Ciacciarelli, il Tar si esprime il 26 giugno

Il Tar ha respinto i primi due ricorsi che avevano impugnato i risultati delle elezioni regionali del Lazio. Resta in piedi quello di Pasquale Ciacciarelli. Andrà a sentenza solo il 26 giugno

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha fissato al 26 giugno la decisione sul ricorso presentato dall’assessore della Lega Pasquale Ciacciarelli. Il 2 aprile scorso aveva impugnato il risultato delle elezioni di febbraio chiedendo al Tar di annullarlo, a partire da tutti i verbali di proclamazione degli eletti. Ritiene che sia stato applicato un criterio non corretto nella ripartizione dei seggi.

Il suo era uno dei tre ricorsi depositati ad aprile. Gli altri portavano la firma del coordinatore leghista dei Castelli Romani Tony Bruognolo e dell’ex consigliere Enrico Cavallari di Forza Italia. Quest’ultimo ha contestato l’assegnazione del premio di maggioranza, cioè i dieci seggi ripartiti in maniera proporzionale tra i soli Partiti della coalizione vincente.

Bocciati i primi due

Enrico Cavallari – (Foto: Imagoeconomica Stefano Carofei)

Il Tar nelle ore scorse ha respinto sia il ricorso di Bruognolo che quello di Cavallari. Non quello di Ciacciarelli che invece arriverà a sentenza tra dieci giorni. I giudici hanno stabilito che nessuna ‘correzione’ ci sarà al risultato delle elezioni Regionali del Lazio del febbraio scorso.

Bruognolo e Cavallari Entrambi contestavano la procedura con la quale l’Ufficio centrale regionale ha ritenuto di dover togliere alcuni seggi per ripartirli invece tra le 5 circoscrizioni in cui è articolato il territorio della Regione Lazio: città metropolitana, Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti. Le conclusioni dei giudici amministrativi sono in due complesse sentenze dal contenuto fortemente tecnico. Ripercorrono la riforma elettorale ed i principi in base ai quali vanno garantite le rappresentanze dei territori.

Per Ciacciarelli è diverso

Parte da un presupposto diverso invece il ricorso di Pasquale Ciacciarelli. In molte schede è stato scritto il nome del candidato al quale l’elettore voleva assegnare la preferenza. Ma in alcuni casi è stato scritto sotto al simbolo sbagliato. Nel suo caso: la preferenza a “Pasquale Ciacciarelli” è stata indicata indicata nel suo ex Partito, Forza Italia di cui era coordinatore provinciale di Frosinone fino ad un paio di anni fa prima di transitare nella Lega.

Pasquale Ciacciarelli nonostante gli oltre 14mila voti presi in provincia di Frosinone non è riuscito a centrare l’elezione nell’Aula della Pisana. Colpa di una minima percentuale dello 0,4% presa in più dal Partito a Latina, eleggendo così il capogruppo Angelo Tripodi nonostante abbia migliaia di preferenze in meno di Ciacciarelli.

Nel ricorso presentato al Tar, il neo assessore regionale sostiene che nel caso in cui l’elettore abbia barrato anche il simbolo del Partito è evidente la volontà di esprimere la sua preferenza a Forza Italia. Ma nel caso in cui abbia solo scritto la preferenza nella casella sbagliata ritiene che sia a lui che debba essere assegnato il voto. E soprattutto lo si debba attribuire anche alla Lega. Proprio quest’ultimo passaggio potrebbe cambiare il risultato del Partito e far scattare il seggio a Frosinone anziché a Latina. Se così fosse ed il 26 giugno il Tar dovesse accogliere la tesi, scatterebbe l’avvicendamento tra Ciacciarelli e Tripodi: con il primo che lascerebbe la giunta per andare in Consiglio ed il secondo, che perderebbe il seggio a vantaggio di Ciacciarelli, verrebbe nominato assessore al suo posto.

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