Maledetti dehors, nuovo scontro in Comune

Scontro in Commissione sui dehors. L'opposizione accusa la maggioranza di non avere i numeri. Poi si accorge che la matematica non è un'opinione. In Consiglio a fine mese

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Furono loro a determinare il primo scossone nell’amministrazione comunale di Cassino guidata da Carlo Maria D’Alessandro: portarono alla cacciata senza troppi complimenti per l’assessore Tullio Di Zazzo. I dehors adesso scatenano la baruffa anche durante l’amministrazione di Enzo Salera. È accaduto durante la Commissione congiunta Commercio e Urbanistica che si è riunita in Comune a Cassino ed ha licenziato il regolamento sui dehors. Andrà in Consiglio entro la fine del mese.

Quel documenti andrà a disciplinare le strutture mobili poste sullo spazio pubblico in via temporanea. “In modo funzionale ed armonico” stabilisce l’articolo 1 del regolamento licenziato dalle commissioni consiliari. Lo scopo dei “dehors” in questo periodo è fondamentale: consente di recuperare all’esterno gli spazi che i bar ed i ristoranti hanno perso all’interno per garantire il distanziamento.

Il pressing dell’opposizione

Gino Ranaldi

Era stata proprio l’opposizione a fare pressing sul sindaco per accelerare sul Regolamento. Ma una volta che si sono riunite le Commissioni, alcuni consiglieri della minoranza hanno rischiato di mandare tutto all’aria.

Il motivo? Lamentavano il fatto che la maggioranza non avesse la… maggioranza! Chiariamo: ogni Commissione consiliare è composta da 7 membri: 4 di maggioranza e 3 di opposizione. Con le due commissioni riunite congiuntamente il rapporto è di 8 a 6. Ma è un rapporto “virtuale”, nel senso che alcuni consiglieri fanno parte di più commissioni.

Nel caso di specie il capogruppo del Pd Gino Ranaldi fa parte sia della commissione Urbanistica che del Commercio. Impossibile, dunque, raggiungere la maggioranza assoluta di 8, il conto del centrosinistra si fermava a 7. E l’opposizione ha tentato di far saltare la seduta lamentando il fatto che mancavano i numeri.

Rendendosi poi conto che non c’erano i presupposti per portare avanti la battaglia, visto che tra l’altro il regolamento dehors è stato fortemente richiesto da molti di loro, hanno deciso di sedersi e di iniziare a parlare della sostanza.

Braccio di ferro

Massimiliano Mignanelli

A quel punto è iniziato il braccio di ferro con Massimiliano Mignanelli che chiedeva un regolamento più soft: ovvero rilasciare le autorizzazioni con più facilità. Nel regolamento è stato scritto che invece l’autorizzazione verrà data previo controllo da parte degli organi comunali.

E a fare sponda con la maggioranza è stata anche la consigliera Michelina Bevilacqua che ha preso le distanze da Mignanelli, Petrarcone e Fontana.

L’autorizzazione per l’installazione dei “dehors” – si è specificato nel testo – viene rilasciata sulla scorta di un progetto che illustri compiutamente le caratteristiche, sia dimensionali che estetiche ed impiantistiche, dei manufatti da porre in opera In ogni caso deve essere garantito il libero ed agevole passaggio per i diversamente abili e deve essere sempre garantita la visuale per la sicurezza della circolazione stradale”.

Soddisfazione è stata espressa dai presidenti delle due commissioni consiliari Daniele Longo ed Edilio Terranova.

I cartelloni pubblicitari

I cartelloni pubblicitari stradali

Un altro regolamento approvato è quello che riguarda i cartelloni pubblicitari, anche quello andrà in Consiglio prossimamente. E per mettere in difficoltà la maggioranza, l’opposizione prova ora a giocare un’altra carta: quella dell’incoraggiamento della maggioranza!

Cosa significa? Che nei giorni scorsi alcuni consiglieri di maggioranza meno esperti, in particolar modo quelli alla prima consiliatura, sono stati avvicinati da alcuni esponenti dell’opposizione consiliare ed extraconsiliare che li hanno invitati a farsi sentire. “Dovete alzare la voce, essere incisivi. Non andare solo in assise ad alzare la mano. Solo così potete crescere, altrimenti non conterete mai nulla” il consiglio non propriamente disinteressato che è giunto da chi questo meccanismi li conosce bene.

Ma perché non domandate?

Salvatore Fontana, Peppino Petrarcone, Massimiliano Mignanelli

E intanto lo scontro tra maggioranza e opposizione si fa sempre più duro. Dopo che i renziani Salvatore Fontana e Giuseppe Golini Petrarcone hanno chiesto chiarimenti in merito alla scelta del locale ex Stimmatine per ospitare alcune classi della scuola Di Biasio, l’assessore alla pubblica istruzione Maria Concetta Tamburrini replica a tono.

Sempre più spesso mi domando perché, per avere risposta ad un dubbio, non si facciano domande dirette nei luoghi giusti e deputati a dare risposte ufficiali e certificate; e perché, invece, si preferisca insinuare il dubbio in coloro che, non essendo proprio dentro la notizia e la situazione, potrebbero facilmente essere fuorviati da riflessioni buttate quasi per caso, ma “pesanti”.

Se si voleva approfondire il tema del costo della locazione degli ambienti delle Stimmatine, della loro effettiva necessità o della loro congruità, bastava fare le domande giuste all’ufficio tecnico di riferimento e tutto sarebbe stato chiarito documenti alla mano: non devo certo essere io “neo-immessa” nel mondo politico-amministrativo, a sottolineare la differenza tra azione politica ed azione tecnico-amministrativa!”.

Quindi dopo aver spiegato una serie di dettagli tecnici, ha evidenziato: “Giustissimo e legittimo fare domande e chiedere trasparenza e chiarezza. Ma altrettanto indispensabile e fondamentale conoscere ed approfondire i fatti prima di lasciarsi andare ad insinuazioni inopportune ed infondate. Prima di scendere in guerra sarebbe il caso di verificare che ci siano gli estremi per una guerra”. (Leggi qui Dopo la cena, la digestione: chi vince e chi perde nel centrodestra diviso).

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