Congresso Pd, il 10 gennaio c’è la Direzione: non il Segretario

Non ci sono ancora le condizioni per una candidatura unitaria. I big del Pd danno il via alle procedure per convocare il congresso. Il singificato politico delle decisioni di oggi. E l'esclusione di Cassino.

Allora, chiariamo subito che non facciamo discussioni di alcun genere su nomi ed alleanze: ci limitiamo esclusivamente agli aspetti tecnici e organizzativi del Congresso. Siamo tutti d’accordo?” Tutti d’accordo. Francesco De Angelis ed Antonio Pompeo, Sara Battisti e Mauro Buschini, Simone Costanzo ed Alessandra Maggiani. Nessun dubbio nel vertice tenuto oggi pomeriggio dai big, riuiniti per avviare l’iter del congresso che eleggerà il nuovo segretario Pd della provincia di Frosinone.

Le date

Francesco De Angelis con i suoi ‘allievi’

Il vertice di oggi ha deciso che il 10 gennaio 2020 si riunirà la Direzione Provinciale per approvare i nomi della Commissione per il Congresso. È l’organismo di garanzia che vigila sul corretto andamento della convocazione, della discussione, del voto. È la Commissione a certificare il numero dei tesserati ed ammetterli a votare.

Questo significa che il Congresso si terrà in primavera. Si punta ad arrivarci nelle condizioni di massima serenità. Proprio per questo è stato detto in apertura che ci si sarebbe limitati ai dettagli tecnici e basta.

Il significato politico

Significa che i tempi non sono ancora maturi per arrivare ad una candidatura unitaria.

Il passo indietro compiuto nelle scorse settimane da Francesco De Angelis ha sparigliato le carte. La componente maggioritaria Pensare Democratico non presenterà un suo candidato: ufficialmente per avviare il perdorso di superamento delle Correnti voluto da Nicola Zingaretti. In realtà per evitare di alimentare rotture: il reggente Domenico Alfieri vorrebbe continuare a tenere le redini provinciali del Pd, mentre il radicale rinnovamento invocato dal Segretario nazionale passa per Luca Fantini attuale segretario dei Giovani Democratici.

Antonio Pompeo vuole una rappresentanza forte ed autorevole per la sua componente Base Democratica. Ed in caso di spaccatura dei voti nel fronte principale potrebbe approfittarne attraverso un accordo trasversale che coinvolga l’ex segretario Simone Costanzo franceschiniano di Area Dem.

In questo modo si è gettata la palla in tribuna. Dando più tempo per individuare una soluzione unitaria. Che al momento non c’è.

Manca Cassino

Barbara Di Rollo con Nicola Zingaretti

Al tavolo di oggi non c’era né il sindaco di Cassino Enzo Salera, né la presidente del consiglio comunale cassinate Barbara Di Rollo, né il commissario del circolo cittadino. Eppure hanno vinto le elezioni comunali a furor di popolo, stappando Cassino al centrodestra di Mario Abbruzzese.

Anche in questo caso le chiavi di lettura sono due. Quella ufficiale è che il segretario Domenico Alfieri ha convocato i rappresentanti istituzionali. E cioè il presidente della Provincia (Antonio Pompeo), il presidente del Consiglio Regionale del Lazio (Mauro Buschini), i consiglieri regionali (Sara Battisti), le altre sensibilità politiche manifestatesi nell’ultimo congresso di Federazione (Maggiani e Costanzo).

L’altra versione è che Cassino stia tentando di riportare a Sud l’asse della politica Pd provinciale: sa bene di avere i voti per determinare l’elezione del prossimo presidente della Provincia di Frosinone. E quindi per condizionare il dibattito.

Una prospettiva che dopo 25 anni di gestione Dem tra Ferentino e Frosinone nessuno degli attuali vertici fa i salti di gioia per vedere realizzata.

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