Una telefonata ha detto stop alla candidatura di Ferentino

Perché l'avvocato Collalti non si è presentato ieri all'annuncio della sua candidatura. Tutto è partito da una telefonata. Che ha avocato la discussione al tavolo regionale

Una telefonata. Fatta al mattino presto. C’è questo dietro alla misteriosa assenza del candidato sindaco del centrodestra a Ferentino Franco Collalti. Che una volta informato di quella conversazione ha ritenuto opportuno non partecipare alla presentazione della sua stessa candidatura.

La presentazione del candidato ma senza il candidato.

Presenti però i rappresentanti di tutte le forze che sono pronte a sostenerlo. Un po’ come andare al matrimonio e dire ‘la sposa poi arriverà‘. Si, ma quando? L’ex parlamentare europeo Alessandro Foglietta (Fratelli d’Italia) prova a metterci una pezza: «il candidato unitario e ufficiale ma deve essere ratificato dai vertici». Che è come dire, per restare all’esempio dello sposalizio ‘La sposa verrà quando la famiglia avrà dato il suo benestare

 

Materiale per il teatro dell’assurdo. Copione degno di un palcoscenico del surreale.

La realtà dei fatti è un’altra. È che le elezioni del 4 marzo hanno gettato nel cestino la II Repubblica e l’hanno sostituita con un’altra. Rendendo superato tutto il resto. Dalla sera alla mattina. Compresi  Alessandro Foglietta, Angelo Salvatori di Forza Italia, l’eterno Giuseppe Patrizi (Energie per l’Italia), Antonio Filonardi della civica Patto per Ferentino. Mandando in soffitta soprattutto i loro schemi e quelli con i quali la politica ha ragionato per una generazione.

A ricevere la telefonata è stata Maria Veronica Rossi l’esponente della Lega a Ferentino. La chiamata è arrivata mentre si preparava per andare all’Hotel Bassetto e prendere parte alla presentazione del candidato sindaco Franco Collalti.

A farle squillare il cellulare è stato Francesco Zicchieri, neo deputato eletto nel collegio uninominale di Frosinone e per questo pienamente legittimato a ritenersi e comportarsi come il parlamentare del territorio, espressione della Lega ma sostenuto da tutto il centrodestra. Zicchieri è anche il coordinatore regionale della Lega.

Con quella telefonata ha messo in chiaro come stanno le cose: il candidato lo si individua insieme e lo si condivide con i livelli superiori. Una volta ottenuta la ratifica si ritorna al livello locale e lo si può annunciare.

Una questione di forme e di principio? Francesco Zicchieri vuole ribadire il suo ruolo e la sua autorità? Vuole riportare il ruolo della politica al centro, come era prima che il caos prendesse il sopravvento su sezioni, discussioni, dibattito e sintesi?

Non solo. Il coordinatore regionale vuole che ci sia un ragionamento di prospettiva. E che la politica smetta di pensare oggi alle cose che si faranno domani. Vuole che ci sia una discussione sulle elezioni comunali d’inizio estate ma anche sugli scenari che si apriranno un minuto dopo il voto.

Vuole che, chiunque sia il candidato, intorno a lui ci sia un ragionamento proiettato ai cinque anni successivi: così come ha fatto Matteo Salvini quando ha preso per mano la Lega togliendola ad Umberto Bossi. Così come ha fatto quando ha assegnato il Lazio a Zicchieri: il coordinamento era solo una tappa per un disegno di prospettiva più ampio. In questa ottica, il candidato è ancora quello giusto? Oppure occorre una figura di prospettiva?

E questo, nella designazione di Franco Collalti a Ferentino, è mancato. Per questo Francesco Zicchieri, con garbo, ieri ha imposto un momentaneo stop all’annuncio del candidato sindaco. Ed ha avocato l’intera questione al livello regionale.

Per questo la candidatura a sindaco di Ferentino ora torna in discussione.

L’avvocato Collalti, che non è di primo pelo, lo ha capito prima di tutti. E non si è presentato all’annuncio della candidatura di Collalti.

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