La maledizione del centrodestra: maggioritario e lacerato

La profonda crisi politica a Cassino, le difficoltà a Ceccano, le tensioni a Frosinone: la coalizione appare in difficoltà, soprattutto nei rapporti personali prima che politici. Ma nessuno prova a superare le difficoltà. Forse per non dover certificare la… fine.

Le vittorie di Daniele Natalia (Anagni) e Alioska Baccarini (Fiuggi) non sono lontane nel tempo. In realtà neppure quelle di Nicola Ottaviani (Frosinone), Carlo Maria D’Alessandro (Cassino), Roberto Caligiore (Ceccano), Anselmo Rotondo (Pontecorvo). Il centrodestra ha vinto e vince alle amministrative. Succede anche che frana negli enti intermedi: è capitato più volte alla Saf, ma pure all’Asi e soprattutto alla Provincia, con Tommaso Ciccone “sabotato” dal fuoco amico.

Il centrodestra ha vinto alle ultime politiche, eleggendo un senatore (Massimo Ruspandini) e un deputato (Francesco Zicchieri) nei collegi maggioritari di questo territorio. Oltre ad un consigliere regionale: Pasquale Ciacciarelli (Forza Italia).

La coalizione resta forte, anche se lontana dalle percentuali da roccaforte degli anni passati.

I problemi si manifestano sempre dopo, sempre nei Comuni. La lacerazione politica di Cassino fa parte della cronaca politica di questi ultimi mesi. Così a come a Ceccano una maggioranza ampia si è molto ridotta e oggi deve far i salti mortali sul filo di lana. Perfino a Frosinone non mancano polemiche e mal di pancia. La vicenda del ruolo del vicesindaco è indicativa. Perché alla fine investe i rapporti personali prima che politici: tra Nicola Ottaviani e Fabio Tagliaferri, tra lo stesso Fabio Tagliaferri e i consiglieri comunali del Polo Civico. (leggi qui Il gioco delle parti per avere la testa del vicesindaco) Nella stessa giunta non mancano le frizioni tra gli assessori. Inoltre si avvicina il momento del primo rimpasto di giunta, a febbraio. Con la Lega che scalpita, con Fratelli d’Italia che attende che gli impegni presi vengano rispettati, con Forza Italia che non ci sta ad essere messa all’angolo. Con le civiche intenzionate a recitare un proprio ruolo.

Senza dimenticare le scelte che dovrà prendere il sindaco Nicola Ottaviani: restare o no in Forza Italia? In tutto questo sorprende il fatto che non venga mai convocato un vertice politico. Non lo fanno i parlamentari e i consiglieri regionali, non lo fanno i coordinatori politici, non lo fanno i sindaci.

Come se l’ordine sparso fosse l’unico modo per non certificare che la coalizione non esiste più.

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