Ecco dove si ferma la cassa integrazione

I numeri della cassa integrazione nel Lazio. Ecco dove sta il collo di bottiglia. E perché i fondi tardano ad arrivare sui conti correnti dei lavoratori. Il grande divario tra province e Capitale. I tempi del riallineamento.

Ventidue pratiche da decretare e altre 78 giacenti su un totale di oltre 15mila. Per il resto l’Inps ha elaborato tutte le richieste di cassa integrazione arrivate dalle province del Lazio. Su Roma città c’è più arretrato: i numeri però sono immensi. Eppure, nonostante quella mole di lavoro sviluppata da impiegati e dirigenti che hanno operato di giorno e di notte sia alla Regione Lazio che all’Inps, i soldi non arrivano sui conti correnti dei lavoratori.

I numeri

La sede dell’Inps

I numeri dicono che tra il 19 marzo ed il 10 maggio sono arrivate 15.024 domande dalle province.

Da Frosinone le pratiche di Cassa Integrazione in deroga dovute all’emergenza Covid-19 sono state 4.500: tutte sono state decretate cioè esaminate e definite. Ne sono state autorizzate 3.893 mentre delle altre ce ne sono 600 non autorizzabili e 7 ancora giacenti. Risulta lavorato il 99,84%. È la provincia con i numeri migliori. ma la differenza è su decimi di percentuale.

A Latina le domande sono state 6.166 e ne restano da decretare 11 appena. È stato autorizzato il pagamento per 5.268, sono risultate non autorizzabili 850 pratiche; in giacenza ce ne sono ancora 37. La percentuale è del 99,4%.

In provincia di Rieti le richieste inoltrate sono state 1.245 e sono state tutte decretate. Hanno ottenuto il via libera 1.064 mentre non sono autorizzabili 172; quelle giacenti sono 9 per una percentuale di smaltimento che scende al 99,28%.

Nella provincia di Viterbo sono state 3.113 le domande presentate. Ne restano altre 11 da decretare. Sono state autorizzate 2.599 richieste e 478 non sono auotirzzabili; sono giacenti 25 pratiche. La percentuale di smaltimento è stata del 99,19%.

Il collo di bottiglia

Foto © Sergio Oliverio / Imagoeconomica

A verificare quei numeri è stata la Cisl del Lazio. Che ha deciso di vederci chiaro dopo avere incontrato l’assessore al Lavoro Claudio Di Berardino, la Direttrice Generale INPS Lazio Rosanna Casella, il Direttore Generale INPS Roma Sergio Saltalamacchia.

Perché è chiaro che c’è un collo di bottiglia: i soldi non sono sui conti correnti. E da qualche parte di deve essere qualcosa che non li sta facendo arrivare.

Il gruppo guidato dal Segretario Generale Cisl del Lazio Enrico Coppotelli ha verificato che la Regione Lazio ogni settimana smaltisce tutte le richieste di cassa intregrazione che arrivano ai suoi uffici e le manda all’Inps. Allora è l’Istituto della Previdenza Sociale ad essere in ritardo? No. Dai controlli è emerso che mentre la Regione Lazio istruisce le domande che pervengono, l’Inps invece ha un lavoro molto più laboriso e lungo di verifica, riscontro, pagamento.

I dati più critici sono su Roma, per l’enorme mole di lavoro che rappresenta il 76% del totale Regionale. Su Roma il dato tra pervenuto e lavorato è al di sotto del 50% circa. Il problema è l’impressionante massa di richieste che sono arrivate dalla Capitale e che il personale ha dovuto esaminare.

Le richieste difettose

Le pratiche Inps

Le cause dei ritardi? Tutto colpa di un meccanismo che si fonda su regole previste per situazioni ordinarie: controlli, verifiche, documentazioni da acquisire che comportano tempi non conciliabili con una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo.

Inoltre nelle richieste di Cassa in Deroga è stata riscontrata esiste una difettosità del 12%. Cosa significa? Che dodici aziende su cento hanno chiesto la Cassa ma avrebbero potuto beneficiare di altri Ammortizzatori Sociali: Fondi Bilaterali o Contrattuali. Invece hanno fatto erroneamente richiesta di Cassa in Deroga alla Regione Lazio.

A rallentare le pratiche spesso sono i codici Iban errati o non leggibili.

A fine maggio allineati e coperti

Enrico Coppotelli

«Non vogliamo che passi il messaggio di lavoratori più efficienti di altri: il personale in servizio all’Inps sta svolgendo i suoi compiti con abnegazione e sacrificio al pari di tutti gli altri che sono stati in prima linea nell’affrontare l’emergenza Covid-19» spiega Enrico Coppotelli.

Al quale la direttrice regionale dell’INPS ha detto che entro la fine di maggio si conta di riuscire ad allinearsi con il passo della Regione Lazio.

Ci sono buone anticipazioni per il futuro. «L’INPS ci ha anticipato che con la proroga degli Ammortizzatori Sociali previsti nel prossimo Decreto del Governo, si sta lavorando affinché ci possa essere la possibilità del pagamento automatizzato. Questo consentirebbe di velocizzare notevolmente le procedure».

Ogni venerdì ci sarà un tavolo in videoconferenza tra Regione Lazio, CGIL – CISL – UIL, INPS, ABI, Poste e Associazioni Datoriali. Servirà per monitorare sia lo stato dei pagamenti degli Ammortizzatori Sociali, sia l’Accordo sottoscritto per le anticipazioni bancarie e postali.

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