Castagna dal balcone chiede la testa di Mosticone. Lui minaccia la crisi

Il vice presidente del Consiglio comunale di Sora si affaccia dal balcone ed annuncia che chiederà la testa del consigliere Mosticone. Il quale dalla strada le risponde "A gennaio ti mando a pascolare le pecore”. Crisi dietro l'angolo.

Maurizio Patrizi
Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Chiederò la tua testa”: l’anatema contro il consigliere comunale Alessandro Mosticone è stato pronunciato il giorno della vigilia di Natale. A lanciarlo, dal balcone al primo piano del Palazzo municipale di Sora, è stata la vicepresidente del Consiglio Simona Castagna. Poco conta che entrambi facciano parte della stessa maggioranza di governo: lui con il gruppo civico Reset e lei con Fratelli d’Italia.

L’anatema

Simona Castagna

È accaduto poco dopo le 11.30: dentro al palazzo ci sono anche il sindaco di Sora Roberto De Donatis, il consigliere comunale Massimiliano Bruni (FdI), il presidente del Consiglio Antonio Lecce, il consigliere di maggioranza Lino Caschera e alcuni dei dipendenti comunali. Mosticone invece è davanti al Palazzo municipale di Corso Volsci 111 e parla con alcuni dipendenti comunali.

È in corso, o si è appena conclusa, la tradizionale cerimonia di scambio degli auguri. Tutto si consuma in pochi istanti. La frase di Castagna parte dal balcone: “Chiederò la tua testa”, ovviamente il significato è squisitamente politico. La risposta del capogruppo consiliare di “Reset” è altrettanto rapida. Si potrebbe dire fulminea e… fulminante: “Saranno gli elettori a decidere” dice Mosticone. E aggiunge sibillino: “A gennaio ti mando a pascolare le pecore

La premessa

Per comprendere il peso della scomunica e della risposta bisogna rimettere gli orologi indietro di qualche ora. E tornare a quanto accaduto il giorno prima in Consiglio Comunale dove si è votata la nuova gestione in house della Farmacia comunale. (leggi qui La Farmacia passa alla Ambiente ma da febbraio).

Il sindaco di Sora tiene in piedi la propria Amministrazione per un solo voto di scarto. E l’assenza di Mosticone durante il Consiglio, insieme all’assenza di Floriana De Donatis, ha messo in grave difficoltà la maggioranza.

Ecco perché Simona Castagna ha lanciato l’anatema: o dentro o fuori, non si può dire di stare con la maggioranza e poi metterla in crisi nel momento in cui occorre tutta la compattezza. Per questo vuole la testa politica di Mosticone.

A gennaio con le pecore

Alessandro Mosticone

Neppure la risposta di Mosticone, tuttavia, lascia adito a dubbi. Anzi tutt’altro. Fa presagire chiaramente che a gennaio potrebbero mancare i numeri. E mandare a casa tutta l’amministrazione comunale, anticipando di un anno il voto per le Comunali.

Magari è solo una risposta istintiva, chi lo sa. Sta di fatto che ormai fonti interne al Palazzo comunale danno per certo quello che, al governo nazionale, si chiamerebbe “appoggio esterno” all’amministrazione De Donatis. Che consiste nel valutare di volta in volta le proposte e decidere sul momento se votarle o meno. Sarebbe proprio quello che ha in mente di fare Mosticone.

Nessuna garanzia, nessun sostegno automatico a prescindere. Ciò significherebbe che l’Amministrazione De Donatis dovrebbe sistematicamente fare affidamento sul “senso di responsabilità” della consigliera Pd Maria Paola D’Orazio, che siede nei banchi dell’opposizione. E che, già l’antivigilia di Natale, ha puntato il dito contro quella che ha definito “una maggioranza poco responsabile“.

Ma… C’è un ma. Proprio sul punto che riguardava il passaggio alla gestione in house della farmacia, Maria Paola D’Orazio ha annunciato un voto di astensione e nel punto successivo ha addirittura abbandonato i lavori. Dunque se le cose stanno in questo modo, l’amministrazione di Roberto De Donatis non potrà più fare sistematicamente affidamento sulla consigliera D’Orazio, e nemmeno su Mosticone.

È evidente che a questo punto che c’è un problema di numeri.

Il grande freddo 

Roberto De Donatis

Del resto pare che i rapporti personali fra il primo cittadino e Alessandro Mosticone siano freddi da qualche mese. Ci si confronta soltanto nelle sedi e nei modi “istituzionali”, ossia riunioni di maggioranza e conferenze dei capigruppo. 

A proposito poi di riunioni di maggioranza c’è chi in queste ore si chiede come mai il sindaco non ne abbia già convocata una d’urgenza, dopo quanto accaduto durante il Consiglio comunale del 23 dicembre.

Basti infatti ricordare che due consiglieri di maggioranza hanno disertato l’Assise “mettendo a nudo il re”. Del resto la loro posizione circa il cambio della forma di gestione della farmacia comunale era ben nota. Floriana De Donatis ha chiaramente e a più riprese detto di essere favorevole alla gestione mista pubblico-privata, ossia quella già in essere. Secondo lei sarebbe bastato fare il bando di gara per individuare il nuovo socio privato e permettere anche al socio attuale di poter partecipare. 

Alessandro Mosticone, invece, non ha mai partecipato ad alcun Consiglio in cui fosse presente all’ordine del giorno il tema della Farmacia. E sull’argomento si è sempre e solo limitato a dire che aspettava di “leggere le carte”. Poi, il 23 dicembre, si è presentato in Consiglio solo quando i lavori erano arrivati al sesto punto, ben oltre lo scoglio dei primi tre argomenti all’ordine del giorno, che riguardavano proprio la farmacia.

Ricorso al Tar

Il Consiglio Comunale di Sora

L’opposizione a questo punto valuta se ci siano le condizioni per un ricorso al Tar davanti al quale impugnare la delibera. Hanno dubbi sui numeri con i quali è stata approvata la nuova gestione.

Dubbi li aveva anche il capogruppo di Reset. Che ha lanciato un messaggio molto chiaro: non ha condiviso la scelta politica di passare alla gestione in house della farmacia comunale. E nulla ha fatto per nascondere la sua posizione. 

Altrettanto nulla ha fatto per nascondere la sua contrarietà Simona Castagna, gridando dal balcone: in quel modo oltre a Mosticone ed ai dipendenti che erano con lui a piazza Santo Spirito, non hanno potuto fare a meno di assistere anche altri passanti.      

Di sicuro è arrivato un messaggio di distacco. Una distanza che il sindaco De Donatis farebbe bene a misurare il prima possibile: perché è condizione necessaria per proseguire l’esperienza di governo della città.