara Caparrelli in rappresentanza delle truppe di Scalia.

Infine, Simone Costanzo e Barbara Di Rollo per la componente dello stesso Costanzo.

Si parte alla pari? Neanche per sogno. Intanto perché l’area di Francesco De Angelis è granitica, esprime la maggioranza degli amministratori locali, guida il Consorzio Asi, la Saf, ha un peso specifico notevole nel Cosilam e soprattutto alla Asl.

Costanzo e Di Rollo sono gli outsider, ma la le loro designazioni andranno a togliere voti specialmente a Marino Fardelli, uomo di punta di Scalia.

 

IL DISTINGUO DI PILOZZI

Nella componente del senatore uscente c’è anche il deputato Nazzareno Pilozzi, che ha insistito fino all’ultimo sulla candidatura di Francesca Cerquozzi. Non ce l’ha fatta. Però la divaricazione di pensiero fra lui e Scalia in questo momento non era opportuna. Perché dopo le elezioni si andrà a congresso e De Angelis ha già fatto capire che sarà sempre lui a dare le carte.

Il reggente è Domenico Alfieri, presidente e consigliere provinciale del Pd, sindaco di Paliano. Fa parte della componente di Scalia, ma proviene dallo stesso mondo politico di De Angelis e Buschini, quello dei Ds. Sarà interessante contare i voti che a Paliano prenderanno Buschini e Battisti.

Alfieri non avrebbe mai accettato la reggenza senza una bozza di accordo per il dopo. Il placet di De Angelis c’è. (Leggi qui Il sottile gioco di De Angelis sotto la neve)

 

E GLI ORLANDIANI

Domenico Alfieri sarà affiancato dall’emergentissimo sindaco di Patrica Lucio Fiordalisio, della mozione di Andrea Orlando.

Alle primarie per la segreteria ci furono delle frizioni tra il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e l’assessore Mauro Buschini, appena schieratosi con Orfini. (leggi qui La delusione di Nicola: “Tu quoque… Anche tu Mauro, amico mio”). A coordinare sul territorio l’area orlandiana furono Luca Fantini e Lucio Fiordalisio, entrambi buschiniani di ferro. Insomma, tutto chiaro?

 

Simone Costanzo, segretario provinciale sulle spine e ora sospesosi per la campagna elettorale è contento. Perché ha ottenuto la candidatura che sognava fino da quando andava all’asilo. Perché è riuscito a far approvare all’unanimità le candidature, senza che il sangue scorresse in Federazione e senza nemmeno una coltellata alla schiena tra le componenti.

Il fatto è però che alle regionali De Angelis punta al colpo triplo: elezione di Buschini e Battisti, nell’ambito di una vittoria di Zingaretti. Lui avrà un posto nel listino blindato della Camera. Lo imporrà Matteo Orfini. A quel punto il destino politico di Renzi sarà ininfluente per le dinamiche del territorio. L’area di De Angelis vincerà il congresso. Come sempre.

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